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sabato 8 marzo 2014

29° Trofeo AVIS a Casale Monferrato

La determinazione e l’impegno sono caratteristiche dei podisti ed anche io non mi discosto da questi aspetti, quindi nonostante le difficili condizioni fisiche ho preso parte ad una manifestazione podistica  domenica 2 marzo. Il 29° Trofeo AVIS a Casale Monferrato è diventato l’occasione per ritrovarmi ancora una volta ai nastri di partenza di una gara podistica. Anche in questa occasione a spronarmi verso questa nuova partecipazione è stato Paolo che ha insistito affinché prosegua attraverso la partecipazione alle gare il mio ritorno verso l’attività podistica.

Rituffarsi nell’ambiente delle gare ti porta ad una dimensione più vera della passione per la corsa, è il momento per misurarsi e confrontarsi con gli altri, non solo dal punto di vista agonistico. È anche molto importante e gratificante incontrare tante persone già conosciute, o a volte fare nuove conoscenze. Partendo semplicemente dal viaggio per arrivare al ritrovo della corsa, quando dopo davvero tanto tempo abbiamo ricomposto il quartetto che per anni è stato una costante che ci vedeva arrivare sempre assieme alle varie gare in programma. Un viaggio verso Casale Monferrato che a me e a Paolo ha fatto ritornare alla mente i numerosi spostamenti verso quella città e la zona circostante in occasione dell’indimenticabile esperienza UNIAMO LA PROVINCIA così mentre ci avvicinavamo alla città abbiamo ricordato  con “emozione e nostalgia” quei giorni così intensi. Una volta giunti nel piazzale del ritrovo  e terminate le iscrizioni, è stato un susseguirsi di saluti e di scambi di impressioni con i tanti volti conosciuti. Un’affluenza  piuttosto elevata e variegata, con podisti che arrivavano da diverse zone della regione ed anche dalla vicina Lombardia.

Giunto il momento del riscaldamento inizio timidamente questa importante pratica, ma mi ritrovo a zoppicare abbastanza vistosamente, non riesco proprio ad avere una corsa lineare ed il ginocchio mi fa male. Mi fermo e provo a ripartire più volte, e intanto manifesto ai miei compagni il mio disappunto per questo fastidioso problema.  Insisto in questa “ricerca del passo giusto”, intanto mi affianco ad un podista  che conosco da tanti anni e con il quale abbiamo “combattuto” molte volte , e vedendomi così, un po’ in difficoltà mi chiede cosa mi stia succedendo, ed io cerco di spiegargli tutte le traversie di questi ultimi due anni. Mentre cerco di correre al suo fianco ad un certo punto sento quasi come per incanto la mia corsa diventare fluida, normale, non zoppico più. Anche il mio compagno di riscaldamento se ne accorge e si congratula con me, bene forse ci siamo!

Raggiungo Paolo, Matteo e Fabrizio –  i miei compagni di viaggio – e comunico loro che prenderò parte alla gara. Riesco a correre e sono molto soddisfatto! Mi sono iscritto alla non competitiva, ma partirò nelle retrovie allo sparo ufficiale del via. Voglio comunque misurarmi con i tanti podisti in gara, ed avere soprattutto un riscontro cronometrico; mi rendo conto che è una malattia… Quindi allo sparo del via seguo la lunga scia dei partecipanti e cerco di impostare il ritmo che attualmente penso di poter tenere.

Un primo tratto in pianura seguito da una salita continua fino a circa metà percorso quando entriamo nel comune di San Giorgio Monferrato. Siamo sulle prime alture delle colline che circondano la città di Casale Monferrato, la visuale è davvero molto panoramica, il sole illumina l’arco alpino sullo sfondo, è davvero piacevole correre su questo crinale. La discesa rende meno faticosa la corsa, sento la fatica “giusta” e mi impegno a fondo, in pratica sto gareggiando. L’ultimo tratto prevede una discesa piuttosto ripida e devo fare attenzione, non è un tipo di percorso adatto ai miei problemi. Rientrati in città cerco di allungare un po’ ma non ho molto margine e vado a chiudere in 47’57’’. Modestissimo risultato, ma è il mio valore attuale, i miei compagni hanno già tagliato il traguardo da diversi minuti, si congratulano comunque con me perché l’aspetto principale è quello di riuscire a correre, concordo con loro. Commenti post gara positivi da parte dei partecipanti: bello il percorso e molto efficiente l’organizzazione. Un altro piccolo tassello verso un ritorno in forma stabile all’attività podistica è stato messo, cerchiamo di proseguire con la passione e l’impegno che nutro  per questo sport.

