Pagine

lunedì 1 dicembre 2014

Spazzolando Valenza

Un’altra domenica all’insegna del podismo coniugato ad un messaggio sociale di grande importanza.
Domenica 23 Novembre sono riuscito  a partecipare ad una significativa iniziativa degli amici Spazzorunners, al secolo Gianfranco Gandino e Roberto Pasquinelli, che ho avuto il piacere di conoscere durante la tappa 56 de Uniamo la Provincia (Running ecologico).
Ormai sono più di tre anni che il simpatico duo propone iniziative intelligenti che partendo dalla passione per il podismo vogliono lanciare un messaggio di sensibilità e attenzione verso l’ambiente che ci circonda. Puliamo il mondo di corsa è il loro slogan. Quante volte nei nostri allenamenti e nelle gare che andiamo ad affrontare in giro per la provincia, e anche oltre, vediamo situazioni di degrado ambientale intollerabili per una società civile. Quindi dall’indignazione i nostri amici sono passati ai fatti creando questo gruppo che vuole lanciare un messaggio di civiltà e rispetto per l’ambiente attraverso la pratica del podismo. L’iniziativa di domenica 23 Novembre era denominata “Spazzolando Valenza”.
Ritrovo in piazza Benedetto Croce dove i nostri intraprendenti amici distribuiscono a tutti i partecipanti l’occorrente per mettere in pratica i loro scopi  di tutela e rispetto per l’ambiente: un sacchetto ed un paio di guanti per la raccolta dei rifiuti abbandonati ai bordi delle strade che andremo a percorrere.
Il gruppo è piuttosto variegato: ci sono famiglie con passeggino, signore con cane al seguito, mamme con figli, biker ed anche podisti veri e propri che arrivano al ritrovo dopo una prima sgambata.
Sempre brillanti e coinvolgenti i due amici ragguagliano il gruppo sul percorso che andremo ad affrontare  e sulle modalità di svolgimento: un giro ad anello di 13 km (oppure 10 km con ritorno sulla stessa strada percorsa all’andata al 5° km) uscendo dall’abitato di Valenza, nelle colline adiacenti alla città. Partiamo al piccolo trotto e appena fuori dall’abitato i due leader del gruppo ci danno l’ok per l’inizio della raccolta di rifiuti che abbandonati ai bordi delle strade. È davvero impressionante quanti segni di inciviltà vediamo ai bordi delle strade che stiamo percorrendo. Siamo strade tranquille immerse nel verde della campagna ma i segni di noncuranza e scarsa attenzione al suolo pubblico sono sotto gli occhi di tutti: bottiglie di plastica, pacchetti di sigarette, pezzi di plastica, cartacce, accessori di automobile (troveremo anche due copri cerchi per auto). Insomma ce n’è per tutti, e tutti si impegnano nella raccolta di questi oggetti dismessi. Si crea una bella atmosfera di gruppo, dove diverse persone che amano lo sport e l’ambiente si ritrovano per una finalità sociale a tutela e rispetto della natura che ci circonda.
Il percorso è davvero suggestivo, siamo in un ambiente dove è piacevole correre, le numerose ville attorno alla città rendono ancor più elegante il panorama che ammiriamo. Giunti al 5° km siamo sul punto più alto del percorso in corrispondenza del campo da golf, proprio spettacolare lo scenario che abbiamo davanti.
Io, i due organizzatori e altri podisti rientriamo in città, facendo il percorso a ritroso, mentre il resto del gruppo procederà in un giro ad anello. Durante il tragitto di ritorno corriamo con un pò più di continuità, l’operazione raccolta rifiuti è terminata al 5° km .
I due instancabili “spazzo” parlano delle difficoltà che incontrano nelle loro iniziative, “Puliamo il mondo di corsa” è un messaggio difficile da trasmettere, da far comprendere; loro lo stanno facendo con impegno e serietà ma senza far mancare quel pizzico di ironia che rende ancor più vivaci le loro iniziative.

