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sabato 18 giugno 2011

51. Krumiri

In queste ultime tappe il copione iniziale è sempre lo stesso: ritrovo al casello di Alessandria Ovest e partenza per la zona di Casale Monferrato, cambiano però gli accompagnatori. Oggi abbiamo Davide Saltarello, ex compagno di scuola (oltre 30 anni fa) e collega di lavoro fino a due anni fa. Personaggio molto brillante e simpatico con una vitalità contagiosa, sempre con la battuta pronta ironica ed intelligente. Oltre a lui abbiamo anche Roberto Pissini, runner DOC da oltre 30 anni,  ancora oggi primeggia nelle classifiche della sua categoria. Grande passione per la corsa la sua,  sempre senza eccessi e con molto buon senso. È una delle persone con cui parliamo più volentieri quando ci troviamo alle gare, e quando gli abbiamo spiegato il nostro progetto ci ha promesso di venire a correre con noi qualche tappa, ed è stato di parola. Siamo soddisfatti, è bello vedere persone nuove e amici di lunga data alternarsi in questo viaggio per la provincia.
Davide prende in mano la situazione e ci conduce a Balzola, inizia così la sua esperienza ULP e ne è subito coinvolto: ci segue come un ombra, scatta foto nei punti e nelle situazioni più caratteristiche, e ci dispensa battute divertenti. I paesaggi sono diversi da quelli che eravamo abituati a vedere fino a pochi giorni fa, qui siamo nella pianura e corriamo in mezzo a risaie e molti corsi d’acqua per alimentarle. Arriviamo a Villanova Monferrato quando iniziano a cadere le prime gocce d’acqua, velocizziamo un po’ le operazioni, anche se non rinunciamo ad informarci su Alessandro Finazzi, generale nelle Guerre di Indipendenza, a cui è intitolata la piazza del municipio e a scattare le foto per immortalare il nostro passaggio. Quindi  proseguiamo alla volta di Casale Monferrato.
La pioggia sembra quasi un leggero spugnaggio ed è quasi piacevole. Uscendo dal centro abitato transitiamo vicino alla zona industriale, e per una volta l’industria ci regala aromi e profumi particolarmente gradevoli: sono quelli dei famosi krumiri di Casale Monferrato. La città è alle porte, il cielo si fa sempre più scuro, Roberto fa il ritmo in maniera molto regolare, e la pioggia si fa più insistente. Attraversiamo il ponte del Po e zigzaghiamo per le vie centrali seguendo Paolo che ha studiato l’ultimo tratto. 


Davanti all’edificio comunale ci attende il vicesindaco Giuseppe Filiberti ed una delegazione di Libera. È sempre gratificante per noi essere ricevuti da amministratori locali e gruppi di sostenitori. Consegniamo il messaggio e commentiamo la tappa, il vicesindaco ci parla della città e delle sue caratteristiche (è la seconda città della provincia e merita una visita che noi abbiamo anticipato lo scorso marzo). Quindi gli amici di Libera ci ospitano nella loro sede e ci offrono un bel  ristoro. Siamo contenti di vedere un bel gruppo di giovani così attivi nel volontariato, ci parlano delle loro iniziative assieme alle persone adulte del gruppo. Inoltre ci mettono  in contatto con gli amministratori dei comuni che andremo a toccare nelle prossime tappe. Davide è al centro dell’attenzione, con la sua simpatia rende ancor più allegra la serata ULP! Salutiamo e ringraziamo gli amici di Libera e ci diamo appuntamento nelle prossime città in cui arriveremo. Chiudiamo la 51^ tappa, Balzola - Villanova Monferrato - Casale Monferrato, bagnata e profumata!


