Ancora un evento podistico che vuol legare passione sportiva e passione civile.
A Tagliolo Monferrato (AL) domenica 3 giugno si svolgerà il 32° Trofeo 7 Casine, una corsa ormai classica nella zona dell'ovadese. Quest’anno la prova è inserita nel campionato regionale UISP. Un importante riconoscimento per questa gara che il comitato provinciale della UISP, presieduto da Franco Galliani, ha voluto dedicare all’associazione LIBERA per ribadire i concetti di legalità, di giustizia e di lealtà attraverso la pratica sportiva.
La giornata assumerà anche valore di commemorazione della festa della Repubblica. Pertanto interverranno alla manifestazione: la banda del Comune di Tagliolo Monferrato e il sindaco Franca Repetto che donerà la bandiera italiana all'Associazione LIBERA; Franco Galliani, Presidente Comitato Provinciale UISP di Alessandria; Francesco Aceti, Presidente Regionale UISP; Paola Sultana, Presidente Associazione "Libera" di Ovada.
Per chi vuole vivere la giornata a 360° gradi, oltre alla corsa podistica (circa 9 km collinari), sono previste visit eguidate al castello Pinelli Gentile, al museo Ornitologico e alla Corte del Vino. Inoltre pranzo e intrattenimento musicale.
Io sono ancora alle prese con l'infortunio ma ci sarò e naturalmente proverò a correre!
Clicca qui per scaricare il volantino
lunedì 28 maggio 2012
sabato 19 maggio 2012
Coinvolgimento totale
L’esperienza del 25 aprile ha rinnovato lo spirito di unione e di amicizia con le tante persone che hanno condiviso con noi una giornata davvero speciale e soprattutto ci ha visti partecipi di una manifestazione sulla memoria che mi ha coinvolto in maniera profonda .Ancora una volta il mio , il nostro grazie va a tutte le persone , gli enti e le autorità che hanno collaborato e reso possibile questo evento , sono emozioni e ricordi che rimarranno impresse nella mia mente. Questo coinvolgimento così totale mi ha permesso di correre oltre 30 km lungo le magnifiche strade della nostra provincia quasi per magia i problemi muscolari che avvertivo e avverto ancora sono scomparsi e ho vissuto intensamente anche la parte podistica della manifestazione.
Nei giorni successivi nonostante l’enorme numero di km percorsi con un allenamento davvero esiguo non avvertivo particolari dolori e pensavo di aver superato il momento più difficile ed essere avviato verso un lento recupero , purtroppo dopo circa una settimana i problemi al ginocchio sinistro si sono fatti sentire in maniera davvero notevole , tali da non consentirmi il minimo approccio alla corsa , anzi , anche la mia camminata era piuttosto claudicante . Un’altra sosta forzata , senza sapere bene cosa fare per risolvere il problema . Il fisioterapista che mi sta seguendo da diversi mesi mi ha suggerito una visita ortopedica per verificare ciò che Lui sospettava , ossia un danno alla cartilagine del ginocchio in questione .L’ipotesi si è verificata giusta e anche il dottore che mi ha visitato ha confermato quel sospetto , problema dovuto all’asportazione del menisco mediale a cui sono stato sottoposto nel lontano 1985 , questa mancanza di ammortizzamento ha creato un sovraccarico sulle cartilagini del ginocchio che ora ( dopo tanti anni e tanti km ) risultano piuttosto usurate .Questo trattamento ha lo scopo di rigenerare in parte i tessuti delle cartilagini usurate . Bisognerà attendere qualche settimana per sentire(si spera ) i benefici di questa terapia . Intanto osservo tanti amici correre lungo le strade e le piste di tutta l’Italia ( e non solo)sperando di unirmi a loro tra qualche tempo. Aspetto fiducioso…
