Un titolo importante, direi evocativo. Citare il sommo poeta per un semplice aggiornamento di un blog che parla di esperienze incentrate attorno al podismo può sembrare eccessivo, ma cercherò di tracciare le linee che uniscono sacro e profano.
Nell’ultimo colloquio telefonico che ho avuto con il caro amico Federico (supporter di questo blog) gli ho esposto con una punta di soddisfazione i dati della mia ultima settimana sportiva. Sei uscite di cui due ciclistiche, in totale 69 km di corsa e 88 km in bicicletta. Ben due lunghi, che non sono un buon esempio di gestione atletica, portati a termine con ritmi piuttosto bassi per fare una prova di efficienza hanno fatto esclamare a Federico: complimenti stai uscendo dal tunnel, questo merita un nuovo post per festeggiare questo ritrovato “ vigore atletico”.
Alla mia domanda su quale poteva essere il titolo per questo nuovo commento, è venuto fuori il famoso verso dantesco, come per voler sottolineare il passaggio da una situazione di oscurità e difficoltà ad una situazione di luce dove il cammino e più sicuro e sereno.
Certo, il mio cammino vede un poco luce ora, si tratta di un sentiero difficile da percorrere dosando bene le energie, e con l’ausilio di un po’ di fortuna si può fare ancora tanta strada.
Ora proviamo a rin-correre nuovi sogni…
FIORENZO
mercoledì 18 maggio 2016
lunedì 18 aprile 2016
Correva l'anno...
Davvero un titolo evocativo quello che ha voluto dare l'amico Matteo al suo libro. E di anni ne sono s-corsi molti da quando lui ha intrapreso l'attività atletica.
È un libro che davvero fa trascorrere gli anni con leggerezza. Racconti che partendo dalle esperienze podistiche fatte di allenamenti, di gare, confronti, discussioni trasportano il lettore nel mondo e nelle sensazioni dapprima di un giovane atleta profondamente motivato e via via lungo gli anni, mantenendo la freschezza e l'entusiasmo per l'attività atletica. Esperienze personali ma anche di gruppo perché l'atletica leggera è uno sport individuale ma è fatto di società e quindi emergono anche esperienze di gruppo.
In una di queste mi sento orgogliosamente chiamato in causa in un racconto ( Una foto in pizzeria) in cui Matteo narra di come lo spirito di gruppo, la coesione di un nucleo di amici possa portare a risultati, forse poco importanti a livello assoluto, ma davvero molto gratificanti a livello personale.
Grazie quindi a Matteo per aver saputo testimoniare con questi appassionati racconti l'amore per l'atletica con stima e affetto.
Fiorenzo
![]() |
25 racconti di atletica in cui Matteo Sebastiano Piombo analizza l’essenza e l’umanità di certi momenti ed episodi della sua carriera sportiva, con un po’ di nostalgia. |
In una di queste mi sento orgogliosamente chiamato in causa in un racconto ( Una foto in pizzeria) in cui Matteo narra di come lo spirito di gruppo, la coesione di un nucleo di amici possa portare a risultati, forse poco importanti a livello assoluto, ma davvero molto gratificanti a livello personale.
Grazie quindi a Matteo per aver saputo testimoniare con questi appassionati racconti l'amore per l'atletica con stima e affetto.
Fiorenzo
lunedì 14 marzo 2016
25 anni con Pizzolato
Asiago ( Gallio) 14 -20 giugno 1992 …sono uno di quei sette fortunati ad aver partecipato a quel primo stage, brillante epilogo di un anno di allenamenti guidati con il Winning Program (riproduco più sotto il post di Orlando Pizzolato). Ho ancora i capelli… ma ancor più vivi i ricordi di quei giorni. La passione e la competenza di Orlando ed Ilaria, la simpatia dei compagni di quella prima esperienza , ed infine anche le mie gambe che giravano a mille!
Il bellissimo rapporto di amicizia e stima che mi lega ad Orlando ed Ilaria continua, ho ripetuto l’esperienza nel 1998( Asiago) e nel 2008 (Pian dei Mucini) occasioni in cui ho incontrato e conosciuto persone speciali che mi hanno aiutato a costruire importanti progetti personali legati al podismo (ULP).
In tutti questi anni più volte ho interpellato Orlando per consigli, suggerimenti, dubbi su come effettuare determinate situazioni. Sempre con grande tempestività e precisione ho ricevuto preziosi aiuti.
