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lunedì 9 maggio 2011

21. Si corre e si mangia

Per la Ponzone - Cartosio - Malvicino – Pareto, 21^ tappa del giro UNIAMO LA PROVINCIA, i nostri accompagnatori sono Patrizia e Claudio, cari amici anche loro coinvolti in questa avventura. Li recuperiamo ad Alessandria e da qui raggiungiamo Acqui Terme per poi arrivare di nuovo a Ponzone. Anche oggi la buona stella ci  protegge, il cielo è sereno e il sole non è ancora troppo forte.
Preferiamo non seguire le indicazioni della cartina perché gli abitanti del paese ce le sconsigliano e così percorriamo la provinciale che ci porta a fondo valle sulla statale dove a fianco scorre il torrente Erro. Raggiungiamo facilmente Cartosio, primo comune toccato nella giornata. I nostri accompagnatori hanno già compreso lo spirito ULP e ci seguono con attenzione cercando i punti più caratteristici per fotografarci. Attraversato un piccolo ponte, iniziamo una salita impegnativa che ci porta a Malvicino: 3km in mezzo ai boschi dove l’ombra di queste piante secolari attenua il calore del sole già alto. Il centro del piccolo paese è caratteristico e Pat e Claudio scattano diverse foto.
Quindi un bel tratto in “costa” passando per un bosco di felci e castagni. La successiva discesa ci porta a Roboaro dove secondo le mie indicazioni ci dovrebbe essere il municipio del comune di Pareto, ma nulla. I nostri accompagnatori scoprono che il municipio si trova a circa 3km e allora io e Paolo di buona lena raggiungiamo Pareto che è posto su di una collina. Trovato il municipio ed espletata la nostra funzione di postini ci ricomponiamo, salutiamo Paolo che deve rientrare e ci avviamo verso un frugale pasto, almeno nelle intenzioni. Commettiamo il fatale errore di comunicare al trattore il nominativo dell’amica (Mariuccia) che ci ha consigliato il locale. Inizia la vera maratona! Senza ordinare, un gentile e taciturno signore in età, all’apparenza innocuo, inizia a somministrarci una serie di varie portate senza soluzione di continuità. Vorremmo rifiutare ma vista la qualità e la genuinità dei piatti ci sottoponiamo volentieri a questa ulteriore fatica. Discorriamo  piacevolmente con gli avventori del locale, quasi tutti della zona, e riceviamo preziose informazioni sulla tappa del pomeriggio. Salutiamo e lasciamo come ricordo del nostro passaggio la bottiglia di vino celebrativa dell’ULP. Breve giro turistico sotto la guida dell’esperto d’arte Claudio e il nostro terzetto si avvia al meritato riposo nel parco adiacente al municipio.

domenica 8 maggio 2011

20. Bel-vedere, bel-correre

Sabato pomeriggio, come faccio da diverse settimane raggiungo l’alessandrino. Già dall’Autostrada dei Trafori si intuisce che i monti attorno non avranno strade pianeggianti. Al casello di Ovada mi aspettano Fiorenzo e Paolo che mi trattano con tutti gli onori che si riservano agli ospiti graditi.  Salgo sull’ULP-Mobile e raggiungiamo Cassinelle, luogo di partenza della 20^ tappa de UNIAMO LA PROVINCIA: Cassinelle - Morbello - Ponzone.
Al punto di ritrovo ci attendono Fabrizio con famiglia e alcuni runners della Atletica Ovadese Ormig: Gianni Icardi, già “guida” della tappa precedente, Giorgio Belloni, Antonio Chiariello e Franco Rolando in veste di accompagnatore visto che parteciperà dopo meno di ventiquattr’ore al “Giro delle cinque Torri”. Sono già tutti pronti per partire e gli ovadesi indossano la maglietta della “6 a Costa”, gara in notturna che si disputa il primo sabato d’agosto a Costa d’Ovada. 
Il giro è podistico turistico culturale ma i runners di lungo corso tradiscono le abitudini competitive: alla partenza hanno tutti il dito sul “grilletto” del cronometro. Io per il momento mi accomodo alla guida della ULP-Mobile.