sabato 1 marzo 2014

Aria di primavera

Nelle ultime settimane si percepisce qualche timido segnale della primavera in arrivo, alcune giornate sono caratterizzate da un sole che fa presagire i primi segni di risveglio della natura. Questi primi segnali di una ripresa li sto sentendo anche io attraverso una lenta e graduale ripresa degli allenamenti podistici.
Dalla prima settimana del mese di febbraio ho iniziato ad inserire alcune sedute podistiche accanto a quelle ciclistiche sui rulli. La situazione fisica resta comunque delicata,perché il dolore al ginocchio è sempre presente soprattutto nella parte iniziale dell’allenamento, inoltre lunghi mesi di inattività rendono la mia corsa piuttosto “pesante”. L’aumento del peso corporeo incide sia sulla velocità che sulla meccanica di corsa, quindi  è come se debba muovermi con dei freni: da una parte il problema al ginocchio, e dall’altra le “rigidità” dovute al fermo prolungato. Non mi perdo comunque d’animo e affronto queste difficoltà sperando di ”limare” lentamente le asperità di questo cammino. Così ho preso parte anche ad alcune manifestazioni podistiche.
Grazie all’invito di Paolo ho partecipato domenica 9 febbraio a Voghera ad una non competitiva di 7 km (mentre gli agonisti erano impegnati nel cross) e successivamente domenica 23 febbraio alla prima prova del campionato provinciale pavese su strada a Pavia (14° Palio del Quartiere Pavia Est). In questa occasione ho completato il percorso di gara, ma senza iscrivermi alla gara competitiva. Volevo solo verificare la mia capacità di riuscire a correre 10 km. Diciamo che il risultato è stato abbastanza positivo perché attualmente ritengo sia un grosso successo per me riuscire a correre per 10 km. Probabilmente anche l’ambiente podistico  ha reso più facile l’approccio alla corsa, quindi penso che sia un aspetto da tenere in considerazione per il riavvicinamento all’attività.
Come succede in questo periodo quando a giornate praticamente primaverili seguono giornate che fanno ripiombare in inverno, succede così anche a me. Dopo prove confortanti come quella di domenica seguono allenamenti difficili in cui sembra che non ci siano segni di miglioramento e tutto sia ancora lontano dalla soluzione. Sono momenti in cui la pazienza e la fiducia vengono meno e si viene presi dallo sconforto. Non mi rassegno, in ogni caso so che non è semplice, affronto questi giorni difficili sapendo che dopo l’inverno arriva la primavera.
I primi passi li sto muovendo e questo è già un aspetto positivo, convivere con le problematiche e cercare nel contempo di superarle è questo il mio obbiettivo primaverile.

martedì 4 febbraio 2014

Le due perle

 Inverno pioggia neve freddo ed una condizione fisica sempre difficile, sono il quadro della situazione attuale. Non rimango comunque fermo e grazie ai rulli che ho montato sulla mia bicicletta riesco a pedalare con una certa frequenza settimanale (3-4 volte), inoltre proseguo con gli esercizi di potenziamento con gli elastici. Il ginocchio mi da delle sensazioni alterne: a volte lo sento piuttosto bene e tonico, ma ogni tanto, quando faccio movimenti particolari, si fa sentire e mi da parecchio fastidio. È una situazione difficile da gestire, non mi resta che proseguire con impegno la strada intrapresa.
 