Una delle pagine più belle della mia vita è sicuramente legata al podismo ed averla scritta con il supporto e l’amicizia di Orlando è stata ed è un autentica fortuna .
Grazie Orlando
Con grande affetto
FIORENZO
Il bellissimo rapporto di amicizia e stima che mi lega ad Orlando ed Ilaria continua, ho ripetuto l’esperienza nel 1998( Asiago) e nel 2008 (Pian dei Mucini) occasioni in cui ho incontrato e conosciuto persone speciali che mi hanno aiutato a costruire importanti progetti personali legati al podismo (ULP).
In tutti questi anni più volte ho interpellato Orlando per consigli, suggerimenti, dubbi su come effettuare determinate situazioni. Sempre con grande tempestività e precisione ho ricevuto preziosi aiuti.
Una delle pagine più belle della mia vita è sicuramente legata al podismo ed averla scritta con il supporto e l’amicizia di Orlando è stata ed è un autentica fortuna .
Grazie Orlando
Con grande affetto
FIORENZO
Asiago, giugno 1992: stage n.1 con 7 partecipanti, dei quali ricordo ancora i nomi: Andrea, Rino, Fiorenzo, Giovanni, Alfredo, Carlo, Domenico. Avevo 34 anni, ero più magro e avevo ancora i capelli (!) e correvo i 1.000 ancora in 2'41. Ilaria era già al lavoro con me, fedele e onnipresente compagna di lavoro e di vita.
Asiago, agosto 2006: stage n.100, festeggiato assieme a 30 partecipanti, dei quali ricordo i nomi ma ve li risparmio, visto il numero. Di capelli ne avevo meno, ma con me e Ilaria c'erano anche Anna e Chiara, che hanno visto correre tanti di voi.
Chiara scrive in un suo tema d'italiano:
"Un mese dopo la mia nascita cominciò subito la mia vita vagabonda, al seguito di mamma e papà impegnati ad allenare corridori. Non ricordo molto i miei primi anni di vita se non decine e decine di gambe che correvano. Ho sempre pensato che al mondo bisognasse correre: il papà era stato un forte maratoneta di successo, la mamma correva, le zie correvano, gli atleti di mamma e papà correvano.
Per me il mondo andava di corsa."
Peschiera del Garda, settembre 2012: stage n.200, di capelli ne avevo ancora meno. Anche qui 30 partecipanti, anche i loro nomi ve li risparmio, ma anche loro li ricordo tutti.
Inizio il 2016 con lo stage 243, sono al 25° anno di stages con oltre 5300 partecipanti. Sono 5300 test, 5300 schede CR, 5300 schede ritmi e previsioni, 5300 plicometrie e misurazioni, 5300 tabelle. Ma sono anche 10600 gambe da guardare, 10600 occhi con i quali ho interagito...
Ma siete soprattutto 5300 amici, con i quali ho condiviso momenti di vita che hanno lasciato il segno.
Non siete numeri, non lo siete mai stati, e so che lo sapete.
Spero di avervi dato almeno una parte di quanto avete dato a me, perché le vostre domande e la vostra curiosità mi hanno fatto sfogliare libri, fare calcoli e aprire nuovi orizzonti. La vostra singola presenza mi ha fatto considerare ogni stage come il primo e l'unico: per voi e per me. Mi avete aiutato a crescere non solo come allenatore, ma anche come uomo, perché vivere con voi mi ha arricchito.
Grazie!
Orlando
martedì 26 gennaio 2016
Il tempo, la fatica e la speranza
È passato un altro anno. Il tempo scorre, scandisce le stagioni e modifica lentamente i nostri lineamenti.