venerdì 17 giugno 2011

50. Il grande fiume

Cifra tonda! Siamo alla 50^ tappa, Coniolo - Morano sul Po - Balzola, anche la numerologia ha la sua importanza ed essere arrivati a questo punto vuol dire aver già realizzato gran parte del progetto. Ritorniamo a Coniolo con ben quattro accompagnatoti! Quello ufficiale è Claudio Cazzani, già con noi per la tappa terminata ad Ovada, e a lui si aggiungono Gianni e la coppia Rossella – Roberto, si sono appassionando ad ULP e il martedì lo stanno dedicando a queste escursioni fuori porta.
Lasciamo la collina e spingiamo un po’ nelle ultime discese per recuperare il ritardo alla partenza. Scendiamo verso Pontestura, imbocchiamo la statale 455 e dopo poche centinaia di metri siamo sul ponte del Po. Un passaggio denso di significato, sul fiume più importante d’Italia, ricco di storia, di tradizioni culturali, fonte di vita e di benessere per tutta la pianura padana. Con Paolo commentiamo  e ragioniamo sulle caratteristiche del fiume. Dopo questo passaggio effettuiamo uno “sconfinamento”, in quanto proseguendo per la statale andiamo ad intersecare il confine tra la provincia di Alessandria e quella di Vercelli. Giusto una manciata di chilometri, infatti prima dell’abitato di Morano sul Po ritorniamo sulle strade alessandrine. Giungiamo davanti all’edificio comunale e troviamo un abitante del luogo con cui parliamo un po’ della zona e chiediamo informazioni sulla prosecuzione della tappa. Le risaie sono il panorama davanti a noi, ma se voltiamo lo sguardo possiamo vedere ancora le colline che ci hanno accompagnato nei giorni precedenti.
Le strade piatte e poco trafficate ci aiutano ad avere un buon  ritmo,  e quando entriamo a Balzola cerchiamo di aumentarlo ancora un po’ anche se i dati del gps di Paolo ci dicono che le sensazioni sono una cosa e i dati un’altra. Ci gustiamo ugualmente questo finale “brillante” e completiamo la tappa consegnando il messaggio (opss.. imbucando il messaggio). I nostri accompagnatori sono un po’ perplessi: “ma è già finita la tappa? Così corta? Tutto qua?” 15 km in pianura si corrono più velocemente che in collina… Mentre ci cambiamo veniamo accolti  da un nugolo di zanzare in abito da sera che ci dimostrano il loro affetto. Lasciamo il paese e ci rechiamo a Casale Monferrato per terminare la serata con un giusto reintegro delle energie spese, poi un breve tour per la città. Dopotutto siamo in “vacanza”, anche se domani si lavora. Ritorneremo qui giovedì con l’arrivo ufficiale nella capitale del Monferrato.

mercoledì 15 giugno 2011

49. Il paese che visse due volte

Terminata la tappa mattutina con un carico di km piuttosto importante, cerchiamo un luogo per saziare la nostra fame, e siamo fortunati perché senza doverci spostare in auto troviamo un bel locale nel paese. Come al solito il pranzo non è da atleti ma da cerimonia, e noi ci sottoponiamo volentieri a questo cerimoniale… Tra le varie portate apprezziamo particolarmente gli agnolotti del plin e il fritto misto alla piemontese, due tipicità della zona. A fine pasto Federico apre il suo portatile ed inizia ad elaborare km, tempi, pendenze, una serie di dati davvero impressionante. L’aspetto tecnico è sicuramente il meno importante in questa esperienza però vogliamo ugualmente avere un’indicazione su alcuni parametri.