Nei giorni successivi nonostante l’enorme numero di km percorsi con un allenamento davvero esiguo non avvertivo particolari dolori e pensavo di aver superato il momento più difficile ed essere avviato verso un lento recupero , purtroppo dopo circa una settimana i problemi al ginocchio sinistro si sono fatti sentire in maniera davvero notevole , tali da non consentirmi il minimo approccio alla corsa , anzi , anche la mia camminata era piuttosto claudicante . Un’altra sosta forzata , senza sapere bene cosa fare per risolvere il problema . Il fisioterapista che mi sta seguendo da diversi mesi mi ha suggerito una visita ortopedica per verificare ciò che Lui sospettava , ossia un danno alla cartilagine del ginocchio in questione .L’ipotesi si è verificata giusta e anche il dottore che mi ha visitato ha confermato quel sospetto , problema dovuto all’asportazione del menisco mediale a cui sono stato sottoposto nel lontano 1985 , questa mancanza di ammortizzamento ha creato un sovraccarico sulle cartilagini del ginocchio che ora ( dopo tanti anni e tanti km ) risultano piuttosto usurate .Questo trattamento ha lo scopo di rigenerare in parte i tessuti delle cartilagini usurate . Bisognerà attendere qualche settimana per sentire(si spera ) i benefici di questa terapia . Intanto osservo tanti amici correre lungo le strade e le piste di tutta l’Italia ( e non solo)sperando di unirmi a loro tra qualche tempo. Aspetto fiducioso…
lunedì 14 maggio 2012
Tutto ULP
Questo post è una sorta di sommario per navigare nel progetto e nelle cronache de UNIAMO LA PROVINCIA. Un viaggio in provincia fatto di immagini, parole e sapori alla riscoperta del territorio.
- Manifesto ULP
- Comunicato stampa
- Calendario
- ULP x Libera
- Raccolta fondi: Un euro a km
- Grazie da Libera!
- UISPORT
- Dare gambe ai diritti, fiato alla democrazia
- Festa ULP
![]() |
Il libro nasce da una esperienza persona e collettiva. E’ la realizzazione di un sogno divenuto progetto, in cui i protagonisti hanno saputo unire passione sportiva e impegno civile, solidarietà e affetto per la nostra terra, memoria storica e interesse per l’ambiente, iniziativa individuale e lavoro collettivo: persone, associazioni e istituzioni. Così il libro racconta, in modo diretto, la cronaca di un viaggio che ha toccato tutti i 190 comuni della provincia di Alessandria, in ben sessanta tappe percorse a piedi da Fiorenzo e Paolo, insieme a tanti altri amici e collaboratori, attraverso le zone dell’Alessandrino e del Monferrato. L’avventura podistica si è intrecciata all’impegno per costruire consapevolezza e responsabilità intorno a temi importanti e in certi casi “scomodi”. E mentre scalavano i 1106 chilometri del percorso, riscoprendo le bellezze del territorio e le tracce della sua storia, consegnavano ai sindaci il messaggio di legalità di LIBERA, contribuendo anche alla raccolta di fondi per la ristrutturazione del primo bene confiscato alla mafia in provincia: la Cascina “Saetta” a Bosco Marengo, intitolata al magistrato siciliano Antonino (che per qualche anno prestò servizio ad Acqui Terme) ed al figlio Stefano uccisi insieme in Sicilia da Cosa Nostra.
Un libro in cui testi e immagini narrano ed insieme suggeriscono al lettore di mettersi anch’egli in cammino. Dalla quarta di copertina |
Cronache delle tappe (in fondo ad ognuna c'è il link per vedere le fotografie).
Eventuali altri post potranno essere ricercati facendo uso dei menù nella colonna destra del blog.