I primi due km sono in discesa e le gambe girano a ritmo controllato, ma poi inizia la salita che a fine tappa sarà stata predominante. Gianni fa da cicerone e ha una nota interessante per ogni angolo caratteristico o panoramico. La prima frazione scorre via facile e all’arrivo davanti al municipio di Morbello troviamo diverse croci: a prima vista un minimo inquietanti, ma sono quanto resta della recente Via Crucis vivente. Un paio di signore ci accolgono e con orgoglio elencano i punti forti locali, tra cui la sagra delle castagne (a ottobre) e la sagra del cinghiale (ad agosto). Breve ristoro e si riparte. In salita Fabrizio e Antonio si danno il cambio a tirare il gruppo mentre Gianni fatica a tenere il passo. ULP non è una gara! Anche perché Fiorenzo e Paolo devono correre 60 tappe!

Passiamo dall’ovadese all’aquese e dopo quatto km con una pendenza media del 6% è ora di un po’ di discesa e al culmine della nuova salita Gianni decide che è ora di un meritato riposo. Carpe diem! Data la sua disponibilità a guidare l’ULP-Mobile posso fare il mio esordio podistico non simbolico ad una tappa. Dopo la frattura al piede non mi sono ancora arrischiato con le pendenze, ma oggi la voglia supera i timori! Un cambio d’abiti lentino mi fa perdere l’ultima discesa e quando raggiungiamo in auto il gruppo mi attendono gli ultimi quattro km scarsi, tutti in salita. Correre fuori città, in mezzo a dei bei panorami, ha proprio un gusto diverso! A questo punto la salita la sentono tutti e si procede lentamente, personalmente ne sono solo contento visto che non sono ancora in forma. Il borgo di Ponzone è caratterizzato da case in pietra e una piazza con balconate panoramiche, niente male. Davanti al comune ci attende il vice-sindaco Fabrizio Ivaldi, allertato dagli amici ovadesi. Fa gli onori di casa e ci mette a disposizione un locale per il ristoro finale. Ci soffermiamo a osservare il belvedere e intanto discorriamo della valenza turistica. Pare che le frazioni che compongono Ponzone si ripopolino d’estate quando i liguri e i piemontesi scappano dal caldo. 


Chi deve fare ritorno a casa si avvia e chi rimane è lieto di mettere le gambe sotto il tavolo del ristorante locale. È il momento di soddisfare l’interesse culturale-enogastronomico, cioè di mangiare. Non possiamo non assaggiare il Filetto Baciato, un salume che si trova giusto a Ponzone e che si ottiene insaccando pasta di maiale in un filetto arrotolato e legato. Siamo in un ristorante serio ma Paolo ha tanta fame e fa fatica a gustarselo, e così commenta “un bel salame è meglio”. Quando le aspettative sono molto alte, poi si rischia la delusione! Comunque a fine cena siamo sazi e soddisfatti. Sazi di ULP? Giammai. Fiorenzo vuole esplorare al tappa successiva e i suoi timori si avverano. Seguendo le mappe e il navigatore riusciamo a perderci nella notte buia: “pensa se sbagliamo strada quando corriamo, la strada la ritroviamo ma facciamo molti più chilometri!”. Ad un certo punto ci fermano i carabinieri per un controllo e ci facciamo dare le indicazioni giuste. Prima di tornare a casa insonnoliti riusciamo a scorgere nel cono di luce dei fari un paio di daini e un tasso che ci attraversano la strada: scusate il disturbo! 

Federico, inviato ULP

venerdì 6 maggio 2011

19. Le varianti ovadesi

Ripartiamo da Ovada dove siamo giunti l’altra sera, e con grande sorpresa troviamo ad accoglierci un bel gruppo di persone tra le quali il vicesindaco Sabrina Caneva, con tanto di fascia tricolore, la rappresentante di Libera Paola Sultana, ed un gruppo pronto a correre con noi. Veniamo accompagnati in sala consigliare dove riceviamo un omaggio da parte dell’amministrazione comunale accompagnato da un breve ma significativo discorso sulla nostra esperienza: un buon esempio di sensibilità e interesse verso iniziative volte a valorizzare il territorio senza dimenticare le problematiche sociali. Bene dopo questa bella accoglienza siamo pronti a partire.