Fonte: Facebook

Giunti nella piazza del ritrovo depositiamo il “bottino”, i nostri sacchi sono abbastanza pieni di rifiuti.
Un gradito ristoro predisposto  dagli organizzatori  e da alcuni partecipanti fa da corollario alla bella mattinata trascorsa  in compagnia. Un po’ di foto di gruppo per testimoniare la riuscita dell’iniziativa , un saluto a tutti e via si rientra  a casa.
 Un plauso a Gianfranco e Roberto ed a tutti i partecipanti, bravi avanti così!

lunedì 24 novembre 2014

Le 8 ore di Gianni

Il piacere e la passione per la corsa possono declinare in tante maniere diverse, ecco allora che un podista giunto a 50 anni trova motivazioni andando alla scoperta di nuove frontiere della fatica. Non parlo di me, ma di un amico, Gianni Novello, con cui ho condiviso numerosi allenamenti e gare in questi anni di attività sportiva. Domenica 16 novembre Gianni ha voluto cimentarsi in una sfida prima di tutto personale, e poi anche per dare un esempio di come  la determinazione e la forza di volontà possano spingere verso limiti impensati il corpo umano. Non nuovo ad esperienze estreme o quantomeno impegnative (ricordo la maratona in pista in solitaria, la Tortona monte Giarolo /50 km, nonché  gli oltre 50 km percorsi il 1°maggio 2013 nell’esperienza “Il cammino dei lavoratori”), Gianni in questa domenica di novembre ha programmato la sua 8 ore in pista. Atleta dalle buone potenzialità,in tanti anni di attività ha conseguito validi risultati su tutte le distanze del fondo e mezzofondo,ma quello che lo ha reso un atleta a 360° è stata la sua ecletticità,in quanto si è cimentato in varie discipline atletiche ottenendo buoni risultati nei salti e nei lanci , un vero e proprio decatleta. Il tutto in maniera molto naturale,senza sostegni tecnici ma con il solo supporto della propria volontà. Accanto alla carriera atletica, in tanti anni di attività Gianni ha saputo coniugare impegni sportivi e un percorso di vita che lo ha portato a costruirsi una bella famiglia ed un’attività di piccolo imprenditore molto apprezzata. Tenacia , volontà, doti fisiche questi gli ingredienti per una carriera sportiva che prosegue con rinnovato impegno. In estate Gianni mi aveva parlato di questo progetto,e come un galantuomo che mantiene le promesse è stato di parola. La pista di Tortona è stata il teatro di questa sfida personale, e come è nel suo stile ,Gianni non ha voluto molto clamore attorno a questo evento,tanto da autogestirsi in tutto e per tutto nella realizzazione  del progetto.
 
Domenica mattina verso le 7,30 mi trovo presso lo stadio “Fausto e Serse Coppi” di Tortona appena dopo arriva  Gianni con il suo borsone dove ha predisposto tutto l’occorrente per questa  impegnativa sfida. Semplice ed efficace il metodo per contare i giri percorsi; un piccolo marsupio contenente 200 stuzzicadenti; ad ogni giro ne viene buttato uno in un contenitore. Dopo aver predisposto un tavolino per i rifornimenti da assumere durante le 8 ore siamo pronti per partire. Il sole tenta di” bucare”la nebbia che avvolge la collina tortonese, gli auspici sono quelli di una bella giornata autunnale .Poco dopo le 8 Gianni è pronto per partire , io lo seguirò per la prima ora, con l’intento di tornare nel pomeriggio per la parte finale .  Pronti … via! entrambi facciamo scattare il cronometro, deciso e concentrato il “ragazzo” parte  ad un buon ritmo,forse un po’ troppo alto vista la lunghezza della corsa , e soprattutto vista la preparazione non proprio da ultramaratoneta. Infatti Gianni mi confida di  aver corso al massimo 3 ore, considerando che qui si andrà più che a doppiare  quel tempo sono un po’ preoccupato, anche se confido nelle capacità fisiche e soprattutto mentali dell’atleta. Corriamo a 5’40’’ al km un impegno facile per ora  ma vista la lunghezza della prova direi che è anche sin troppo forte. Il ruolo dell’accompagnatore è anche quello di rendere più sopportabile la fatica dell’atleta protagonista, rendere meno noioso il continuo giro di pista,ed ecco allora che i primi km sono una sorta di panoramica sul mondo podistico, commentando assieme le alterne vicende di questo piccolo cosmo che ci coinvolge ed appassiona da tanti anni. I km scorrono tranquillamente, con regolarità Gianni beve e assume integratori , un aspetto  importante da non sottovalutare. Trascorsa la prima ora lo saluto , e lo incito per la prosecuzione dell’impresa, e gli prometto di tornare nel pomeriggio per la parte finale, ora dovrebbero alternarsi altri amici ad accompagnarlo  GO GIANNI!!
Poco prima delle 15 faccio ritorno nella pista di Tortona, anche l’amico Matteo ha voluto essere presente all’epilogo di questa significativa prova di determinazione. Quando entriamo nell’impianto sportivo  vediamo Gianni impegnato nel suo ennesimo giro di pista, lo stile di corsa è ancora buono nonostante le tante ore trascorse. Mi accodo a Lui e gli dico : “ora andiamo in fondo”.Mi racconta della giornata ,  e degli accompagnatori che si sono avvicendati nelle ore precedenti. E’ ancora lucido e parla tranquillamente, chiaramente affaticato ed indolenzito, comunque in grado di portare a termine tutte le 8 ore di corsa. Oltre alla moglie una piccola folla di amici  si accalca  ai bordi della pista nell’ultima mezz’ora di corsa. Cerco di “trascinare” Gianni aumentando un po’ il ritmo, il mio effetto un pochino si fa sentire e Matteo lo sottolinea dandoci continuamente i ragguagli cronometrici. La piccola folla prende ad incitare il protagonista. Negli ultimi giri un tifo da stadio mette un po’ le ali ai piedi  di Gianni che  conclude con un ultimo 400 in un  un’azione di corsa  efficace. Riusciamo a concludere le 8 ore di corsa  proprio in corrispondenza della linea  d partenza.
Un applauso  e diversi abbracci per la riuscita della prova, un momento emozionante e coinvolgente.
Il risultato tecnico ( 73,2 km ) poco importa ai fini della riuscita della prova.
 Complimenti Gianni 8 ore di sport , passione e condivisione di valori.
 Grazie.