1. Buona la prima!!
lunedì 30 aprile 2012
Ultra ULP per il 25 aprile
Non mi era mai capitato di festeggiare la ricorrenza della Liberazione come è avvenuto quest'anno. Al valore innegabilmente patriottico che riveste il 25 aprile si è aggiunto quello affettivo che da un anno mi lega alla provincia di Alessandria grazie all'ULP di Fiorenzo e Paolo. Per non parlare della possibilità di utilizzare la corsa come mezzo per testimoniare l'impegno sociale (grazie anche a Libera e alle iniziative dei Podisti da Marte) e onorare il ricordo dei caduti per quella libertà che possiamo dare per scontata ai giorni nostri.
La giornata ha inizio come molte delle tappe all'ULP: arrivo a Castellar Guidobono verso le 8:30 e trovo Fiorenzo e Paolo ad aspettarmi nel cortile di Paolo. Parcheggio l'auto e ci avviamo in compagnia di Francesco verso Serravalle Scrivia, dove abbiamo appuntamento con Fabrizio, sua moglie Anna e il figlio Matteo (che sono i cameraman ufficiali del gruppo), Maurizio (che avrebbe voglia di correre ma fa da accompagnatore), Federico (il webmaster dell'ULP e compagno di squadra che mi ha fatto conoscere Fiorenzo), e tutti gli amici dei Podisti da Marte direttamente da Milano, capitanati dall'ideatore dell'iniziativa, Fabrizio Cosi.
La carovana de SULLE STRADE DELLA MEMORIA si sposta quindi verso il Sacrario dei Martiri della Benedicta nel comune di Bosio, percorrendo all'inverso gran parte del tragitto che di lì a poco ci troveremo ad affrontare: salite e discese lungo un percorso naturalistico che davvero toglie il fiato (e che lo farà anche dal punto di vista podistico).
Prima di arrivare al Sacrario, veniamo raggiunti da Maura col marito Gian Paolo (che verrà 'costretto' a correre qualche frazione) e da Federico, altro assiduo frequentatore dell'ULP, e dall'amico Salvatore, con i quali ho corso una 30 km a Piacenza quasi due mesi fa, gara che ricordo come una delle più divertenti che mi sia mai capitato di affrontare, grazie alla compagnia gradita e gradevole.
Arrivati alla Benedicta, veniamo accolti dal sindaco di Bosio e dai rappresentanti della comunità montana e del parco naturale, oltreché da Carlo Piccini, coordinatore provinciale di Libera, e da Franco Galliani, presidente provinciale della UISP. Al saluto delle autorità segue il ricordo dei Martiri Partigiani e del valore della Resistenza, principi che contribuiranno a ispirare la nostra corsa verso la Stele ai Caduti della Pinan Cichero a Cantalupo Ligure.
Sì, perché la strada del ricordo non è solo una viaggio nella memoria, ma anche un viaggio fisico, podistico, che unisce questi due luoghi simbolo del 25 Aprile all'interno della provincia di Alessandria. Oltre 48 km che non ci spaventano certo, da percorrere a staffetta con punti di cambio ogni 5/6 km oppure tutti d'un fiato, obiettivo che ci poniamo sin dalla partenza io, Paolo e Fabrizio Cosi.
Terminate le foto di rito, siamo pronti per l'impresa: si parte in discesa ma dopo un paio di km ci troviamo ad affrontare la salita più o meno costante fino al km 12. Il tempo è variabile: in queste prime fasi il sole lascia spazio ad alcune nubi e per qualche attimo sembra quasi che possa piovere. Ma il leitmotif della giornata è decisamente il vento, a tratti davvero fastidioso, che ci accompagnerà fino all'arrivo, quasi a non volerci far arrivare al traguardo, ma noi... siamo più forti!