Gli amici ovadesi – capitanati dal decano Giorgio Belloni – hanno studiato una variante al percorso. Se la regola aritmetica recita “cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia”, qui invece cambiando l’ordine delle frazioni la tappa ci guadagna! Dopo essere usciti da Ovada transitando in strada Rebba – luogo di allenamento dei podisti locali – seguiamo un percorso alternativo che lascia già intravedere panorami interessanti. Attraversato il torrente Orba siamo nel territorio di Molare (il mio disegno prevedeva Cremolino) e quando saliamo nel centro del paese rimaniamo stupiti dalla bellezza di questo borgo: il castello, la piazza, l’edificio comunale, ed i vari palazzi storici rappresentano uno scenario veramente unico. Stasera siamo seguiti da Luca Peruzzo che si dimostra molto preparato nel fotografare gli angoli ed i momenti particolari. Alcuni amici smettono di correre per continuare a seguirci in macchina (Erika Peruzzo ,Luisa Trotti, Luca Protto, Beppe Bosco) e ci raggiunge da Cassinelle un altro decano del podismo locale: Gianni Icardi. La scorciatoia che abbiamo percorso da Molare è a tratti veramente impegnativa, ma il panorama che ci ripaga dello sforzo extra (e oltretutto per una volta è anche più corta la tappa!).


L’ingresso nel borgo di Cremolino avviene in modo suggestivo, sotto l’arco che è la porta d’accesso al centro storico. Dopo l’immancabile consegna del messaggio di Libera, ci dirigiamo verso Cassinelle passando dalla strada Pobiano (anche questa una variante degli amici ovadesi): un percorso dolce attraverso colline splendide che stanno diventando meta e rifugio di personaggi importanti. Il paesaggio è bucolico: prati pieni di fiori, acacie che fanno sentire tutto il loro profumo, profili che si disegnano all’orizzonte facendoci intravedere i paesi che andremo a toccare nei prossimi giorni. Il tutto accompagnato dal sole che sta tramontando. Ci siamo, l’amico Gianni ci guida davanti all’edificio comunale, la 19^ tappa  Ovada - Molare - Cremolino - Cassinelle è conclusa. Anche stasera grande tappa che ha incarnato perfettamente lo spirito dell’ULP: sport, turismo, cultura, amicizia e solidarietà. Grazie a tutti per la collaborazione, la disponibilità ed il sostegno.