È stato un anno difficile, comunque sono ugualmente riuscito a portare avanti la mia passione per la corsa, anche se in forma più limitata , e questo è un fatto estremamente positivo. Un anno in cui oltre ad un piccolo numero di gare ed allenamenti sono riuscito a portare a termine un importante progetto podistico turistico culturale e soprattutto storico. Parlo dei “Cammini di libertà”, l’esperienza condotta in primavera per ricordare il 70° anniversario della Liberazione. È stato davvero un cammino che ci ha fatto ricordare lo straordinario slancio eroico di molti giovani che sacrificarono la loro vita, in nome della giustizia e della libertà. Ripercorrere le strade ed i luoghi che li videro protagonisti di quelle dolorose vicende ha suscitato in me, ed in tutti quelli che ci hanno accompagnato in questo viaggio nella storia, delle emozioni forti che hanno toccato profondamente le corde dei nostri sentimenti. Un sentito ringraziamento a tutte le gentili persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Ora in questo nuovo anno sono ripartito di corsa come sempre con grande impegno, ma con altrettanta fatica . E non solo quella dovuta agli anni che oltre ai lineamenti modificano (e soprattutto rallentano ) le nostre prestazioni. Una fatica dovuta principalmente alle precarie condizioni in cui versa il mio ginocchio sinistro. Nonostante le svariate terapie mi abbiano permesso di poter svolgere qualche allenamento ed anche alcune gare, la situazione non è delle migliori ed il dolore è sempre più o meno presente. I più saggi (o meno determinati?) avrebbero già desistito, io invece più stoicamente (o stoltamente?) insisto e cerco di trovare un equilibrio fisico che mi permetta (con tutti i limiti del caso) di proseguire con questa attività fisica che è diventata per me una linfa vitale.
Le esperienze condotte in questi cinque anni (da quando è nato il blog) mi hanno trasportato verso una nuova e diversa passione per la corsa. La corsa, lo sport che diventa momento di aggregazione e che ci porta a scoprire (o riscoprire) luoghi, persone, situazioni, vicende storiche che hanno modificato il corso della storia. L a parola chiave di tutte queste iniziative è stata “unire” perché solo attraverso l’unione delle forze e degli intenti si possono raggiungere determinati traguardi.
In questi anni ho avuto la grande fortuna di conoscere tante persone, uno spaccato della società davvero ampio e variegato che mi ha permesso di accrescere notevolmente il mio bagaglio culturale. Un balzo in avanti che non mi sarei mai aspettato di poter effettuare visto il mio carattere estremamente timido.
È proprio grazie alle conoscenze di cui ho avuto la fortuna di poter approfondire, che sono nati i progetti di questi anni. Ora grazie proprio a queste nuove spinte spero (speriamo) di costruire nuovi percorsi podistici che uniscano luoghi, idee, ideali di libertà e legalità.
È questa la nostra speranza, e con questa speranza nel cuore corriamo ancora…
FIORENZO
È stato un anno difficile, comunque sono ugualmente riuscito a portare avanti la mia passione per la corsa, anche se in forma più limitata , e questo è un fatto estremamente positivo. Un anno in cui oltre ad un piccolo numero di gare ed allenamenti sono riuscito a portare a termine un importante progetto podistico turistico culturale e soprattutto storico. Parlo dei “Cammini di libertà”, l’esperienza condotta in primavera per ricordare il 70° anniversario della Liberazione. È stato davvero un cammino che ci ha fatto ricordare lo straordinario slancio eroico di molti giovani che sacrificarono la loro vita, in nome della giustizia e della libertà. Ripercorrere le strade ed i luoghi che li videro protagonisti di quelle dolorose vicende ha suscitato in me, ed in tutti quelli che ci hanno accompagnato in questo viaggio nella storia, delle emozioni forti che hanno toccato profondamente le corde dei nostri sentimenti. Un sentito ringraziamento a tutte le gentili persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Ora in questo nuovo anno sono ripartito di corsa come sempre con grande impegno, ma con altrettanta fatica . E non solo quella dovuta agli anni che oltre ai lineamenti modificano (e soprattutto rallentano ) le nostre prestazioni. Una fatica dovuta principalmente alle precarie condizioni in cui versa il mio ginocchio sinistro. Nonostante le svariate terapie mi abbiano permesso di poter svolgere qualche allenamento ed anche alcune gare, la situazione non è delle migliori ed il dolore è sempre più o meno presente. I più saggi (o meno determinati?) avrebbero già desistito, io invece più stoicamente (o stoltamente?) insisto e cerco di trovare un equilibrio fisico che mi permetta (con tutti i limiti del caso) di proseguire con questa attività fisica che è diventata per me una linfa vitale.
Le esperienze condotte in questi cinque anni (da quando è nato il blog) mi hanno trasportato verso una nuova e diversa passione per la corsa. La corsa, lo sport che diventa momento di aggregazione e che ci porta a scoprire (o riscoprire) luoghi, persone, situazioni, vicende storiche che hanno modificato il corso della storia. L a parola chiave di tutte queste iniziative è stata “unire” perché solo attraverso l’unione delle forze e degli intenti si possono raggiungere determinati traguardi.