Poco prima della partenza ci raggiungono in moto Patrizia e Claudio, a loro diamo il compito di andare a fotografare la frana che abbiamo superato in mattinata. Dopo averci fatto questo favore ci seguono fino alla fine della prima frazione di tappa. Il primo paese che raggiungiamo è Solonghello, dominato da un castello – eretto nel XII secolo, oggi di proprietà privata – attorno a cui si estende il borgo. Consegniamo il nostro messaggio a Roberto Ganora, un impiegato comunale presente in municipio per la consultazione referendaria, e lui ci parla un po’ della zona e delle sue caratteristiche, infine ci indica la strada per il comune successivo da raggiungere. Pontestura è il primo comune pianeggiante che raggiungiamo, ma per arrivarci dobbiamo superare ancora una vallata, quindi affrontiamo ancora qualche tratto in salita in mezzo ad un bosco e poi percorriamo 3 km pianeggianti sulla provinciale numero 7 che avevamo già toccato in mattinata. Pontestura è nella bassa, il Po è molto vicino, e la conformazione del paese è diversa da quelli visti fino ad ora in collina. Sembra tranquillamente spalmato sulla pianura padana, le strade sono più ampie, le piazze più spaziose. Federico non perde occasione per fotografare i monumenti di interesse storico–artistico, tra i quali notiamo una chiesa in stile gotico–romanico.
La tappa prosegue per concludersi a Coniolo che si trova sulla collina di fronte a Pontestura… le salite non sono ancora finite mentre, dopo le fatiche della giornata, le mie energie sono al lumicino. Dalla cima della collina vediamo sotto di noi scorrere il Po e la pianura vercellese caratterizzata dalle risaie. Il municipio è anch’esso aperto e Federico entra negli uffici per consegnare direttamente il messaggio ad uno degli impiegati, Gigi. Missione compiuta! All’interno del palazzo del municipio c’è anche il museo etnografico in cui si può riscoprire la storia di questo paese: all’inizio del ‘900 l’industria estrattiva della marna, materia prima destinata alla produzione cementiera del casalese, raggiunse livelli sconsiderati e gli scavi a grande profondità sotto l’abitato di Coniolo Basso Antico causarono il crollo di 84 case, della chiesa e del castello. Il borgo fu ricostruito nella collina di fronte dove si trova attualmente il paese.
Anche la 49° tappa Mombello Monferrato - Solonghello - Pontestura - Coniolo si è conclusa, una giornata intensa in cui la varietà dei panorami è stata davvero notevole. Un’altra doccia da campo prima di lasciare Coniolo, ma solo per poco visto che ritorneremo qui per proseguire il giro de UNIAMO LA PROVINCIA. Ci attende la pianura, almeno per un po’ staremo vicini al Po.


NOTA
Qui potete vedere tutte le foto della tappa.

lunedì 13 giugno 2011

48. Mi si è arricciata la strada!

Eccoci pronti per un altra domenica completamente dedicata al progetto ULP. Dopo la tappa bagnata della sera prima che ci ha regalato delle bellissime emozioni, siamo pronti per riprendere il viaggio e andare alla ri-scoperta del basso Monferrato con la Gabiano - Camino - Mombello Monferrato. Ritorniamo a Gabiano dove ammiriamo il castello dall’esterno in quanto l’orario di apertura non ci permette di poterlo visitare. Ci raggiunge puntuale come ogni settimana il nostro webmaster Federico, oggi ci farà da accompagnatore, un compito essenziale per proseguire senza intoppi il nostro cammino.
La prima frazione termina a Camino che raggiungiamo da una strada  in “costa” molto particolare, un su e giù stimolante per le gambe (anche se le mie inizialmente sono piuttosto “imballate”). Da una parte colline con vigneti, boschi e anche coltivazioni di cereali, dall’altra quasi uno strapiombo  e sotto il Po che scorre tranquillo delimitando la zona pianeggiante ricca di risaie rispetto a quella caratteristica del Monferrato. Un contrasto che ci piace sottolineare e Federico da ottimo fotoreporter documenta il tutto.