Dopo una mia sosta fisiologica non rimandabile, devo accelerare in discesa per un paio di km per raggiungere il gruppo. Raggiungiamo prima Bosio e successivamente Gavi, e mentre molti staffettisti si danno il cambio, io, Paolo e Fabrizio rimaniamo le costanti. Percorriamo ora strade statali, ma c'è spazio ancora per strappi in salita come la Crenna, deviazione in pendenza di un paio di km che operiamo per evitare una galleria. Raggiungiamo quindi Vignole e successivamente Borghetto, in Val Borbera, e in questo tratto rimaniamo proprio noi tre. Il paese con le sue frazioni sembra non finire mai, ma finalmente torniamo sulla statale e ci fermiamo un minuto per l'ultima sosta: il mio GPS segnala esattamente 42 km 200 metri, per cui siamo arrivati alla distanza della maratona, in poco meno di 4 ore. Da lì in poi per me, sia dal punto di vista della distanza che del tempo, è territorio vergine.
Ripartiamo per gli ultimi 7 km (di leggera salita) e si aggiungono Fiorenzo, Fabrizio e i due Federico. Ci dividiamo in due gruppetti e il primo accumula un centinaio di metri di vantaggio, per cui a un certo punto decido di testare me stesso e vedere se dopo 45 km sono ancora in grado di operare una progressione per andare a recuperare i primi, Paolo e Fabrizio. La risposta è decisamente affermativa e ci dirigiamo verso gli ultimi km della nostra impresa.
A poche centinaia di metri dall'obiettivo ci ricompattiamo e raggiungiamo assieme la Stele ai Caduti della Battaglia di Pertuso, nel comune di Cantalupo Ligure. Sull'onda dell'entusiasmo affrontiamo i gradini che ci separano dal monumento e dalle celebrazioni, ma io e Paolo durante il discorso delle autorità non possiamo far a meno di sederci per allentare i muscoli.
Per la cronaca sono stati percorsi 48,5 km quasi spaccati in poco più di 4 ore e mezza (4h 32' al mio orologio), non considerando le pur brevi soste, per una media di 5:37 al km, decisamente niente male come prima 'ultra' seppur autogestita.
Al valore del ricordo e alla 'gioiosa' fatica della prestazione podistica segue la merenda senoira, una selezione delle delizie locali consumate in una vicina locanda: il modo migliore per concludere tra amici questa splendida giornata.
ULP! ULP! ULP!
Marco
![]() |
| Alla partenza |
La carovana de SULLE STRADE DELLA MEMORIA si sposta quindi verso il Sacrario dei Martiri della Benedicta nel comune di Bosio, percorrendo all'inverso gran parte del tragitto che di lì a poco ci troveremo ad affrontare: salite e discese lungo un percorso naturalistico che davvero toglie il fiato (e che lo farà anche dal punto di vista podistico).
Prima di arrivare al Sacrario, veniamo raggiunti da Maura col marito Gian Paolo (che verrà 'costretto' a correre qualche frazione) e da Federico, altro assiduo frequentatore dell'ULP, e dall'amico Salvatore, con i quali ho corso una 30 km a Piacenza quasi due mesi fa, gara che ricordo come una delle più divertenti che mi sia mai capitato di affrontare, grazie alla compagnia gradita e gradevole.
![]() |
| Il gruppo alla Benedicta |
Sì, perché la strada del ricordo non è solo una viaggio nella memoria, ma anche un viaggio fisico, podistico, che unisce questi due luoghi simbolo del 25 Aprile all'interno della provincia di Alessandria. Oltre 48 km che non ci spaventano certo, da percorrere a staffetta con punti di cambio ogni 5/6 km oppure tutti d'un fiato, obiettivo che ci poniamo sin dalla partenza io, Paolo e Fabrizio Cosi.