In questi anni ho avuto la grande fortuna di conoscere tante persone, uno spaccato della società davvero ampio e variegato che mi ha permesso di accrescere notevolmente il mio bagaglio culturale. Un balzo in avanti che non mi sarei mai aspettato di poter effettuare visto il mio carattere estremamente timido.
È proprio grazie alle conoscenze di cui ho avuto la fortuna di poter approfondire, che sono nati i progetti di questi anni. Ora grazie proprio a queste nuove spinte spero (speriamo) di costruire nuovi percorsi podistici che uniscano luoghi, idee, ideali di libertà e legalità.
È questa la nostra speranza, e con questa speranza nel cuore corriamo ancora…
FIORENZO
giovedì 24 dicembre 2015
Christmas Family Run
Era da qualche anno che non tornavo a Milano per correre, anni difficili in cui oltre ai problemi fisici si sono aggiunte altre situazioni disagiate. Mi sono sfilate davanti agli occhi tante possibili partecipazioni a gare e, soprattutto, a “missioni marziane” che puntualmente ogni mese si ripetevano. Ogni volta che controllavo la data di svolgimento della missione provavo ad ipotizzare una mia possibile presenza, poi per una serie di ragioni più o meno importanti desistevo. Rimaneva intatto però il desidero di tornare a correre con lui: il capitano Fabrizio Cosi, l’ideatore ed il fondatore dei Podisti da Marte. Questa volta sono ritornato a correre a Milano per lui, in sua memoria. Beffardo il destino, la vita… questa volta non potevo mancare.
L’otto dicembre scorso i ROAD RUNNERS CLUB MILANO, la società di appartenenza di Fabrizio Cosi, ha dedicato il ricavato della corsa natalizia Christmas Family Run, giunta alla 14^ edizione, per offrire al figlio di Fabrizio una borsa di studio. Grazie alle offerte libere dei partecipanti sono stati raccolti ben 2.328,50 euro. Qui il link per ulteriori offerte.
Ancora una volta devo ringraziare l’amico Federico che mi ha invitato e spronato alla partecipazione di questo significativo evento. Così, nonostante le condizioni fisiche siano davvero precarie ed i dolori al ginocchio siano persistenti, ho deciso di essere presente a questo appuntamento. Quindi di buon mattino mi metto in viaggio in una tipica foschia autunnale che alla barriera di Milano diventa una vera e propria barriera di nebbia! Per fortuna il ritrovo con Federico è molto vicino al casello autostradale, da qui assieme a lui ed alla moglie Daniela ci dirigiamo verso l’Idroscalo di Milano, luogo dello svolgimento della manifestazione.
La nebbia avvolge tutta la zona e al nostro arrivo fatichiamo un attimo per trovare il luogo del ritrovo, poi lentamente ci appaiono le prime sagome di podisti in riscaldamento e quindi le strutture dell’idroscalo , ci siamo… Ci cambiamo velocemente perche manca poco alla partenza, offriamo il nostro contributo e ci accodiamo al gruppo in partenza per la gara competitiva. Saltano all’occhio le tante maglie gialle e le bandiere dei podisti da Marte, un vero tripudio di giallo. Sembra quasi di vederlo il capitano, spuntare da qualche angolo nascosto ed irrompere portando quella sua straordinaria simpatia. Il minuto di silenzio in sua memoria prima della partenza lega tutti i partecipanti in un commosso e sentito pensiero… ciao FABRIZIO.
Riesco a correre senza dolori e questo è già un buon risultato, Francesco l’altro amico storico di Federico si adatta alla mia andatura, a circa metà percorso lo esorto a cambiare passo vista la facilità di corsa che noto in lui. Federico è ancor più avanti, anche lui corre con impegno moderato, li vedo bene i ragazzi... Molto bello il percorso che si snoda sulle rive del lago artificiale, sentieri, stradine, angoli naturali suggestivi.
Terminiamo la nostra fatica soddisfatti di aver corso in uno scenario così affascinante. Una piccola sosta e poi ripartiamo per la vera e propria Christmas Family Run, la corsa non competitiva. Questa volta sono aggregato alla famiglia Colombo, composta al momento, e tutti assieme facciamo o rifacciamo al passo i 6 km del percorso di gara. Camminando con gli altri “componenti” della famiglia che sono Daniela, Federico, Francesco e Simone (altro amico podista appiedato) lentamente la nebbia che avvolgeva tutta la zona lascia il posto al sole, e finalmente riusciamo a scorgere per intero le bellezze naturali del “mare dei milanesi”. Un oasi di pace in cui immergersi per affrontare vari tipi di attività sportive, o semplicemente per una rilassante passeggiata.