Transitiamo per la frazione di Cantavenna, località che da il nome al tipico vino della zona: il Rubino di Cantavenna, una delle Doc di queste terre. Dopo un tratto pianeggiante in cui riesco a trovare le cadenze giuste, vediamo davanti a noi l’ennesimo bel colle alla cui sommità vi è un paese  con un castello, si tratta di Camino, la cui bellezza fa il paio con quella di Gabiano. Nel nostro passaggio rimaniamo sotto al castello e ne apprezziamo l’imponenza. Durante la sosta presso l’edificio comunale abbiamo la fortuna di trovare il sindaco del paese, Giorgio Rondano, che riconosciamo dal fare sicuro quando arriva nel parcheggio antistante. Ci parla della zona, delle sue caratteristiche e di come sta cercando di valorizzarla attraverso il turismo. Presentiamo il nostro progetto ma forse non siamo capiti, o sembriamo i soliti imbonitori da strada.. anche questo è ULP.
Procediamo verso Mombello Monferrato e ci affidiamo alle indicazioni un ciclista che ci suggerisce una via d’uscita dal paese più lunga del previsto (alla fine risulteranno circa 4 km in più). Scendiamo e risaliamo queste valli come fossero  le  scale di casa, e davanti all’ennesima ascesa in direzione Mombello Monferrato  non ci scomponiamo, anzi siamo contenti di correre protetti dal caldo dal fitto bosco che stiamo attraversando. A pochi km da Mombello Monferrtao troviamo la strada interrotta a causa di una frana, a piedi riusciamo a passare mentre la macchina deve tornare indietro e fare una lunga variante. Su questo versante di strada abbiamo altri panorami, vediamo davanti a noi il santuario del Sacro Monte di Crea, e molti atri paesi che abbiamo toccato in questi giorni. Arriviamo infine  alla sede municipale (XVII secolo) racchiusa in una piccola piazzetta adiacente alla torre e ai resti delle mura del XV secolo. Abbiamo terminato la 48° tappa superando anche le frane…  vogliamo proprio unire questa provincia. W l’ULP!

  

47. ULP che unione!

È sabato, la 47^ tappa Cerrina Monferrato - Villamiroglio - Moncestino - Gabiano dovrebbe essere più tranquilla visto che non si arriva dal lavoro, teoricamente, poi in pratica si devono seguire altre situazioni… Comunque riusciamo a continuare questa avventura, questo viaggio, questa esplorazione del territorio: ci sono molti modi per definire questa esperienza perché al suo interno contiene una serie di aspetti che la rendono sfaccettata e unica, in una parola tutto questo è ULP, Uniamo La Provincia. Ci ritroviamo al casello di Casale Sud con Gian Paolo e la moglie Maura, già alla terza presenza ed entrambe coinvolti nel progetto ULP. Gian Paolo sarà il nostro supporto mobile mentre Maura correrà con noi. Al nostro arrivo a Cerrina troviamo la bella sorpresa di vedere Erika e Federico già davanti alla sede del municipio pronti per la partenza: i fedelissimi ULP appena possono si unisco a noi in questo progetto che unisce la provincia, abbiamo unità di intenti nel 150° dell’unità d’Italia…  ULP che unione!



La prima frazione che termina a Villamiroglio prevede un tratto sterrato, quindi le macchine al seguito dovranno seguire la strada principale mentre noi “tagliaremo” come da programma. In effetti è proprio così e dopo un tratto che sale su un crinale molto panoramico scendiamo a valle  all’interno di un bosco dove la strada scende. Dobbiamo corriamo evitando i punti ancora infangati dalle recenti piogge finché non ritroviamo la strada asfaltata che risale in direzione di Moncestino, ancora salite…, Maura corre bene con noi, non appare in difficoltà neanche sui tratti più impegnativi. Davanti al municipio di Villamiroglio ritroviamo Erika e Gian Paolo pronti a scattare le foto del nostro arrivo, anche se… la macchina fotografica ce l’ha Federico che non voleva perdere la possibilità di fotografarci durante il passaggio nel bosco.  A Villamiroglio festeggiamo il passaggio nel 150° comune e siamo fortunati a trovare davanti alla sede municipale un nastro tricolore con la scritta del 150° dell’unità d’Italia, lo adattiamo alle nostre esigenze e lo “trasformiamo” nel totalizzatore dei comuni toccati: 150 e vai! 