mercoledì 4 maggio 2011

18. Lungo la strada del vino e dei castelli

Va di scena oggi la 18^ tappa Mornese - Casaleggio Boiro - Lerma - Tagliolo Monferrato - Belforte Monferrrato – Ovada che ci porta nella macrozona di Ovada, terra ricca di castelli e vigneti. Infatti i cartelli turistici parlano di strada del vino e dei castelli. Il nostro accompagnatore è Claudio, già responsabile di reparto della ditta in cui ho lavorato per diversi anni. Persona molto disponibile e loquace avrebbe meritato il ruolo di addetto alle pubbliche relazioni in questo progetto, ci accontentiamo di qualche sua presenza sul territorio alessandrino. 
La partenza è fissata a Mornese dove siamo giunti  stremati (o sarebbe meglio dire stremato visto che Paolo sembra reggere meglio) l’altra sera. A occhio la tappa di stasera dovrebbe essere più corta e tendenzialmente in discesa. In effetti la prima frazione è piuttosto agevole, sembriamo aver recuperato lo sforzo di domenica, e comunque le soste saranno frequenti dovendo toccare diversi comuni. Gli amici di LIBERA ci aspettano giù ad Ovada ed io sono un po’ smanioso di arrivare per l’orario concordato, non amo arrivare in ritardo, e così in discesa rallegro un po’ il ritmo. Superato Casaleggio Boiro transitiamo per  il  caratteristico  borgo  di Lerma  e ci raggiunge l’amico Federico  che abita ad Ovada e conosce molto bene queste strade e la storia locale. Le sue spiegazioni sono un valore aggiunto alla corsa. Questi luoghi meriterebbero una sosta più lunga che al momento non possiamo permetterci, ci resta una rapida carrellata che però le nostre menti sapranno conservare in vista di una visita più approfondita. Anche Tagliolo Monferrato – nella zona definita Alto Monferrrato – con il suo castello ci lascia un ricordo particolare. 
All’uscita del paese transitiamo davanti alla casa di una delle figure più note e simpatiche del podismo alessandrino è Pio Daniesin, lo chiamiamo ad alta voce e lui esce salutandoci calorosamente. Ricordo un episodio su cui scherziamo sempre. Durante una maratonina nel lontano 1993 lo raggiungo all’altezza del 16° km  e penso di riuscire a staccarlo, mi sembra in calo, lo affianco e lui inizia a parlarmi delle sue avventure notturne terminate all’alba. Intanto arriviamo al 18° e non lo stacco, anzi è lui a staccare me: sembra aver trovato nuove energie e va a chiudere in 1h18’06’’ a 45 anni mentre io con i miei 29 gli finisco dietro. Che tempi! 
Continuiamo a scendere verso Ovada e tocchiamo anche Belforte Monferrato il cui stemma comunale raffigura un grappolo d’uva, un specificità importante di questa zona. Potrei definire Ovada una delle capitali del Dolcetto. Ancora 3 km di discesa e siamo ad Ovada, la prima città che raggiungiamo nel nostro viaggio. Federico ci dà alcuni cenni storici e geografici della bella cittadina, ci parla della confluenza dei torrenti Orba e Stura, della festa di S. Giovanni, le piazze e le vie più caratteristiche. Davanti all’edificio comunale troviamo ad attenderci gli amici di Libera, sono un bel gruppetto e ci fanno una bella festa. Siamo soddisfatti di questa accoglienza e scattiamo un po’ di foto per ricordare questo momento. Accoglienza che prosegue quando Federico ed Enrica  ci ospitano nella loro casa per una doccia, un vero toccasana dopo una corsa, dopodiché ci ritroviamo assieme ad altri amici in un locale per recuperare le energie perse. Discutiamo anche delle prossime tappe e delle varie alternative: appuntamento a giovedì… saremo ancora qui! Grazie agli amici ovadesi!


  

lunedì 2 maggio 2011

17. Tanta strada

Il riposo dopo il pranzo mi lascia un torpore dal quale faccio fatica a risvegliarmi ma è giunta l’ora  di prepararsi per la 17° tappa: Fraconalto - Mornese. Facciamo ritorno nella piazzetta del municipio di Fraconalto proprio mentre sta arrivando Fabrizio – ormai è uno di noi e appena può ci raggiunge – insieme a moglie e figlio, impeccabili fotoreporter. Partiamo con una bella discesa che ci riporta a Voltaggio in pochi minuti, piccola sosta per dissetarci alle porte del paese e via lungo la provinciale che ci porterà a Mornese. 

