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giovedì 8 ottobre 2020

Ciao Carla




La scomparsa di Carla Nespolo ha suscitato nella società civile un grande sconforto. La perdita di una personalità che ha dato un esempio importante per la realizzazione di una  comunità dove i valori di uguaglianza, giustizia e libertà siano pienamente rispettati è stata sottolineata da una  lunga serie di lettere di  cordoglio. Prima tra tutte quella del presidente della repubblica Sergio Mattarella che ne ha messo in evidenza  l’alto profilo morale ed intellettuale. Qualità con le quali ha ricoperto  importanti cariche politiche e pubbliche. La presidenza nazionale dell’ANPI è stata l’ultimo  prestigioso riconoscimento per una vita spesa al servizio  della collettività.

Foto tratta da www.versiliatoday.it
In questo piccolo spazio (il blog fiore corsa) dove parlo delle esperienze legate alla passione per il podismo vorrei fare un ringraziamento a Carla per il suo aiuto e la sua amicizia. Questo blog è nato nel 2011 per far conoscere e realizzare il progetto: Uniamo la provincia. Un progetto che ha preso forma e si è delineato nel circolo “L’isola ritrovata” (locale creato e gestito dalla sorella  Mariuccia e da Ezio Poli), un luogo di incontro e di amicizia dove ho conosciuto persone di grande valore. Ed è proprio lì che si è rafforzato il legame di amicizia con Carla che ha saputo suggerirmi e indicarmi  la via per la realizzazione di quel progetto.

Dopo la spinta iniziale per avviare quel’indimenticabile esperienza, Carla è stata fondamentale per la  stampa del libro che è diventato un po’ il diario di quel  viaggio in provincia. Grazie alle suo appoggio abbiamo stabilito una collaborazione con il professor Vittorio Rapetti. stimato storico acquese,  che ha completato il “nostro” diario di viaggio con molta chiarezza attraverso una serie di schede storico- geografiche  delle varie zone della provincia. 

La Prefazione che Carla ha voluto regalarmi è stata la testimonianza della sua grande amicizia e stima nei miei confronti. Ricordo con  grande piacere la sua presenza ed i suoi interventi  in diverse presentazioni del libro. Ed ancora i suoi suggerimenti per la realizzazione di altri progetti che hanno legato la passione sportiva all’impegno civile e alla memoria. Voglio ricordare le esperienze del 25 aprile  2012 Sulle strade della memoria e nel 2015 in occasione del 70° anniversario della liberazione con Cammini di libertà.

In tutti questi anni Carla con la sua amicizia mi ha aiutato a rendermi più sicuro delle mie possibilità, più deciso  nelle mie idee, ne ha rafforzato le convinzioni  con i suoi insegnamenti.  Ha  saputo confortarmi nei momenti difficili come la perdita dei miei genitori. Un incontro ed un amicizia, quella con Carla di cui andare fieri, ed essere grati alla vita per quello che ci ha riservato.

Ora Carla ci ha lasciati e mancherà molto a me ed ai tanti che l’hanno amata e stimata, dovremo “farci bastare” quel tanto che ci ha dato.

GRAZIE CARLA

 CIAO CARLA

lunedì 14 settembre 2020

In certezze

In un periodo di preoccupazione personale, dopo il problema cardiaco dello scorso agosto, mentre stavo proseguendo l’iter previsto per i vari controlli clinici del caso e cercando al contempo di riprendere con molta gradualità l’attività sportiva è comparsa questa pandemia, inaspettata e devastante.
Un evento così rilevante ha ulteriormente aumentato le mie ansie e preoccupazioni. Come non ero preparato ad affrontare questa mia nuova situazione personale, altrettanto è stato per la comparsa di del virus che ha sconvolto il pianeta negli ultimi sei mesi.
Una situazione che certamente mi accomuna con la maggior parte delle persone, ma vista la particolarità del momento, è diventata per me molto delicata.

In pochi mesi ho perso la mia personale sicurezza, passando nel giro di poche ore da “atleta” a cardiopatico. Poi la presenza di questo nemico invisibile ha imposto alla società un cambiamento radicale di abitudini di vita, di comportamenti a cui ci si doveva (e ci si deve) attenere.
Il conseguente blocco dei controlli medici a cui mi dovevo sottoporre ha reso la mia situazione in uno stato di incertezza ancor più grande. In relazione alla mia patologia sono stato dichiarato “soggetto fragile” quindi dovevo (e devo) prestare ancor più attenzione nel cercare di rispettare i protocolli da seguire per evitare il contagio.

Nel periodo centrale del lockdown è stata proibita anche l’attività fisica all’aria aperta, e quindi ho dovuto sospendere i miei piccoli (ma molto gratificanti) allenamenti. Fortunatamente le mie condizioni fisiche sono rimaste buone in questi mesi, rimaneva però l’incertezza per i mancati controlli cardiologici.
Quando lentamente alcuni divieti sono stati eliminati e si è potuto ritornare a fare attività fisica all’aperto, un piccolo ma importante passo in avanti verso una sorta di normalità è stato fatto. Da li ho cominciato a riprendere un pochino di fiducia sullo sviluppo della situazione sia personale sia collettiva.
Fisicamente vedevo che riuscivo abbastanza tranquillamente a gestire il lavoro, l’hobby della campagna, e la passione per la corsa (seppur in termini molto ridotti). Mi mancavano solamente delle certezze mediche che confermassero le mie sensazioni.
 

Certezze che si sono concretizzate tra il mese di giugno e luglio grazie ai controlli a cui mi sono sottoposto e che hanno dato esito ampiamente positivo.
Ora sembra ci sia la prospettiva di poter gestire con un po’ più di serenità tutta la situazione, resta la considerazione sulla precarietà della nostra esistenza.
La corsa rimane per me un momento molto gratificante della vita.

“del doman non v’è certezza…”
 

FIORENZO