Le nubi sopra di noi cominciano a  regalarci una doccia anticipata, sembra una nuvola passeggera e infatti dopo le prime gocce smette. Mentre scendiamo verso Moncestino, la nuvola ci segue e inizia  a scaricarci addosso una discreta quantità d’acqua. Maura si rifugia in macchina, ma solo perché non ha un ricambio adeguato a fine corsa. Noi proseguiamo noncuranti della pioggia che si sta facendo insistente, per fortuna la temperatura  è mite, e tutto sommato la situazione è gestibile. Dopo un tratto pianeggiante affrontiamo la salita che ci porterà a Moncestino, Federico e Paolo vanno su facili io per tenerli devo impegnarmi a fondo, ormai è un classico, una situazione in cui arranco ma non mollo. Il municipio di Moncestino si trova all’uscita del paese in un grande palazzo d’epoca posto su un piano molto panoramico: davanti a noi vediamo il fiume Po che segna il confine con la provincia di Vercelli, è un panorama nuovo che non avevamo ancora visto, dopo tante montagne  e colline abbiamo davanti a noi il più grande fiume d’Italia e la pianura padana che occupa la nostra visuale fino all’orizzonte.
Non piove più, meglio. Per concludere la tappa odierna a Gabiano scendiamo sulla provinciale n° 3 (partono proprio da questa zona le numerazioni delle strade provinciali). Un tratto pianeggiante ci porta sotto Gabiano che si fa ammirare per il suo castello, confermiamo la fama della sua bellezza. Aggiriamo la collina dove è posto il paese salendo in maniera graduale, mentre nell’ultimo tratto dobbiamo affrontare un erta molto impegnativa. Anche oggi visitiamo un altro paese da ricordare. Domattina saremo ancora qui per proseguire il nostro viaggio ed esplorare questo altro angolo della provincia.


venerdì 10 giugno 2011

46. Nella terra del tartufo

La giornata sembra ancora caratterizzata dalla pioggia: piove mentre raggiungiamo il ritrovo a Villadeati, anche se il cielo si sta aprendo. In prossimità della nostra destinazione riusciamo a vedere meglio il castello che domina dall’alto il paese. Per la 46^ tappa, Villadeati - Murisengo - Odalengo Grande - Cerrina Monferrato, siamo accompagnati da mia sorella Roberta, anche lei coinvolta nell’operazione ULP. Stanno cadendo le ultime gocce di pioggia e fa capolino il sole: all’orizzonte l’arcobaleno preannuncia l’arrivo del sereno. Infatti partiamo con il sole.


Murisengo è il primo comune che toccheremo oggi ed anche quello più ad ovest della provincia di Alessandria. Scendiamo e vediamo una valle che si apre davanti a noi, è già tutta la zona della provincia di Torino; Roberta scatta delle foto a questo panorama invitante. Seppure la strada scende, ogni tanto dobbiamo superare degli avvallamenti impegnativi. Entriamo in Murisengo (solo 4 km da Villadeati) e percorriamo la via centrale per raggiungere il municipio dove un assessore ci aspetta. Consegniamo a lui il messaggio e discorriamo un po’ della zona, famosa soprattutto per il tartufo (a novembre si tiene la fiera nazionale Trifola d’Or). Ci parla anche dei vari edifici importanti del paese e di quello che sta facendo l’amministrazione comunale per salvaguardare il patrimonio artistico. Nel castello soggiornò Silvio Pellico che nel 1813 scrisse “La Francesca da Rimini”. 
Dopo questa breve ma piacevole chiacchierata proseguiamo per Odalengo Grande: dobbiamo fare un tratto sulla provinciale di fondo valle, quella che porta a Torino che da qui dista 46 km. Non vogliamo rischiare strade alternative, quindi percorriamo circa 4 km su questa strada che tende a scendere leggermente facilitando la nostra corsa. Dopo questo tratto svoltiamo a destra su una tranquilla strada provinciale in salita e in poco più di 2 km saliamo di oltre 200 metri, alcuni tratti sono davvero impegnativi. Paolo non tradisce alcun sintomo di stanchezza, anzi, la salita sembra esaltarlo: ride e scherza come se fossimo seduti al bar! Io comunque lo seguo. Mia sorella rimane stupita di come si possa fare tanta strada ed avere ancora la forza di parlare, le spieghiamo che dopotutto è normale avendo una base d’allenamento di anni e anni.
Giungiamo ad Odalengo Grande e possiamo ammirare il panorama dall’alto: è una zona piuttosto ricca di boschi mentre i vigneti sono nella zona più bassa. Consegniamo il messaggio di Libera o più propriamente lo imbuchiamo sotto la porta visto che non c’è un rappresentante fisico. Quindi leggiamo le noteturistiche del paese e studiamo un attimo l’ultimo tratto per arrivare a Cerrina. Ci sono due possibilità: una è quella di ritornare sulla provinciale di fondo valle, l’altra è quella di seguire un percorso “alto”  attraverso i boschi che però dopo una giornata di pioggia temiamo ad affrontare, ancora memori dell’esperienza di martedì. Quindi scendiamo a valle e riprendiamo la provinciale 590.
Ci dirigiamo verso Cerrina Monferrato, la parte nuova del paese si trova a ridosso della provinciale mentre per arrivare al municipio bisogna salire un km, ma ormai è l’ultimo della giornata. Troviamo il municipio aperto e speriamo che ci sia qualcuno ad attenderci. In realtà si tratta di un’impiegata che sta terminando alcuni lavori. Consegniamo a lei il nostro messaggio spiegandole l’iniziativa, e chiudiamo così la tappa. Una classica doccia da campo mi toglie in parte le fatiche della giornata. 