![]() |
| Dal Sacrario dei Martiri della Benedicta (Capanne di Marcarolo - Bosio) alla Stele ai Caduti della Pinan Cichero (Pertuso - Cantalupo Ligure) |
Dopo una mia sosta fisiologica non rimandabile, devo accelerare in discesa per un paio di km per raggiungere il gruppo. Raggiungiamo prima Bosio e successivamente Gavi, e mentre molti staffettisti si danno il cambio, io, Paolo e Fabrizio rimaniamo le costanti. Percorriamo ora strade statali, ma c'è spazio ancora per strappi in salita come la Crenna, deviazione in pendenza di un paio di km che operiamo per evitare una galleria. Raggiungiamo quindi Vignole e successivamente Borghetto, in Val Borbera, e in questo tratto rimaniamo proprio noi tre. Il paese con le sue frazioni sembra non finire mai, ma finalmente torniamo sulla statale e ci fermiamo un minuto per l'ultima sosta: il mio GPS segnala esattamente 42 km 200 metri, per cui siamo arrivati alla distanza della maratona, in poco meno di 4 ore. Da lì in poi per me, sia dal punto di vista della distanza che del tempo, è territorio vergine.
![]() |
| Ultimi Km: Marco è sempre con Paolo |
A poche centinaia di metri dall'obiettivo ci ricompattiamo e raggiungiamo assieme la Stele ai Caduti della Battaglia di Pertuso, nel comune di Cantalupo Ligure. Sull'onda dell'entusiasmo affrontiamo i gradini che ci separano dal monumento e dalle celebrazioni, ma io e Paolo durante il discorso delle autorità non possiamo far a meno di sederci per allentare i muscoli.
![]() |
| La commemorazione di Pertuso |
![]() |
| Altimetria de "Sulle strade della memoria" |
ULP! ULP! ULP!
Marco
venerdì 27 aprile 2012
Il 25 aprile
Il 25 aprile è trascorso intensamente ricordando il senso della festa della Liberazione. SULLE STRADE DELLA MEMORIA ha voluto testimoniare il nostro riconoscimento alle persone che hanno lottato per gli ideali di giustizia e libertà in un momento storico drammatico. È stata per me, e spero per i tanti che hanno condiviso l’iniziativa, una giornata che – attraverso lo sport e la passione per la corsa – ha unito due luoghi della memoria partigiana nella provincia di Alessandria.
Attraverso la collaborazione con Libera abbiamo voluto anche unire i temi della resistenza al nazifascismo a quelli della “nuova resistenza” ad un sistema che trasforma i diritti in privilegi soffocando i principi democratici che fanno delle regole “il potere dei senza potere” come spesso spiega anche Giancarlo Caselli.
Raggiungo il primo ritrovo della giornata, fissato a Serravalle Scrivia, assieme a Paolo, Marco Marchese e Francesco (prezioso e disponibile amico, sempre pronto ad aiutare). Ad attenderci troviamo già Fabrizio e famiglia (Anna e Matteo). Quindi arriva una prima macchina di “marziani” – gruppo di podisti milanesi dal grande impegno civile – e a seguire Federico, l’anima di questo blog, che si è speso molto per questa iniziativa. Arriva anche il presidente territoriale della UISP, Franco Galliani, quindi altri “marziani” con il “capitano” Fabrizio Cosi che ha saputo creare attorno a sé un gruppo affiatato sempre pronto a partecipare ad iniziative di sport e solidarietà. Da Milano arriva ancora un’altra famiglia: Stefano, Monica (con il prossimo bimbo in arrivo) ed il piccolo Federico. Nonostante questa situazione “complicata” hanno voluto essere presenti anche solo per qualche km, un gesto di amicizia e riconoscimento verso di me e verso questa iniziativa – davvero significativi, grazie ragazzi!!! La carovana non è ancora completa, si aggiunge anche Maurizio che oggi si vuol dedicare esclusivamente al supporto logistico dell’iniziativa e alle foto. Infine si aggregano due amici da Alessandria, Roberto e Rossella, definiti “quelli del martedì”, vista la loro assidua assistenza ai martedì ULP.