I motivi  per ritrovare  un po’ di luce e di speranza verso un futuro meno incerto li ho vissuti in questa prima domenica di febbraio. Come ormai è consuetudine sono stato invitato dagli amici ovadesi alla mezza maratona delle due perle che si svolgeva nello scenario spettacolare tra Santa Margherita Ligure e Portofino. È stata l’occasione per riprovare dopo oltre un mese a muovere qualche passo di corsa. Mentre gli “agonisti” Federico, Massimo e Salvatore prendono parte alla gara ufficiale io ed Erika ci accodiamo al gruppo e proviamo a correre il primo dei due giri previsti. Durante il viaggio di andata  chiacchieriamo con Massimo, un altro amico che è venuto solo per fare l’accompagnatore in quanto non può correre per problemi fisici e di questo ne è molto dispiaciuto. Parliamo delle nostre vicende sfortunate e ci ripromettiamo di ritrovarci entrambi con il pettorale ufficiale di una gara. Intanto io provo a fare qualche passo oggi, speranzoso ma anche dubbioso sull’esito del tentativo.
La pioggia che ci ha accompagnati per tutto il viaggio svanisce alle porte di Santa Margherita ed il cielo sembra timidamente aprirsi, un regalo sperato ed inatteso. L’atmosfera di una gara di livello si percepisce, e la conferma viene quando lo speaker cita i nomi degli atleti presenti. È comunque la grande partecipazione che rende questa gara importante, oltre 1800 gli iscritti. Faccio partire il cronometro allo sparo del via perché voglio “controllare” i  passaggi degli atleti quando li incroceremo.
 
I primi  passi sono sempre i più difficili, faccio fatica e mi sembra quasi di zoppicare, poi lentamente riesco a trovare il giusto assetto. Corro con la macchina fotografica perché un palcoscenico del genere merita davvero una serie infinita di scatti. Dopo 25 minuti di corsa cominciamo ad incrociare gli atleti di ritorno da Portofino, un gruppetto di atleti africani con un paio di italiani  che tentano di contrastare la loro superiorità, poi via via tutti gli altri; la prima donna è l’alessandrina Valeria Straneo sempre in ottima forma dopo i grandissimi risultati ottenuti negli ultimi anni. Cerco di individuare gli amici ovadesi, e per primo sbuca Salvatore. Guardo il cronometro, cerco di capire a che km si trova e vedo che sta viaggiando bene “va a 4’/km” dico con Erika, sono stupito non pensavo fosse così in forma. Quindi riesco a vedere Federico che è staccato di circa un minuto, comunque ad un buon passo, gli avevo pronosticato una prestazione sotto l’ora e trenta ed è ampiamente in media. Il passaggio nella piazzetta di Portofino è uno degli scorci più caratteristici  ed emozionanti della gara, una sensazione particolare. Certo che il  percorso non è dei più veloci e la risalita dalla piazzetta è davvero impegnativa e visto che gli atleti la dovranno percorrere due volte il valore della prestazione aumenta. A destra vedo lo sfondo marino, le insenature , le rocce, il blu del mare, le costruzioni eleganti che si fanno notare, mi stupisco sempre di fronte a questo spettacolo. Ma se volgo lo sguardo alla mia sinistra vedo l’altro spettacolo, quello umano: lo sforzo e la tensione fisica degli atleti, il loro gesto atletico. Eleganti e raffinati gli africani che sembrano volare verso il successo finale, ma è anche encomiabile la passione e l’impegno della miriade di amatori che mi scorrono a fianco, li guardo con una punta di malinconia, riuscirò ancora ad essere uno di loro?  Incrociamo Salvatore e poi Federico attorno al loro 14° km  e vedo che stanno proseguendo bene, soprattutto Salvatore mi sembra in spinta. Alle porte di Santa Margherita veniamo sorpassati dal gruppetto di testa.