Non perdo l’occasione per fotografare i tanti spunti caratteristici che mi offre il luogo. La compagnia poi è davvero piacevole, tutto è in sintonia, il sole riscalda e colora questa giornata. Terminiamo il giro ed approfittiamo del ristoro allestito dal Road Runners, assistiamo alle premiazioni delle varie famiglie, ed anche noi riceviamo un cesto natalizio.
Davvero una bella mattinata trascorsa in compagnia con dei cari amici all’insegna dello sport e della solidarietà come ci ha insegnato Fabrizio Cosi.
Buone feste a tutti
FIORENZO
L’otto dicembre scorso i ROAD RUNNERS CLUB MILANO, la società di appartenenza di Fabrizio Cosi, ha dedicato il ricavato della corsa natalizia Christmas Family Run, giunta alla 14^ edizione, per offrire al figlio di Fabrizio una borsa di studio. Grazie alle offerte libere dei partecipanti sono stati raccolti ben 2.328,50 euro. Qui il link per ulteriori offerte.
Ancora una volta devo ringraziare l’amico Federico che mi ha invitato e spronato alla partecipazione di questo significativo evento. Così, nonostante le condizioni fisiche siano davvero precarie ed i dolori al ginocchio siano persistenti, ho deciso di essere presente a questo appuntamento. Quindi di buon mattino mi metto in viaggio in una tipica foschia autunnale che alla barriera di Milano diventa una vera e propria barriera di nebbia! Per fortuna il ritrovo con Federico è molto vicino al casello autostradale, da qui assieme a lui ed alla moglie Daniela ci dirigiamo verso l’Idroscalo di Milano, luogo dello svolgimento della manifestazione.
La nebbia avvolge tutta la zona e al nostro arrivo fatichiamo un attimo per trovare il luogo del ritrovo, poi lentamente ci appaiono le prime sagome di podisti in riscaldamento e quindi le strutture dell’idroscalo , ci siamo… Ci cambiamo velocemente perche manca poco alla partenza, offriamo il nostro contributo e ci accodiamo al gruppo in partenza per la gara competitiva. Saltano all’occhio le tante maglie gialle e le bandiere dei podisti da Marte, un vero tripudio di giallo. Sembra quasi di vederlo il capitano, spuntare da qualche angolo nascosto ed irrompere portando quella sua straordinaria simpatia. Il minuto di silenzio in sua memoria prima della partenza lega tutti i partecipanti in un commosso e sentito pensiero… ciao FABRIZIO.
Riesco a correre senza dolori e questo è già un buon risultato, Francesco l’altro amico storico di Federico si adatta alla mia andatura, a circa metà percorso lo esorto a cambiare passo vista la facilità di corsa che noto in lui. Federico è ancor più avanti, anche lui corre con impegno moderato, li vedo bene i ragazzi... Molto bello il percorso che si snoda sulle rive del lago artificiale, sentieri, stradine, angoli naturali suggestivi.
Terminiamo la nostra fatica soddisfatti di aver corso in uno scenario così affascinante. Una piccola sosta e poi ripartiamo per la vera e propria Christmas Family Run, la corsa non competitiva. Questa volta sono aggregato alla famiglia Colombo, composta al momento, e tutti assieme facciamo o rifacciamo al passo i 6 km del percorso di gara. Camminando con gli altri “componenti” della famiglia che sono Daniela, Federico, Francesco e Simone (altro amico podista appiedato) lentamente la nebbia che avvolgeva tutta la zona lascia il posto al sole, e finalmente riusciamo a scorgere per intero le bellezze naturali del “mare dei milanesi”. Un oasi di pace in cui immergersi per affrontare vari tipi di attività sportive, o semplicemente per una rilassante passeggiata.Non perdo l’occasione per fotografare i tanti spunti caratteristici che mi offre il luogo. La compagnia poi è davvero piacevole, tutto è in sintonia, il sole riscalda e colora questa giornata. Terminiamo il giro ed approfittiamo del ristoro allestito dal Road Runners, assistiamo alle premiazioni delle varie famiglie, ed anche noi riceviamo un cesto natalizio.
Davvero una bella mattinata trascorsa in compagnia con dei cari amici all’insegna dello sport e della solidarietà come ci ha insegnato Fabrizio Cosi.