Dopo alcuni chiarimenti sul percorso ci avviamo verso il luogo di partenza e a Bosio sostiamo per per “agganciare” altri partecipanti. Volti noti, cari amici che hanno condiviso con noi tante giornate ULP: Federico e Salvatore da Ovada, Maura e Gian Paolo da Capriata d’Orba. Una strada tortuosa, ma panoramica, ci conduce fino al Sacrario dei Martiri della Benedicta. Qui altri amici conosciuti nell’esperienza ULP ci attendono: Maurizio Levo con la moglie Piera, e l’amico Vincenzo.
Alla partenza sono presenti le autorità locali – il sindaco di Bosio Marco Ratti, il presidente della comunità montana, il presidente del parco naturale delle Capanne di Marcarolo – e il vice presidente dell’ISRAL (Istituto Storico per la Storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria). Carlo Piccini – coordinatore provinciale di Libera – legge il messaggio che questa iniziativa vuole portare attraverso l’unione di luoghi così importanti nella storia della resistenza, la continuità storica tra cultura antifascista e la legalità democratica per aiutare soprattutto i giovani a diventare “nuovi partigiani”, per i quali valgano l’importanza della memoria e dell’impegno sui fronti delle “nuove resistenze” come quella alle mafie e alle corruzioni. Il saluto del presidente territoriale della UISP Franco Galliani (che ha anche corso con noi!), quindi l’intervento del vice presidente dell’ISRAL che ha fatto una eloquente e chiara spiegazione dei fatti che hanno reso tristemente famoso questo luogo dopo il 7 aprile 1944. Infine il saluto delle autorità del territorio che cercano di tener vivo il ricordo e la memoria di questi luoghi attraverso il loro lavoro quotidiano. Grazie anche, e soprattutto, a loro per l’accoglienza. Scattiamo una bella serie di foto con le magliette e le bandiere di Libera, ed i fazzoletti dell’ANPI (un grazie a che ci ha offerto questo materiale).
Le lapidi a ricordo dei giovani fucilati e deportati ci fanno provare un profondo senso di rispetto e di riconoscimento alle vittime di quell’eccidio. Dopo il momento di commemorazione e commozione siamo pronti per la partenza. Ancora un amico ci raggiunge per condividere con noi un momento ed un luogo importante della nostra storia, è Angelo con la moglie. Grazie per averci raggiunti fin quassù.
Ragazzi… si parte! Alle 11 prende il via della corsa. Alcuni temerari – Paolo, Marco e Fabrizio Cosi – completeranno totalmente il percorso, gli altri a piacere si daranno il cambio: una corsa Libera (in tutti i sensi!). I primi km sono totalmente immersi nella natura selvaggia delle aspre rocce del torrente Gorzente. Il tempo perturbato e la sosta prima della partenza ci hanno infreddoliti parecchio ma la corsa ci scalda, oltre al cuore, il resto del corpo. Io parto per fare solamente il primo tratto di 8 km, ma già dopo poche centinaia di metri vengo coinvolto nell’atmosfera del gruppo, correre assieme a vecchi e nuovi amici in questa occasione mi da una carica particolare, e penso di farla tutta. Paolo, come al solito molto saggio, mi sconsiglia: “non rischiare”. Ha ragione, il mio allenamento è veramente esiguo e ho anche qualche problema ad un ginocchio; alla fine allungherò un po’ ma non arriverò a completare l’intero tragitto.
La macchina di Francesco funziona da ristoro volante, ogni 4 -5 km facciamo una sosta per bere, e chi vuole anche mangiare. Maurizio funge da collegamento e servizio scopa. La carovana sembra muoversi bene. Alcuni aspettano la discesa, altri preferiscono la salita, qualcuno cammina, “ce né per tutti i gusti”! Federico (l’ovadese) ci fa da cicerone, e sullo splendido crinale che porta verso Bosio ci ragguaglia sui paesi che vediamo all’orizzonte. È davvero un grande spettacolo quello che abbiamo davanti a noi. Arriva anche un ulteriore supporto, è mio cugino Gianni con Venusia, anche loro sostenitori del progetto sono giunti ad animare la giornata.