Terminiamo la nostra corsa all’inizio dei giardini pubblici, io mi posiziono a pochi metri dal traguardo per aspettare i  nostri amici e cercare di fotografarli. Una buona cornice di pubblico applaude l’arrivo degli atleti  al termine della loro fatica. Anche io mi unisco volentieri a questa forma di riconoscimento. Ed ora… “arrivano i nostri”. Salvatore sbuca nel rettilineo finale con una gran falcata che riesco ad immortalare con la mia macchina fotografica e vola verso un 1h24’28’’ che rappresenta il suo nuovo personale, grande prestazione! Anche Federico non mi delude e con una preparazione davvero molto limitata taglia il traguardo in 1h27’54’’, come da mia previsione. Li raggiungo oltre la linea d’arrivo e mi complimento con loro. Chiaramente è Salvatore quello più raggiante, anche per lui  è stata quasi una sorpresa perché non si aspettava di essere così in forma. Dopo questi momenti di grande entusiasmo e soddisfazione ci rechiamo verso il palazzetto dello sport per la meritata doccia. Buona l’organizzazione che riesce a  soddisfare ed accogliere un numero così elevato di atleti. Terminata questa piacevole pratica attendiamo ancora l’arrivo dell’altro amico ovadese in gara, è troppo in ritardo e i ragazzi sono u po’ preoccupati, l’avevamo incrociato e doveva già essere arrivato, come mai?  Mentre salgono questi dubbi lo vediamo arrivare tranquillamente verso gli spogliatoi, ha deciso di allungare un po’ il kilometraggio giornaliero aggiungendo ancora 5 km! Tutto a posto, allarme rientrato.

La giornata termina allegramente al tavolo di un locale  che soddisfa pienamente le nostre aspettative. L’argomento principale di cui si parla è chiaramente quello podistico, ma vengono fuori anche piacevoli temi che rendono l’atmosfera davvero molto gradevole. Un’altra domenica da incorniciare tra due perle!

martedì 21 gennaio 2014

Calendari

La mia attività podistica è in una situazione di stasi nella quale sto cercando di trovare un varco, uno spiraglio per poter fare ancora dei tentativi che mi portino a muovere qualche passo di corsa. Dopo i due  timidi  approcci di fine anno i consigli dello specialista a cui mi sto affidando sono stati quelli di continuare con il lavoro di potenziamento ed attendere ancora fino al mese di febbraio per riprovare ancora a correre per qualche km. Ancora attese, speranze ed impegno per un futuro incerto. Mentre cerco nuove energie per  proseguire il mio cammino in questa nuova stagione podistica che sta iniziando, il mio sguardo  è volto ai calendari delle manifestazioni in programma nel corso dell’anno.
Sembra quasi un fiorire di nuove (e vecchie) manifestazioni nei vari calendari FIDAL, UISP, AICS, Enti promozione sportiva. Un proliferare di gare di ogni tipo: dalla pista alla strada, la montagna, i trial, e poi le tante gare “classiche” che hanno un certo  fascino per la loro storia. Le innumerevoli notturne estive che sono come dei piccoli dolci da gustare, in quanto uno se ne può permettere qualcuno in più! Una dinamicità ed un fermento  dell’attività  podistica  che sono sintomo di un movimento sano e vitale.

Scorrendo questi calendari si viene presi quasi da un desiderio  di essere in quei paesi il tal giorno, la mente immagina già gli scenari, le atmosfere che si respireranno in quei momenti. E’ davvero come correre mentalmente in quei luoghi per me. Sfogliando le pagine di questi calendari  è come trovare nuove sorprese (in alcuni casi) e piacevoli conferme (in altri casi) ed in alcuni altri casi anche qualche defezione, un po’ come lo scorrere della vita che continua in una interminabile staffetta.