Buone feste a tutti
FIORENZO
sabato 21 novembre 2015
L'atleta dell'anno
Dal 1986 il gruppo dei podisti tortonesi ha istituito un premio di merito al podista che si è distinto in modo particolare nel corso dell’anno. Non è un premio per i soli risultati tecnici conseguiti,ma una sorta di riconoscimento per l’impegno, la dedizione e la serietà con cui viene affrontata l’attività podistica.
Quindi negli anni sono stati premiati atleti di sicuro valore tecnico, ma non solo, perché come si è detto non è l’aspetto tecnico il solo metro di giudizio. La passione con cui molte persone si sono votate a questo mondo, l’impegno che ha portato miglioramenti a volte poco significativi a livello assoluto, ma particolarmente gratificanti dal punto di vista umano.
Anche io nella mia modesta, ma molto appassionata vita podistica sono stato insignito di questo riconoscimento nel 1994.
In occasione della 30^ edizione di tale premio, l’atleta scelto dal club degli "amici del mezzofondo tortonese" è stato Matteo Sebastiano Piombo. Figura centrale dell’atletica provinciale, questo premio arriva a coronamento di una carriera lunga e completa.
Matteo si è cimentato nelle distanze della velocità pura, fino alle distanze lunghe maratona compresa, passando per il mezzofondo che è la specialità che più lo affascina , e dove ha ottenuto tempi di valore .
Questo riconoscimento arriva per il suo sessantesimo compleanno mentre lo vediamo ancora sulle piste eternamente innamorato di questo sport. Il suo amore per l’atletica va ben oltre la sola pratica personale, negli anni Matteo è diventato allenatore,giornalista , giudice fidal, esperto di statistiche, dirigente di varie società sportive. Una passione ed una competenza difficili da trovare in questo ambito sportivo.
Recentemente durante uno dei miei allenamenti nelle campagne adiacenti al paese ho condiviso un tratto di strada con un podista tortonese con il quale siamo stati compagni di società circa venti anni fa.
Questo podista mi ha parlato della sua attività iniziata a 15 anni con Matteo allenatore, dalle sue parole emergeva la riconoscenza verso quello che ha ricevuto sia a livello tecnico, sia a livello umano . L’aver saputo trasmettere questi valori è un grande merito per Matteo , e penso anche una bella gratificazione a livello personale . Una testimonianza che conferma i meriti di Matteo, la capacità di saper far appassionare i giovani allo sport con il giusto equilibrio tra impegno serio e meticoloso con il divertimento,il benessere fisico e la voglia di socializzare ,senza eccedere in forzature di ogni sorta.
Nella serata del 12 novembre si è svolta la consegna di questo simpatico riconoscimento in un locale della città . Attorniato da un bel gruppetto di “ amici del mezzofondo” Matteo è stato premiato ricevendo una targa con dedica. Significativo anche il passaggio di consegne di questo premio che lo scorso anno è andato a Nicola Calia , altra figura di riferimento del movimento podistico locale . E’ stato proprio Nicola a consegnare il premio a Matteo ,una successione non casuale ma dimostrazione di come lo sport possa essere un momento di crescita e realizzazione personale .
Grazie agli amici del club del mezzofondo tortonese
Complimenti e grazie a Matteo per l’organizzazione di questo evento
FIORENZO
Quindi negli anni sono stati premiati atleti di sicuro valore tecnico, ma non solo, perché come si è detto non è l’aspetto tecnico il solo metro di giudizio. La passione con cui molte persone si sono votate a questo mondo, l’impegno che ha portato miglioramenti a volte poco significativi a livello assoluto, ma particolarmente gratificanti dal punto di vista umano.
![]() |
| Fiorenzo |
In occasione della 30^ edizione di tale premio, l’atleta scelto dal club degli "amici del mezzofondo tortonese" è stato Matteo Sebastiano Piombo. Figura centrale dell’atletica provinciale, questo premio arriva a coronamento di una carriera lunga e completa.
Matteo si è cimentato nelle distanze della velocità pura, fino alle distanze lunghe maratona compresa, passando per il mezzofondo che è la specialità che più lo affascina , e dove ha ottenuto tempi di valore .
![]() |
| Foto d'annata di Matteo (da facebook) |
Recentemente durante uno dei miei allenamenti nelle campagne adiacenti al paese ho condiviso un tratto di strada con un podista tortonese con il quale siamo stati compagni di società circa venti anni fa.