 FIORENZO

sabato 8 novembre 2014

New York 10 anni dopo

Si è disputata pochi giorni fa la 44^ Maratona di New York. Quest’anno l’ho seguita in modo particolare, e forse più sentito delle precedenti edizioni, in quanto questo era il decimo anniversario dalla mia prima ed unica partecipazione a questo importante evento, sportivo e non solo. Era nelle mie intenzioni, e in quelle dei miei compagni, ritornare a correre a New York in questa ricorrenza; così non è stato per una serie di motivi, primo tra tutti il problema al ginocchio che non mi ha consentito di prepararmi in modo adeguato ad una gara così impegnativa. Resta comunque l’aspirazione, il desiderio forse un po’ utopico di poter  ritornare a correre su quelle strade perché le emozioni che ho vissuto la prima volta sono state davvero uniche e ne conservo un prezioso ricordo.

Il gruppo che si era creato all’epoca per partecipare alla maratona di New York, mi aveva – per così dire  – incaricato di gestire le iscrizioni e l’organizzazione della trasferta, in quanto ero l’unico maratoneta esperto e conoscevo già l’ambiente e le agenzie specializzate. Forte del ruolo che mi era stato assegnato iniziai  a pianificare la trasferta. Chiesi consiglio ad Orlando Pizzolato, vincitore per due volte di questa importante maratona (’84 e ’85) e testimonial della manifestazione. Devo dire che Orlando è diventato un amico oltre che un validissimo supporto tecnico alle mie esperienze podistiche, ed anche in questo caso si è dimostrato disponibile e molto preciso nell’indicarmi le soluzioni migliori per le esigenze del nostro gruppo composto da nove persone. Alcuni erano presenti solo come accompagnatori  – mio cugino Gianni e il suo collega Massimo – mentre tutti gli altri erano intenzionati a correre la distanza. La coppia Elisa e Daniele erano neofiti della corsa ma avevano la determinazione forte di partecipare. Alessandro, Fabrizio e Maurizio avevano con una preparazione abbastanza approssimativa mentre mio cugino Paolo era già un podista a tutti gli effetti, anche se non partecipava alle gare.

Sono stati mesi intensi quelli  precedenti alla trasferta americana: era un susseguirsi di incontri, di passaggi all’agenzia di viaggi per verificare l’iscrizione e le modalità del viaggio, di ritrovi per parlare di come procedeva la preparazione. Con il passare dei mesi sentivo anche la mia condizione fisica crescere, e quasi magicamente arrivai al mese di ottobre  in forma splendida, considerando sempre il mio livello di atleta amatoriale  quarantenne, tanto da farmi pensare di riuscire a correre la maratona di N.Y. sotto le tre ore. Un obbiettivo ambizioso per un percorso così impegnativo, un rischio che proprio Orlando Pizzolato mi  prospettò il giorno prima della maratona durante la corsa di 5 km che si svolgeva dal palazzo delle Nazioni Unite a Central Park. Anche quella della vigilia fu un’emozione intensa, l’atmosfera che si respirava era di una grande festa, l’incontro di una moltitudine di podisti provenienti da ogni parte del mondo pronti a celebrare un evento che rappresenta l’essenza dell’attività podistica. Lo sport come momento di benessere psicofisico e di socializzazione, il tutto nella città più famosa del mondo diventa unico e irripetibile.