Con la speranza di non essere solo uno spettatore  di queste innumerevoli gare in programma auguro a tutti gli appassionati una stagione ricca di soddisfazioni che possono già pregustare consultando  i nuovi calendari.

domenica 5 gennaio 2014

Dalla StraMoncucco alla Pinacoteca di Brera

L’impegno e la passione con cui sto cercando di uscire da questo lungo e difficile periodo di  inattività meriterebbe, forse, qualche risultato ma, si sa, non è così automatico. Per un grande sforzo  a volte si ottengono piccoli risultati , quindi non mi faccio molte illusioni e persisto nel mio cammino cercando di seguire al meglio le indicazioni dei migliori specialisti in circolazione. Anche l’attaccamento al mondo podistico delle gare, all’ambiente in generale è un momento di socializzazione molto importante al quale sto cercando di riaffacciarmi in queste ultime settimane approfittando anche delle vacanze natalizie. Dopo il piacevole rientro di domenica 22 a Voghera, ho replicato la domenica successiva per una gara ormai classica del fine anno: la StraMoncucco a Moncucco di Vernate, un piccolo centro che si trova alle porte di Milano. Non proprio vicinissimo ma comunque facile da raggiungere vista la comodità con la quale ci si arriva percorrendo la A7 ed uscendo a Binasco.
Un luogo ideale per ritrovare anche il gruppo di amici milanesi; non tutti erano presenti comunque si è ricomposto un buon gruppo grazie anche all’arrivo di Federico Giunti e della sua compagna Erika da Ovada. Oltre al terzetto composto da me, Paolo e Fabrizio, si sono aggiunti Federico (mitico webmaster) e Francesco Caffi, neomaratoneta dopo il suo brillante esordio in quel di Firenze lo scorso 24 Novembre. Essendo una gara “di confine” erano presenti anche molti podisti del pavese ed anche la nostra società era rappresentata in maniera massiccia classificandosi tra i primi gruppi per numero di presenze.

Ottima l’organizzazione della manifestazione, dove in una palestra molto ampia era posto il ritrovo, gli spogliatoi ed il ristoro, tutto molto ben curato, complimenti agli organizzatori. Due i percorsi a disposizione dei partecipanti uno di 12 km e l’altro di 6 km. Viste le mie condizioni di “non corridore” posso al massimo aspirare a fare 6 km ad un passo blando , quindi visto anche il “non allenamento” di Erika decidiamo  di fare assieme questo percorso, mentre agli atleti più seri lasciamo il compito di partecipare alla 12 km competitiva e non. Davvero un “fiume di persone“ sul percorso che si snodava nelle tranquille campagne circostanti, il freddo non eccessivo ha reso ancor più piacevole  la corsa. Inizialmente ho qualche problema al ginocchio poi lentamente riesco a correre più tranquillamente anche se il fastidio permane … E’ stato davvero piacevole correre su un percorso che costeggiava le numerose rogge della zona su strade prima asfaltate e poi sterrate e infine ancora asfaltate . E’stato come correre in mezzo ad un fiume di persone , gruppi , singoli ,ognuno al proprio passo , quindi era un continuo vedere  nuovi volti che ti passavano e che passavi (alcuni camminavano) un percorso molto animato. Anche Erika apprezza questi aspetti del percorso nonostante la fatica che sta facendo, troviamo modo di  commentare alcuni aspetti del panorama che ci circonda, dapprima un campo “ coltivato “  a pannelli solari (ma non era meglio riso  o mais? propongo io), poi un vecchio mulino abbandonato dove l’acqua che passa potrebbe produrre energia (ripropongo io) al termine di queste considerazioni ci ritroviamo alle porte del piccolo centro ed andiamo a tagliare il traguardo. Erika dopo alcuni mesi ha corso per tutti i quasi 7 km del tracciato , anche per Lei una piccola soddisfazione .

 
Visto il tempo che abbiamo impiegato  capisco che è prossimo l’arrivo dei primi concorrenti alla 12 km , quindi rimango in zona arrivo per vedere la conclusione della gara ed aspettare gli altri compagni della giornata . Poco più di 42’ sono sufficienti al primo classificato ( non riesco a sapere il suo nome )  e poi via via tutti gli altri ,atleti di buon valore del milanese , ma anche volti conosciuti del pavese. Primo del nostro gruppo è Federico Giunti  che allunga nel finale staccando Paolo e Fabrizio che arrivano appaiati , quindi anche l’altro Federico e Francesco , ognuno a seconda del proprio livello di efficienza è  soddisfatto della prestazione .Il tempo di ricomporsi  e ci si ritrova con tutti gli altri partecipanti per i saluti e gli auguri  di fine anno.