Ora dobbiamo ritornare a Murisengo per visitare la prima comunità (aperta nel 1973) del Gruppo Abele, una Onlus fondata a Torino nel 1965 da Don Luigi Ciotti per “dar voce a chi non ha voce”.  Libera ha preso avvio proprio dal Gruppo Abele nel 1995. Le operatrici Rosa e Porzia ci accolgono in questa struttura immersa nella campagna, l’ora è tarda ma veniamo gentilmente ospitati nella loro sala da pranzo dove hanno preparato una cena per noi. Franco, un’altro operatore, ci parla della struttura, di come funziona e di come si svolge la vita quassù. La comunità accoglie coppie tossicodipendenti anche con figli. Il racconto è molto interessante, si capisce il forte impegno per far fronte alle situazioni di disagio che le persone possono incontrare. Franco ci parla anche delle sue esperienze passate, è stato sindaco di Murisengo ma ora ha fatto una scelta di vita e in questa cascina ha ritrovato motivazioni e stimoli. Un lavoro meritevole. Salutiamo alcuni ragazzi presenti nella struttura, ringraziamo ancora gli operatori e ritorniamo a casa soddisfatti per un’altra tappa ULP ricca di emozioni e conoscenze arricchenti.


giovedì 9 giugno 2011

45. 136 campanili

Dopo aver smaltito la tappa bagnata di domenica, ci rimettiamo in cammino (anzi, in corsa) e proseguiamo verso un’altra tappa che si preannuncia ricca di panorami suggestivi, la Ponzano Monferrato - Castelletto Merli - Alfiano Natta - Odalengo Piccolo – Villadeati. Per l’occasione abbiamo al nostro seguito Mariuccia e Monica, due amiche che hanno lavorato assieme in questa zona – una come dirigente scolastica e l’altra come insegnante. Per loro è un po’ come un ritorno in luoghi di cui conservano dei bei ricordi. Il cielo non è limpido, comunque sembra tenere.  
Partiamo subito con un tratto in salita che a freddo fatico ad affrontare, ma è solo l’uscita dal paese poi si scende verso Castelletto Merli, non proprio un paese ma undici frazioni collegate tra loro. Come al solito l’obbiettivo è il municipio che dalle mie mappe risulta essere a Perno Inferiore. Mentre scendiamo osserviamo il panorama ed i paesi che vediamo all’orizzonte cercando di individuarli; troviamo Perno Superiore e vedendo un gruppo di case più a valle pensiamo sia Perno Inferiore. Colti da un dubbio chiediamo, e ci viene indicato il municipio lassù, appena più avanti dell’indicazione Perno Superiore. Dobbiamo ritornare, ma si dai, tanto siamo ancora freschi! Niente di grave, trovato il municipio svolgiamo la solita operazione per la consegna del messaggio. Monica inizia a divertirsi nel fotografare oltre che noi anche i paesaggi che sono sempre interessanti.
La strada scende e la nostra corsa è sciolta, non si fatica anche perché siamo assorti dal paesaggio. Arriviamo a fondo valle e proseguiamo verso Alfiano Natta. Un cartello con la scritta Moncalvo (AT) ci ricorda che siamo proprio sul confine tra le province di Asti e di Alessandria. La strada risale, ormai un classico, ma non è un ascesa breve come in molti altri comuni del Monferrato bensì una salita costante che non da tregua. Arrivati alle porte del paese si apre davanti a noi uno degli scenari più vasti della provincia: una miriade di colline, ognuna contraddistinta da un campanile, proprio sotto di noi. Giungiamo al paese, anch’esso molto ben curato, e proseguiamo l’opera di consegna del messaggio di Libera. A fianco