Non fummo soltanto podisti perché le attrattive che offre la grande mela sono davvero tante e così nei giorni precedenti ci stancammo abbastanza per cogliere le tante opportunità turistiche che avevamo li a portata di mano. Quindi arrivammo tutti al giorno della gara non proprio freschi e riposati ma andammo via così, sulle ali dell’entusiasmo. Essendo io l’unico maratoneta del gruppo, ebbi un pettorale con un numero piuttosto basso che mi permise di poter usufruire di una partenza dopo pochi secondi dal fatidico colpo di cannone. Furono momenti di forte impatto emotivo e non nascondo la lacrime di commozione che versai quando fu suonato l’inno americano. Ma palpitanti e coinvolgenti furono tutti i 42 km e oltre della maratona. Eravamo tutti quanti attori su questo palcoscenico e dall’altra parte un pubblico benevolo di applausi e di incitamenti. Innumerevoli le bande musicali che salutavano il nostro passaggio , i “cinque” che battevo ad ogni “Go Italia” ed ogni volta era una scarica di adrenalina che scorreva nelle mie vene.

Tutto questo mi portò quasi inconsapevolmente a correre troppo forte per le mie possibilità. Al 10° km capii che dovevo rallentare e così mi stabilizzai su un ritmo più tranquillo anche se l’avvio era stato davvero troppo irruento, soprattutto la discesa che conduceva al quartiere di Brooklyn. Comunque ero ancora fiducioso di poter raggiungere l’obbiettivo che mi ero prefissato. Il passaggio alla mezza maratona fu ancora troppo veloce (1:27’54’’) rispetto alla tabella stilata per chiudere appena sotto le tre ore, ma ovviamente risentiva dei primi 10 km corsi più velocemente. Ora il ritmo era giusto ed io mi sentivo ancora bene e in spinta.  Alla fine del ponte di Queensborough si entrava nella 1st Avenue, dove era concentrata una grandissima folla, un incitamento che mi diede un ulteriore scarica di adrenalina. Il percorso sicuramente impegnativo mi fece accusare i primi segni di cedimento dopo il 20° miglio: mancavano circa 10 km ma mi stavo spegnendo, inesorabilmente stava arrivando il conto da pagare per l’azzardo che avevo fatto in avvio. Rallentai vistosamente, anche la giornata sin troppo calda non favorì la mia prestazione. Dopo il 35° km si rientrava in Central Park, anche questa una parte ricca di saliscendi e le mie gambe erano veramente segnate dalla fatica e non riuscivo proprio a spingere. Andavo avanti solamente con la forza di volontà ormai i minuti scorrevano inesorabilmente  e il sogno era svanito. Restava sempre e comunque l’atmosfera magica dove tutti sono protagonisti, dagli atleti d’elite ai semplici camminatori. Al 40° km mi passò Paolo Zucca, amico acquese e maratoneta navigato. Lui fu più saggio di me nel distribuire meglio le forze.

Su è giù, stringendo i denti e cercando di arrivare, ormai contava solo quello. “Ci siamo, ultima salita  e l’arrivo”. Distrutto, veramente provato, i primi attimi sono di delusione per un obbiettivo mancato (3:19’14’’). Poi basta solo qualche minuto per capire che le emozioni vissute su quelle strade sono state un esperienza indimenticabile, aldilà del risultato cronometrico.

Un organizzazione impeccabile ha fatto da cornice alla manifestazione, un’attenzione al partecipante davvero straordinaria, un vero e proprio “culto del podista”. Segue il lento ritorno in albergo dove ritrovo – ci vorrà qualche ora  –  i miei compagni di avventura: tutti raggianti per il traguardo raggiunto, mostrano con orgoglio la medaglia di partecipazione. Rimanevano ancora due giorni per fare i turisti, ed anche con le gambe indolenzite riuscimmo a morsicare ancora un po’ della grande mela. New York 10 anni dopo, un ricordo indelebile!