La giornata non termina qui e prosegue in modo gradito, prima a casa di Federico (webmaster) per un aperitivo in compagnia.  Quindi visto che siamo praticamente alle porte di Milano accetto volentieri l’invito di Federico Giunti e di Erika per fare una visita alla pinacoteca di Brera. Questa possibilità non l’avevo presa in considerazione ma colgo volentieri l’occasione per far visita a questo importante museo. Nonostante sia totalmente inesperto di arte riesco ad apprezzare la grandiosità delle opere esposte grazie all’aiuto dell’audio guida e dei miei accompagnatori. Davvero un appendice della giornata molto intensa e particolarmente interessante.
Una testimonianza in più che la corsa sa unire aspetti molto lontani tra loro dell’agire umano, rendendo l’esperienza podistica un mezzo per crescere dal punto di vista personale.

BUON  2014  A TUTTI!
 FIORENZO

lunedì 23 dicembre 2013

Regalo di Natale

Quando si perde il passo e le situazioni ti sfuggono di mano ti sembra di andare sempre più alla deriva e per quanto cerchi di risalire la corrente lei ti attira sempre più a largo lontano dalle tue intenzioni.Così è stato ed è per me il momento che sto vivendo.
Una passione per la corsa molto profonda che viene messa a dura prova, partendo dal principale dei problemi, che è quello del ginocchio ormai in cura da più di un anno. La perdita di un  genitore, l’adattamento al nuovo posto di lavoro, il lento ma inesorabile scorrere del tempo che ti porta alla soglia dei 50 anni con un po’ di tristezza per quello che poteva essere e non è stato. L’impegno con cui in estate ho intrapreso un percorso alternativo per il ritorno alla corsa (esercizi di potenziamento muscolare e bicicletta)  è andato via via scemando, le uscite si sono sempre più rarefatte, e nonostante queste pratiche di allenamento si possano fare tra le mura domestiche (ho montato la bici sui rulli) il mio contatto con l’attività fisica si è sempre più indebolito. Peraltro ho appena  terminato un altro ciclo di infiltrazioni (prp) quindi nelle intenzioni, ed anche in pratica non ho perso le speranze. Stavo solo perdendo quello spirito combattivo che bisogna avere in determinate situazioni: avevo bisogno di una scossa, un punto da cui ripartire.
L’occasione si è presentata in questa domenica prenatalizia: in settimana mi aveva chiamato Paolo per chiedermi se volevo andare con lui e Fabrizio a Voghera per il classico Trofeo Enars, che negli ultimi anni ha preso il nome di “Correndo lungo lo Staffora”.
Una  corsa a cui ho partecipato anche lo scorso anno in situazioni fisiche già precarie, quest’anno però la situazione è ancora peggiorata in pratica l’ultima corsa l’ho fatta il giorno del mio compleanno ( 26 giugno) e negli ultimi giorni il ginocchio mi dava parecchio fastidio. Ho comunque accettato l’invito di Paolo per rientrare almeno virtualmente nel  mondo delle corse podistiche.  Ho preparato la borsa proprio come se avessi dovuto correre una delle tante gare domenicali  a cui ho partecipato in questi anni, anche se pensavo di fare solo qualche tentativo di corsa nella zona di partenza/arrivo della gara. Infatti durante il tragitto in macchina ho manifestato la mia perplessità sulla possibilità di correre anche solo qualche km del percorso, troppo  presente il dolore al ginocchio sinistro. Poi una volta giunti al ritrovo della corsa abbiamo confermato la nostra iscrizione ai vari campionati  Fidal  UISP Enti di promozione sportiva per il 2014 un modo per ribadire la nostra intenzione di correre e gareggiare anche nel 2014 con la nostra società l’U.S.SCALO VOGHERA.
E’sempre piacevole rituffarsi nell’ambiente delle corse podistiche, tante le persone conosciute con cui abbiamo parlato delle nostre più o meno difficili situazioni fisiche (anche Fabrizio e Paolo non sono proprio al meglio). Quando Fabrizio mi invita al riscaldamento provo lentamente ma il dolore si manifesta praticamente subito, non riesco dico quasi con disappunto e lui mi invita nuovamente più piano con calma accorcia il passo mi dice. Riprovo ancora seguendo i suoi consigli passettini brevi una leggera corsa contratta , così va e intanto facciamo il giro dell’isolato 300 -400 metri non di più, comunque riesco a correre. Vedi che riesci mi dice Fabrizio, si un po’ goffamente comunque … e intanto ci dirigiamo verso la linea di partenza oltre il ponte del torrente Staffora dove si è già portato Paolo. Mentre lo raggiungiamo cerco di sciogliere un po’ la mia corsa ed in effetti vedo che riesco a correre normalmente ho la sensazione quasi di restare a galla come quando si impara a nuotare, un riappropriarsi di un qualcosa di tuo, personale. Un gesto naturale a cui  sei profondamente legato e che senti ritornare vivo dentro di te, manifesto a miei compagni la mia meraviglia per riuscire a compiere questi “primi passi”; ne sono molto soddisfatti. Facciamo assieme qualche tratto del percorso di gara (almeno 1 km)  poi loro prendono parte alla gara competitiva 10 km , mentre io mi metto in coda al gruppo e chiaramente opto per il giro da 6 km (è già fin troppo! esclamo).