Nelle tappe appenniniche è un continuo passare da una vallata all’altra e quindi dopo la discesa ci attende la risalita. Ammiriamo i tanti ruscelli che confluiscono nel torrente principale, davvero pittoreschi. I nostri accompagnatori ci attendono ad un bivio dove è indicato il Sacrario dei Martiridella Benedicta, un luogo dove nell’aprile del 1944 furono fucilati 75 partigiani e molti altri caddero negli scontri di quei giorni. Un attimo di commozione e di emozione passa nelle nostre menti nel ricordare quei tragici momenti (cliccate qui per una scheda storica sull’eccidio della Benedicta). Proseguendo la strada sale ancora e Sandro ci indica il monte Tobbio (1.092 m), cuore del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo. Da queste parti passava una corsa in montagna di livello nazionale di cui il nostro amico Matteo ci ha parlato in diverse occasioni giacché ne conserva un bel ricordo. Intanto Paolo si diverte a scandire la quota altimetrica: arriviamo sino a 750 m, più in alto di stamattina. 
Io ho qualche problema ad una gamba e devo rallentare il passo, i miei compagni si adeguano: grazie. Una serie di profili montuosi davvero impressionante rende più sopportabile i dolorini finché inizia la discesa e il conseguente cambio di assetto di corsa facilita le cose. Salita-discesa-salita… ecco che la strada risale, il problema alla gamba si fa risentire, faccio fatica e devo rallentare. 
Transitiamo davanti alla Casa Nativa di Santa Maria Mazzarello: la confondatrice dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice nacque il 9 maggio 1837 proprio a Mornese. Il paese si sviluppa soprattutto in lunghezza ed il municipio è proprio nella parte opposta a quella da cui siamo entrati. Oggi ne abbiamo fatta veramente tanta di strada: all’arrivo il gps di Paolo segna 23,320 km che sommati ai 24,5 del mattino fanno quasi 48. Mai fatti così tanti km in così poche ore. Direi che qualche dolorino è giustificato. Foto e consegna del messaggio. Sono piuttosto provato ma soddisfatto così come lo sono tutti gli altri, anche i nostri accompagnatori – temevo si fossero annoiati invece quando ci congediamo da loro si offrono per altre eventuali tappe. Noi ribadiamo il nostro messaggio: sono tutti ben accetti, podisti e accompagnatori, l’ULP  è per tutti!

16. Magia dell’ULP

Sedicesima tappa de UNIAMO LA PROVINCIA, la Gavi - Bosio - Carrosio - Voltaggio – Fraconalto: il tempo tiene, era prevista una domenica di pioggia invece il sole è bello vispo già al mattino, un omaggio a tutti i  lavoratori per il 1° maggio. 
A Serravalle Scrivia incontriamo i nostri accompagnatori, oggi sono di scena Laura e Sandro, originari di questi luoghi. Partenza da Gavi con prima destinazione destinazione Bosio e si sale subito. Attraversiamo il torrente Lemme e risaliamo sei chilometri tra boschi e vigneti fino al centro del paese. Ci fa piacere vedere con quanta passione vengano conservati questi borghi. Da qui scendiamo un paio di km e ci dirigiamo verso Carrosio: è un tratto molto panoramico, un su e giù piacevole ma impegnativo. Altri cinque km e completiamo la seconda frazione odierna. Foto, consegna del messaggio, piccolo ristoro e… “forza e coraggio, dopo Carrosio c’è Voltaggio” ci dice Laura. 
Fonte sulfurea di Voltaggio
Risalendo la val Lemme ne ammiriamo la bellezza e gli strapiombi che vediamo sotto di noi ci mettono quasi soggezione. Voltaggio è meta di molti turisti nella stagione estiva: molto belli e caratteristici gli antichi ponti romani, anche il centro è ben curato e, inutile dirlo, siamo in provincia di Alessandria ma i connotati sono liguri. Attraversando il paese non posso non ricordare le numerose gare disputate in loco. Per anni la gara più famosa ed importante della provincia si disputava proprio qui: il famoso “Anello di Voltaggio” dove si sono cimentati i podisti più importanti dell’atletica italiana e anche straniera.  
Attraversato tutto il centro di Voltaggio e consegnato il messaggio, ci dirigiamo verso l’arrivo della tappa posto a Fraconalto, comune a 725 m s.l.m.. Il sole splende sopra di noi e boschi che stiamo attraversando ci fanno un’ombra gradita. Stiamo andando verso una zona di montagna e osserviamo l’imponenza di queste vette cercando di capire quali siano. Saliamo lentamente e seguendo le indicazioni delle mie mappe arriviamo a Fraconalto con una “allungatoia” di due chilometri. Il gps di Paolo segna 24,5 km percorsi in 2h17’46”. L’obbiettivo è raggiunto, ora una meritata pausa. I nostri accompagnatori ci portano in una trattoria nella frazione Freccia, un locale tipico dove veniamo accolti molto gentilmente. I piatti sono quelli della cucina ligure e piemontese. Siamo soddisfatti del trattamento e decidiamo di omaggiare  i gestori con una bottiglia del vino preparato per UNIAMO LA PROVINCIA. Dopo il robusto pasto ci andiamo a riposare su un bel prato davanti al locale: non è da tutti i giorni adagiarsi davanti ad uno scenario del genere… magia dell’ULP!