 FIORENZO

martedì 14 ottobre 2014

Maratonina d'Autunno

Torno ad affrontare un’altra mezza a distanza di tre settimane dalla difficile esperienza della “Green vai half marathon” Questa volta lo faccio su una delle gare più qualificate  e partecipate della provincia di Alessandria, si tratta della “Maratonina d’autunno “ di Novi Ligure, quest’anno giunta alla sua 29° edizione.
Sono alla mia 15° partecipazione questa gara, la prima volta fu nel 1989, quando giovane ed inesperto podista  affrontai in modo baldanzoso la distanza, pagando duramente l’esuberanza dei primi km nel tratto finale. Terminai comunque in un onorevole 1h 24’22’’ centrando l’obbiettivo minimo che mi ero prefissato ,cioè i 4’al km che rappresentano per me “ la decenza podistica”.
La partenza e l’arrivo sono fissati allo stadio “ Costante Girardengo”, e quella pista per me ha un valore particolare, in quanto mi ricorda le mie migliori prestazioni sulle classiche distanze del fondo ( 3000,5000,e 10000)è quindi sempre un emozione  ricalcare quelle corsie,che portano il segno degli anni , ma che hanno sempre un fascino unico .
Diverse volte ho “usato” questa gara come allenamento finalizzato alle maratone autunnali  che stavo preparando , altre volte ho accompagnato l’amico Federico nel tentativo  di fare il primato personale, ma anche per cercare di ottenere il mio primato personale come avvenne nel lontano 1992, quando forte degli allenamenti delle ultime settimane puntavo ad un tempo vicino all’ora e 15. Quel giorno non andò così, forse pretesi troppo dal mio fisico ed arrivai ormai scarico , fu comunque un’esperienza intensa ed appassionante di cui ancora oggi conservo un bel ricordo , anche se con una punta di rimpianto perché certi treni passano una sola volta nella vita. Nonostante la giornata “storta”di cui avvertii subito i segnali terminai in 1h17’25’’, un tempo normale per quegli anni .
Con gli anni si diventa di tutti i prezzi come dice il mio amico Matteo e quindi quei tempi li posso solo leggere, ora posso essere soddisfatto solamente per il fatto di riuscire a correre. Ed è già problematico riuscire a farlo viste le difficili condizioni fisiche, ho atteso ad iscrivermi fino all’ultimo momento perché ero titubante ed indeciso se affrontare una gara così impegnativa con un ginocchio non proprio messo bene. In settimana  parlando con Matteo gli avevo espresso le mie perplessità sull’eventuale partecipazione  a questa gara, e Lui mi ha dato la spinta  decisiva per farla.


La giornata sembra presentarsi con un clima favorevole,cielo coperto e assenza di vento, e mentre mi scaldo con Paolo ,Fabrizio e Matteo(“ la formazione base”)si commenta assieme questo evento podistico che è uno dei più apprezzati in provincia , molti i volti conosciuti con cui ci si saluta e si scambia qualche battuta. Il più richiesto è sicuramente Matteo che vista la sua lunga esperienza , sia da atleta , che da giudice ,giornalista,nonché allenatore  viene continuamente fermato da quanti lo incontrano per delucidazioni sul mondo del podismo alessandrino, un vero punto di riferimento per l’atletica provinciale. Cerco di scaldarmi bene perché il ginocchio ha bisogno di qualche km per trovare l’assetto giusto , i primi passi sono veramente difficili , poi lentamente riesco a trovare le cadenze giuste anche se non sono ancora proprio allineato. Molto bello il colpo d’occhio alla partenza, circa 800 persone rappresentano un buon successo di partecipazione. Un pò problematici i primi metri in pista poi lentamente trovo lo spazio per correre tranquillamente  il primo km risulta comunque molto lento , ma non mi preoccupo la gara è molto lunga e ci sarà il tempo per recuperare , oltre ai passaggi ai km segnati cerco di trovare le tensioni giuste , il ginocchio sembra aver trovato la posizione giusta , anche se ogni tanto mi manda qualche piccolo segnale. I km scorrono abbastanza bene , mi sento in buone condizioni , la prima parte poi più scorrevole facilita il tutto . Rispetto all’esperienza di tre settimane fa sto correndo leggermente più piano , ma è giusto così. Continuo in maniera regolare non mi sento stanco, sto correndo bene  e mi sto godendo la gara controllo il cronometro e  continuo a fare calcoli , penso di poter riuscire a stare l’ora e 40’. Dopo il 16° km si trova il tratto più impegnativo della gara , ma anche li riesco a superarlo abbastanza bene , è attorno al 18° km che avverto i primi segnali di difficoltà con un inizio di crampi al polpaccio sinistro.  Sento di avere ancora energie per aumentare ma  il problema muscolare  non mi permette di farlo , al 20° km devo ancora rallentare ora il problema si fa sentire in maniera più evidente , stringo i denti  e provo a decontrarre i muscoli induriti, all’ingresso dello stadio Matteo ( che ha terminato la gara di 13,5 km)è li ad incitarmi ed io cerco quasi di scusarmi per quel modo un goffo che ho di correre( non riesco proprio a distendere la gamba sinistra)entro nello stadio e bisogna ancora percorrere un giro e mezzo , ora quelli che ho passato negli ultimi km mi sorpassano a loro volta , e per finire in bellezza arriva anche una fitta al ginocchio ( che si era comportato bene fino ad allora)termino con  passettino corto e zoppicante, arrivo in 1h40’29’’, ultimo km fatale! , ma è andata molto meglio di tre settimane fa. Ora una bella doccia  e poi ghiaccio basterà?
FIORENZO