Paolo e Fabrizio fotografati da Massimo Sartirana

Sono davvero tanti mesi che non corro e devo dosare le energie, cerco di non forzare troppo e andare con calma, un primo tratto in asfalto, poi un secondo su uno sterrato indiscrete condizioni mi fanno riassaporare il piacere della corsa. Sono davvero soddisfatto, questo è stato il mio regalo di Natale, ed è davvero un regalo tra quelli più desiderati. Termino la mia fatica in 31’23’’ i 6,4 km del percorso, anche la “malattia da cronometro”non l’ho persa, non c’è niente da fare! Quindi attendo l’arrivo della gara lunga dove sono impegnati i miei compagni non passa molto tempo che arriva il primo è Stefano Contardi, seguito dall’inossidabile Silvio Gambetta, Paolo e Fabrizio giungono appaiati quasi con calma, come si dice in gergo non si sono “ tirati il collo”anche loro devo fare i conti con una condizione fisica abbastanza precaria, ma comunque in crescita per entrambi. Mi chiedono come è andata ed io mostro a loro la mia soddisfazione per essere ritornato a correre dopo quasi 6 mesi! E’ stata davvero una bella domenica, spero sia un punto da cui ripartire per ritornare  ad una delle passioni più forti che ho, la spinta c’è stata ora bisogna continuare …

BUON  NATALE A TUTTI
   FIORENZO

venerdì 13 dicembre 2013

Appuntamento a Volpedo

"La corsa che unisce" torna a Volpedo per la terza volta. La prima volta fu in occasione della tappa di debutto dell'ULP, l'inizio podistico dell'intero progetto turistico-podistico-culturale. La seconda volta fu per la partenza de Il cammino dei lavoratori lo scorso 1 maggio. Evidentemente uno dei boghi più belli d'Italia esercita una certa attrazione su di noi...

L'appuntamento è fissato per domenica 15 dicembre alle 16,00 c/o la Sala Consigliare del Comune di Volpedo - Piazza Libertà, 1. Ci sarà la presentazione del libro "La corsa che unisce". Come in altre occasioni molto più di una semplie presentazione. Interverranno:
 - Franco Galliani (presidente provinciale UISP)
 - Carla Nespolo (presidente ISRAL Alessandria e vice presidente nazionale ANPI)
 - Lia Tommi (insegnante scuola primaria)
 - Vittorio Rapetti (curatore del libro)
 e natualmente Fiorenzo Piccinini (autore del libro).

 
 
 
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