  

domenica 1 maggio 2011

15. Non solo corsa

L’inizio del fine settimana ci regala la 15^ tappa Grondona - Arquata Scrivia - Gavi ed è tempo di arrivi dal milanese. La nostra colonna portante Federico questa volta è accompagnato da Simone DragUlp – già presente alla prima tappa e oggi in veste di fotografo-turista – e Marco, già con noi sabato scorso. Per l’occasione ci raggiunge anche Fabrizio con la famiglia (moglie e figlio sono gli autori del video di tappa).

Prima dell’inizio della tappa ci rechiamo alla Bollina – una splendida tenuta sulle prime alture a ridosso di Serravalle Scrivia – invitati dagli amici della UISP per fare un passaggio simbolico  durante la manifestazione benefica “Correre30 ore per…”. Arriviamo di corsa con le bandiere di Libera all’interno dell’imponente villa-hotel a quattro stelle con annesso campo da golf, e lo speaker della manifestazione – Fulvio Massa, un personaggio molto conosciuto e apprezzato nell’ambito sportivo locale – legge a tutti il nostro messaggio. C’è una convergenza tra le due esperienze perché sono entrambe coniugano la corsa con una finalità benefica.

Ancora una volta il clima è ideale, e la tappa prende avvio dalla bella piazzetta di Grondona. Procediamo su un percorso vario che però tende a scendere. Costeggiamo e passiamo il torrente Spinti, non mancano neanche oggi gli scorci caratteristici e i nostri reporter si danno davvero da fare! 



Aerea archeologica di Libarna
L’arrivo ad Arquata Scrivia è posto in una piazza centrale che mi ricorda le numerose gare a cui ho partecipato su queste strade. Sino a pochi anni fa si svolgeva una gara notturna, molto sentita in zona, che prevedeva cinque giri all’interno del centro storico con passaggi proprio caratteristici. Espletata la nostra funzione di messaggeri di legalità ci dirigiamo verso Gavi percorrendo una statale un po’ trafficata, ma anche in questo tratto non mancano gli spunti turistici culturali perché passiamo vicino ai resti dell’antica città romana di Libarna (I secolo a.C.) situata lungo l’antico tracciato della via Postumia (148 a.C.) che collegava il porto di Genova con la pianura padana. L’area archeologica permette di studiare la topografia urbana tipicamente romana.

Dopo questo breve tratto inizia la salita, non troppo impegnativa, che porta a Gavi passando dalla collina detta “Crenna”. Da lontano vediamo l’imponente Forte che sovrasta quella che nell’antichità era la stazione neolitica di Cavatium. Entriamo nella cittadina dai molti connotati liguri e terminiamo la nostra fatica davanti al bel palazzo comunale. Aspettavamo anche il sindaco, grazie a un contatto, ma niente… il nostro messaggio arriverà comunque.



Il ristoro questa volta è impreziosito dagli squisiti amaretti di Gavi, acquistati in una pasticceria adiacente all’arrivo. Sfruttando la luce residua facciamo una breve visita al Forte: anche se non facciamo in tempo a visitare l’interno, già dall’esterno rende l’idea della sua funzione storica. È un giro davvero turistico podistico culturale e, per finire in bellezza, ci rechiamo in un locale tipico dove reintegriamo le energie perse gustando i ravioli (che la leggenda narra essere nati proprio qui) e il Cortese di Gavi, vino DOCG famoso oltre i confini nazionali. E intanto il pensiero va già alla doppia tappa da brividi che ci attende…