giovedì 25 settembre 2014

GreenWay Anno Zero

A distanza di tre anni torno a correre una mezza maratona ufficiale: questo deve essere un punto fondamentale da sottolineare, da cui partire per fare tutte le altre considerazioni. Anni difficili, sofferti, non solo dal punto di vista fisico ma anche sul piano umano. Dopo l’intervento del luglio 2013 e la lenta rieducazione attraverso esercizi di potenziamento e uscite ciclistiche, nel febbraio di quest’anno ho ripreso gli allenamenti podistici. Con  cautela e gradualità ho cercato di tornare a correre con continuità partendo da 5 km e andando lentamente a salire. Il ginocchio aveva ed ha ancora bisogno di attenzioni particolari, ossia di un adeguato riscaldamento e di percorsi non troppo accidentati. In primavera ho iniziato a “frequentare” alcune gare podistiche, un po’ per ritornare nell’ambiente e un po’ perché la gara, comunque, è molto stimolante  e ti aiuta a migliorarti.  In gara riuscivo e riesco a tenere ritmi che in allenamento non riesco a fare.
Durante il periodo estivo ho preso parte a diverse gare, soprattutto notturne di 5-6 km, che sono state molto piacevoli ed allenanti anche se i miglioramenti sono rimasti molto limitati. Ora iniziando il periodo autunnale le distanze delle competitive si allungano e sono sempre più numerose maratone e mezze. Ultima nata nel calendario pavese è stata la GreenWay Half Marathon di Rivanazzano Terme organizzata dall’atletica Iriense di Voghera a pochi km da dove abito (l'edizione zero è del 21 settembre 2014).  Paolo mi ha proposto di correrla qualche settimana fa: da una parte affascinato dall’idea, dall’altra un po’ timoroso visto che i miei allenamenti da tempo non superano i 12km, mi sono preso un po’ di tempo per decidere. Nelle ultime due settimane ho cercato di aumentare un po’ il kilometraggio ma senza esagerare. Con due uscite di 15 e 16 km ho pensato di poter riuscire a chiudere questa gara che aveva delle caratteristiche particolari e stimolanti. Quindi nell’ultima settimana ho sciolto le riserve e mi sono iscritto a questa mezza con un percorso immerso nel verde: partendo da Rivanazzano Terme si arriva a Voghera attraverso strade di campagna secondarie, quindi si sfiora piazza del duomo, per poi andare ad imboccare la ciclabile ricavata sull’ex passaggio del treno che da Voghera arrivava a Varzi. Un percorso davvero caratteristico e piacevole immerso per gran parte nella campagna e lontano dal traffico. 
GreenWay Half Marathon
Foto di Massimo Sartirana
Per l’occasione Paolo propone che tutto sia ecologico e quindi  il viaggio verso Rivanazzano Terme lo facciamo in bicicletta, proprio per rispettare il senso della giornata. Al nostro arrivo nel luogo di ritrovo l’organizzazione si dimostra molto efficiente e preparata , così oltre alle borse riusciamo a farci custodire anche le biciclette. Un po’ di riscaldamento, e poi si va verso il nastro di partenza dove con gli altri  amici podisti si fanno alcune considerazioni e gli immancabili pronostici; il mio è quello di finire anche se il ritmo da tenere l’ho già in mente (ma tra il dire ed  il fare, come poi vedremo, c’è di mezzo il mare!). La prima parte tende a scendere leggermente e quindi si guadagna qualcosa sul ritmo preventivato (4’40”al km), Paolo rallenta e si adegua al mio passo, un aiuto che si rivelerà molto importante negli ultimi km. Fino al 10° km riesco a correre abbastanza rilassato, poi quando la strada tende a risalire comincio ad accusare la fatica, comunque tengo ancora. Passata l’ora di corsa il calo si fa più vistoso, rallento decisamente e verso il 15° inizio a camminare: inizia il calvario! Ho ceduto anche psicologicamente, riparto e mi fermo in continuazione. Paolo non si è accorto che ho mollato ed è avanti . Dopo il 16° km anche una fitta la ginocchio mi fa zoppicare per alcune centinaia di metri, poi fortunatamente passa. Intanto Paolo torna indietro  e cerca di spronarmi per terminare la gara, in qualche modo riprendo a correre (lentamente) con continuità. Stringo i denti e proseguo anche se mi passano in molti, al 18° km sento i muscoli delle gambe indurirsi sempre di più, non sono ancora crampi ma quasi. Cerchiamo di arrivare, non pensavo di andare così in crisi, ma ci siamo e dobbiamo assecondarla, “ancora uno sforzo” mi dice Paolo. Ormai ci siamo scorgiamo le prime abitazioni del paese ed il cartello del 20° km, obbiettivo quasi raggiunto.
 