dell’edificio comunale  vediamo la scuola elementare e con Mariuccia scattiamo una foto in quella che è stata una delle “sue scuole”. Ora dobbiamo proseguire per Odalengo Piccolo e siamo incerti se seguire le indicazioni delle mappe oppure fare la strada classica e tornare indietro alcuni km per poi risalire. Con un pizzico di spregiudicatezza decidiamo per la prima opzione, quindi risaliamo il paese e passiamo sul belvedere dove si impone una sosta: siamo davanti ad uno spettacolo mozzafiato, sembra una veduta aerea ma siamo sulla terra! Avevo letto sulla nota turistica del paese che da qui si possono vedere ben 136 campanili e, anche se non sono riuscito a contarli tutti, certamente l’ampiezza e la grandiosità di questa veduta valgono il viaggio e la fatica che abbiamo fatto per arrivare fin quassù. Molto intelligentemente è stata messa una raggiera con una serie di frecce con  cui si indicano i nomi delle varie località che si possono vedere.
Sazi di in panorama così intenso proseguiamo su una strada  sterrata  ben conservata, corriamo bene e proseguendo vediamo sul versante di fronte a noi un paese che dovrebbe essere Odalengo Piccolo. Il fondo stradale si fa più accidentato e proseguiamo decisi fino a una cascina in cui chiediamo ad una signora intenta a stendere il bucato se siamo nella direzione giusta. La conferma “u iè la fanga” è in tipico dialetto piemontese (dopotutto siamo in Piemonte e questa è la zona più piemontese della provincia). La signora aveva ragione, stiamo facendo un vero e proprio cross  country: ormai che siamo qui e bisogna andare avanti, così scherziamo su questa deviazione un po’ avventurosa. Una volta ritrovata la strada asfaltata capiamo che il paese dove siamo è una frazione e Odalengo  Piccolo è ancora più avanti… meno male che abbiamo tagliato! Altri 2 km e questa volta ci siamo. Il paese è deserto, vediamo solo la ULP-Mobile con le nostre accompagnatrici che ci aspettano. Velocizziamo anche qui le operazioni perché dobbiamo terminare ancora la tappa e mancano più di 5 km che Mariuccia preannuncia non facili.
Il primo km scorre facile su una discesa piuttosto  ripida poi si sale costantemente in mezzo ad un fitto bosco  mentre sta calando la sera. Nonostante la durezza del percorso  riusciamo ad apprezzare la bellezza di questi luoghi, il contatto con la natura è totale, siamo immersi in questa foresta. I km vanno su, Paolo cita i dati dal suo GPS: siamo oltre i 400 metri di altitudine. È il punto più alto, dopodiché scendiamo ancora in maniera repentina su una serie di tornanti su cui dobbiamo frenare vista l’eccessiva pendenza, ed ecco finalmente Villadeati davanti a noi. Saliamo e troviamo l’edificio comunale quasi alla sommità della collina. Siamo arrivati anche oggi: 23 km e spiccioli, è buio, stiamo stanchi ma soddisfatti. ULP prosegue!
Ezio ci aspetta al circolo, quindi ritorniamo volentieri in Alessandria all’Isola Ritrovata dove ci attendono anche Carla, sorella di Mariuccia, e alcuni assidui frequentatori del locale. L’atmosfera è sempre piacevole e la buona tavola rende queste circostanze ancor più gradite. Commentiamo assieme la tappa del giorno e parliamo di quelle future, è sempre più avvincente questo “ viaggio in provincia”ed il clima di amicizia ed unione che si respira all’isola consolida questa voglia di unire. L’ULP ringrazia l’Isola Ritrovata!