Questo podista mi ha parlato della sua attività iniziata a 15 anni con Matteo allenatore, dalle sue parole emergeva la riconoscenza verso quello che ha ricevuto sia a livello tecnico, sia a livello umano . L’aver saputo trasmettere questi valori è un grande merito per Matteo , e penso anche una bella gratificazione a livello personale . Una testimonianza che conferma i meriti di Matteo, la capacità di saper far appassionare i giovani allo sport con il giusto equilibrio tra impegno serio e meticoloso con il divertimento,il benessere fisico e la voglia di socializzare ,senza eccedere in forzature di ogni sorta.
| La consegna del premio |
Grazie agli amici del club del mezzofondo tortonese
Complimenti e grazie a Matteo per l’organizzazione di questo evento
FIORENZO
lunedì 26 ottobre 2015
Ciao Capitano!
Un post che non avrei voluto scrivere, una notizia che è arrivata tramite i cari amici della “colonna milanese”, come li chiamo io. Un colpo allo stomaco che ti lascia senza fiato. Nooo! ma come Fabrizio Cosi? Il capitano, l’anima, la mente, il fondatore dei Podisti da Marte, come può essere, cosa è successo? Purtroppo è questa la realtà, Fabrizio è morto l’altra notte improvvisamente: un aneurisma, una piccola imperfezione di un tessuto. Sembra davvero impossibile, un fisico forte, allenato, sotto controllo medico, niente è successo. L’imponderabile, il misterioso disegno divino o la natura che ci riserva anche queste tristi sorprese? Ognuno ha le proprie risposte.
La realtà è che Fabrizio ha lasciato questo mondo, ci ha lasciato però un grande messaggio. Un messaggio di speranza per un mondo migliore, più solidale più aperto verso gli altri, verso le situazioni più disagiate. Le sue “missioni” erano sempre di volta in volta dedicate a finalità sociali, raccolte fondi che servivano a finanziare un progetto che regolarmente veniva portato a termine e del quale veniva lasciata traccia attraverso la “placca marziana”. Ma non solo questo, perché attraverso un gesto semplice e naturale come la corsa, queste missioni erano (e voglio credere che saranno ancora!) un grande momento di aggregazione e di conoscenza. Correre per il centro di Milano offrendo un piccolo dono ai passanti, una gentilezza, un saluto cordiale in questo mondo caotico e nevrotico, è un segnale di distensione. Guardare il mondo da un'altra prospettiva, assaporare la gioia del correre assieme per una buona causa, dare il giusto valore alle cose, alla vita.
Fabrizio era un vero leader, ha saputo costruire una bellissima realtà. Partendo dalla passione per la corsa ha unito la spensieratezza e l’allegria all’impegno sociale, così (Cosi) con leggerezza, con quel filo di ironia che sapeva dosare perfettamente, creando un atmosfera di unione ed amicizia davvero particolari. Anche io ho partecipato a qualche Missione marziana e devo dire che ogni volta sono rimasto coinvolto in quella magica armonia che si instaurava tra i partecipanti e che “traboccava” dal gruppo e fino a coinvolgere la cittadinanza.
Ho conosciuto personalmente Fabrizio Cosi il 2 giugno 2011 durante la 40° tappa dell’esperienza de Uniamo la Provincia (ULP), ma già da qualche mese ero in contatto con lui tramite il grande amico Federico, regista dell’operazione sopracitata. Infatti mentre stavo stendendo il progetto mi è stato suggerito da Federico di sottoporre l’idea a Fabrizio visto il suo impegno sportivo–civile con il gruppo Podisti da Marte. Prontamente e con molta disponibilità Fabrizio mi rispose dandomi una serie di suggerimenti, indicazioni, varianti al progetto, spunti particolari. Capii subito lo spessore della persona con cui stavo dialogando, un altro passo, una vera e propria miniera di idee intelligenti. Nel mio piccolo cercai di attingere qualcosa da questa spinta supplementare che mi stava arrivando. Sono rimasto molto gratificato da questa collaborazione e soprattutto dalla sua promessa di venire a correre con noi una tappa del “nostro” ULP. Questa promessa è stata mantenuta ed ecco che il 2 giugno Fabrizio ha corso con noi la 40° tappa assieme ad un bel gruppetto di amici milanesi. Con la sua simpatia e gioia di vivere ci ha conquistati e tutti assieme abbiamo passato una giornata memorabile, tant’è che il titolo della 40° tappa è stato: Un allegra brigata. Anche il 25 aprile 2012 è stato con noi in occasione dell’iniziativa: Sulle strade della memoria assieme ad un bel gruppetto di “marziani”; un’altra giornata da ricordare dove oltre al clima di amicizia abbiamo unito luoghi della memoria partigiana in un contesto naturale davvero spettacolare.