Dopo aver attraversato il ponte del torrente Staffora vediamo il  sospirato traguardo, stavolta ci siamo: 1h 48’56’. Tempo penoso, 3P, ossia Peggior Prestazione Personale, 20’ in più dell’ultima  mezza corsa in quel di Pavia nel 2011, questo è stato il verdetto del campo. Ma se tutto questo è un dato di fatto bisogna partire dalla considerazione scritta in apertura per considerare l’esperienza odierna come positiva. Dopo la meritata doccia, ancora 7 km di defaticamento per arrivare casa… si ma in bicicletta! GREEN fino in fondo!

domenica 24 agosto 2014

La corsa dei 100 giorni


Da alcuni mesi sto seguendo con particolare interesse lo svolgimento della manifestazione: “La corsa dei 100 giorni”, una performance individuale di corsa in pista. L’autore di questa singolare ed imponente iniziativa è Lucio Bazzana, ultramaratoneta bergamasco che vanta un curriculum sportivo veramente importante sia per la quantità delle gare a cui ha preso parte sia per la qualità dei risultati da lui ottenuti (è stato anche nazionale di ultramaratona). Quando l’amico Federico mi ha informato di questa sua iniziativa ho iniziato a seguirlo costantemente sul sito della manifestazione stessa, seguendo passo passo l’evolversi della performance ed esultando ad ogni suo nuovo record durante lo svolgimento della corsa. Infatti nell’ambito della corsa dei 100 giorni Lucio stabilito una nuova serie di primati in pista davvero straordinari: 1.000 km in pista , 1.000 miglia in pista, 10 giorni in pista, 5.000 km in pista. Perché una sfida così estrema? Sicuramente Lucio è da sempre propenso alle prove di resistenza (seppure non disdegni nemmeno le prove di fondo veloce) ed è anche attento alla competizione con i record. Si tratta inoltre di una prova scientifica su quanto possa resistere il corpo umano a sollecitazioni protratte per lungo tempo, un po’ come andare oltre le “colonne d’Ercole” di un mondo conosciuto e inoltrarsi nello sconosciuto.


Un evento a cui è possibile partecipare liberamente, aperto a tutti quelli che vogliano correre con Lucio per alcuni giri di pista, ed è proprio in quest’ottica che con l’amico Federico ci siamo ripromessi di recarci negli impianti sportivi di Curno (BG) dove si sta svolgendo la manifestazione per correre e conoscere personalmente questo straordinario atleta. Così lo scorso 21 agosto ci siamo organizzati per partecipare alla corsa dei 100 giorni, anche solo per qualche ora. Anche Paolo ha voluto essere dei nostri e si è aggregato alla spedizione. Poco dopo le 10 arriviamo nel piazzale degli impianti sportivi di Curno, la giornata è bella limpida, siamo stati fortunati in un’estate così strana. Appena entrati nel campo scorgiamo subito la sagoma di Lucio mentre sta correndo affiancato da un altro podista. I cartelli, gli striscioni, e le bandiere che fanno da contorno alla manifestazione fanno risaltare chiaramente anche gli ideali di giustizia e libertà a cui Lucio si ispira. Veniamo accolti gentilmente da una collaboratrice della manifestazione che ci da alcuni ragguagli logistici, quindi ci cambiamo nell’apposito spazio preparato per gli ospiti e siamo pronti per partire.


Devo confessare che mi sento un po’ emozionato nell’affiancarmi a correre a questo monumento vivente del movimento podistico, anche perché si tratta anche di uno straordinario esempio di determinazione, di impegno su come la forza di volontà possa spingere l’uomo verso traguardi impensati. Federico inizia il suo reportage fotografico, mentre io e Paolo ci aggreghiamo timidamente a Lucio. Dopo il saluto iniziale gli facciamo i complimenti per questa performance, e lui minimizza dicendo che è sempre la testa che può portare a certi risultati. Certamente non ha doti fisiche comuni, una base genetica superiore è sicura, ma quello che lo fa grande è l’unire i due fattori, corpo e mente, e diventare protagonista di imprese così importanti. Sarebbero davvero tante le domande che vorremmo fare a Lucio, e lui giro dopo giro con molta disponibilità si “sottopone” ai nostri quesiti, alle nostre curiosità. Intanto ci racconta anche dei  suoi trascorsi podistici, delle sue vicende personali (come la sua frattura del femore a 8 anni), del suo lavoro  a cui ha dovuto rinunciare per questo periodo, ed essendo artigiano si capisce anche quanto possa costare in termini economici questo sacrificio.


Da questo colloquio emerge la sua umanità, la genuinità e la schiettezza delle sue idee. Gli chiediamo come sia nata l’idea di questa sfida, e Lucio ci racconta volentieri la genesi di questo evento e di come dietro alla costruzione di tutto ciò ci sia solamente lui e qualche volenteroso collaboratore, un’equipe ridotta al minimo a fronte di un impegno così grande. Rimaniamo stupiti dalla semplicità con cui ci racconta queste cose, dalla naturalezza con cui fa scorrere queste migliaia di km. E intanto corriamo… mancano 30 minuti a mezzogiorno, l’ora in cui cambia la giornata di corsa, e Lucio dice che deve accelerare per arrivare al numero di km previsto nella giornata. Io e Paolo rimaniamo stupiti di come si possa aumentare ritmo dopo tante ore (nove solo quella mattina) e tanti giorni (già 83) di corsa; anche mentalmente è un impegno forte, ma per Lucio non è un problema, in questo sta la sua grandezza. Arriviamo a mezzogiorno e puntualmente  viene raggiunto il traguardo della giornata, quindi assistiamo al cambio di pettorale: si va al day  84 con tanto di foto. Abbiamo corso più di un’ora e mezza con Lucio: è stata un esperienza emozionante e molto interessante. Ora lui si concederà qualche ora di riposo per poi riprendere verso le 15 e noi prima di salutarlo e ringraziarlo per la sua disponibilità  gli offriamo una copia del libro “La corsa che unisce” spiegandogli brevemente qual è stata la nostra esperienza e gli facciamo una battuta: “noi abbiamo unito una provincia tu puoi unirne 100!”.
ADELANTE COMANDANTE!
 FIORENZO

PS
Qui sono disponibili le fotografie e per saperne di più potete visitare il sito ufficiale de La corsa dei100 giorni.
Non perdete l'occasione, potete correre con Lucio fino al 7 setembre.

sabato 23 agosto 2014

Flash: La corsa dei 100 giorni

 
 
Giovedì 21 agosto siamo andati a correre con Lucio Bazzana che sta portando avanti un'impresa personale e podistica di assoluto rispetto: 100 giorni consecutivi di corsa cercando di percorrere più chilometri possibili (ha una media di oltre 80 km al giorno!).
 
Presto posteremo la cronaca di questa bella giornata. Intanto sono già disponibili le fotografie e per saperne di più potete visitare il sito ufficiale. Non perdete l'occasione, potete correre con Lucio fino al 7 setembre.