Negli anni in cui ho seguito la maratona di Milano, l’ho sempre trovato alla testa di qualche iniziativa particolare, un darsi agli altri fatto non solo con entusiasmo ma anche con grandi capacità organizzative. Era sempre un emozione salutarlo, sentire le sue battute ironiche ed intelligenti che ti davano una carica positiva.
Fabrizio ora è corso via, verso un’altra missione…
Grazie per quello che ci hai regalato
Ciao Capitano!
FIORENZO
La realtà è che Fabrizio ha lasciato questo mondo, ci ha lasciato però un grande messaggio. Un messaggio di speranza per un mondo migliore, più solidale più aperto verso gli altri, verso le situazioni più disagiate. Le sue “missioni” erano sempre di volta in volta dedicate a finalità sociali, raccolte fondi che servivano a finanziare un progetto che regolarmente veniva portato a termine e del quale veniva lasciata traccia attraverso la “placca marziana”. Ma non solo questo, perché attraverso un gesto semplice e naturale come la corsa, queste missioni erano (e voglio credere che saranno ancora!) un grande momento di aggregazione e di conoscenza. Correre per il centro di Milano offrendo un piccolo dono ai passanti, una gentilezza, un saluto cordiale in questo mondo caotico e nevrotico, è un segnale di distensione. Guardare il mondo da un'altra prospettiva, assaporare la gioia del correre assieme per una buona causa, dare il giusto valore alle cose, alla vita.
![]() |
| Missione Marziana n.28 |
Fabrizio Cosi: "grazie ragazzi, è stato bello rivedervi e correre insieme; le colline del monferrato si prestano meglio alla corsa, ma quando si tratta di correre per solidarietà non andiamo tanto per il sottile; alla prossima!!!"
![]() |
| Missione Marziana n. 38 |
| ULP Tappa 40 |
Ho conosciuto personalmente Fabrizio Cosi il 2 giugno 2011 durante la 40° tappa dell’esperienza de Uniamo la Provincia (ULP), ma già da qualche mese ero in contatto con lui tramite il grande amico Federico, regista dell’operazione sopracitata. Infatti mentre stavo stendendo il progetto mi è stato suggerito da Federico di sottoporre l’idea a Fabrizio visto il suo impegno sportivo–civile con il gruppo Podisti da Marte. Prontamente e con molta disponibilità Fabrizio mi rispose dandomi una serie di suggerimenti, indicazioni, varianti al progetto, spunti particolari. Capii subito lo spessore della persona con cui stavo dialogando, un altro passo, una vera e propria miniera di idee intelligenti. Nel mio piccolo cercai di attingere qualcosa da questa spinta supplementare che mi stava arrivando. Sono rimasto molto gratificato da questa collaborazione e soprattutto dalla sua promessa di venire a correre con noi una tappa del “nostro” ULP. Questa promessa è stata mantenuta ed ecco che il 2 giugno Fabrizio ha corso con noi la 40° tappa assieme ad un bel gruppetto di amici milanesi. Con la sua simpatia e gioia di vivere ci ha conquistati e tutti assieme abbiamo passato una giornata memorabile, tant’è che il titolo della 40° tappa è stato: Un allegra brigata. Anche il 25 aprile 2012 è stato con noi in occasione dell’iniziativa: Sulle strade della memoria assieme ad un bel gruppetto di “marziani”; un’altra giornata da ricordare dove oltre al clima di amicizia abbiamo unito luoghi della memoria partigiana in un contesto naturale davvero spettacolare.
Negli anni in cui ho seguito la maratona di Milano, l’ho sempre trovato alla testa di qualche iniziativa particolare, un darsi agli altri fatto non solo con entusiasmo ma anche con grandi capacità organizzative. Era sempre un emozione salutarlo, sentire le sue battute ironiche ed intelligenti che ti davano una carica positiva.
Fabrizio ora è corso via, verso un’altra missione…
Grazie per quello che ci hai regalato
Ciao Capitano!
FIORENZO
Iscriviti a:
Post (Atom)