A Bosio facciamo una sosta un attimo più lunga, dovrei fermarmi, ma non mi va ancora, scendo fino a Gavi e poi vediamo. Nella discesa ammiriamo l’imponenza del forte, un altro aspetto di riscoperta del patrimonio storico artistico di questa esperienza. A Gavi cedo il passo agli altri che si alternano nella corsa. Riprendo però poco dopo per agevolare il passaggio della variante “Crenna superiore”, inserita per evitare una pericolosa galleria. Proseguo sino a Libarna – antico insediamento romano tra Serravalle e Arquata – dove risalgo in macchina per tenere qualche energia da spendere negli ultimi km.
Dopo Arquata Scrivia, ci apprestiamo a risalire la Val Borbera: incontriamo prima Vignole Borbera, poi Borghetto di Borbera, e la valle si restringe nelle famose “strette”. Ci siamo, riprendo la corsa, ma che fatica rimettersi in moto! Fatti due calcoli prevedo l’arrivo verso le 16.15, solo 15’ di ritardo rispetto all’orario prestabilito, quindi avverto il sindaco di Cantalupo Ligure che ci attende per l’inizio della manifestazione a Pertuso. Intanto si aggiungono a noi, raggiungendoci a ritroso, due amici podisti alessandrini: gli spazzorunners Roberto e Gianfranco, noti per il loro impegno podistico ambientale (anche loro fanno parte delle nuove conoscenze dell’esperienza ULP).
Pure quest’ultimo tratto presenta degli scorci veramente suggestivi, inoltre è una valle che amiamo e conosciamo in maniera particolare. Lo scorso anno siamo passati per “Uniamo la Provincia” proprio il 25 aprile e in passato abbiamo corso numerose edizioni della “StraBorbera”, gara podistica che da Novi Ligure raggiungeva Cabella Ligure. Ci sentiamo a casa in questa valle.
Di fronte alla lapide che ricorda i caduti nella battaglia di Petuso ci ricompattiamo e tutti assieme raggiungiamo stele di Pinan Cichero. Ad attenderci, le autorità ed una calorosa folla che ci accoglie con un bel applauso. Ce l’abbiamo fatta: abbiamo unito due luoghi della memoria. Grande soddisfazione! Ora è il momento ufficiale della commemorazione del 25 aprile: prima il sindaco di Cantalupo Ligure Gian Piero Daglio, poi i rappresentanti dell’ANPI e degli altri comuni, ricordano l’importanza di questo giorno, ci ringraziano perché anche la nostra iniziativa è un gesto che tiene alta l’attenzione e tiene vivo il ricordo delle radici della nostra libertà. Ancora Carlo Piccini di Libera a ribadire l’importanza della resistenza e la necessità di essere partigiani, cioè di prender parte e non essere indifferenti a quanto accade attorno noi. Anche io vengo chiamato sul palco per fare un saluto a nome della UISP, un ringraziamento a chi ci ha accolto, ed un collegamento all’impegno di questa associazione che attraverso lo sport unisce le persone in un momento di conoscenza e riconoscenza verso valori che sono propri del 25 aprile. L’orazione ufficiale spetta a Daniele Borioli che, attraverso un’attenta disamina della situazione attuale, fa una serie di riflessioni sull’importanza di tener vivo il ricordo del 25 aprile proprio per dare un futuro di speranza per le nuove generazioni e, soprattutto, un futuro di certezze di giustizia e libertà che hanno saputo darci gli eroi che ricordiamo nella festa della Liberazione.
Terminata la parte “ufficiale”, abbiamo concluso la giornata in maniera conviviale nella “Locanda Pertuso”. Volti soddisfatti e sereni che vanno oltre la stanchezza certamente presente (Paolo, Marco e Fabrizio Cosi hanno corso 48,5 km!). È stata una giornata all’insegna dello sport, dell’amicizia, della riscoperta del territorio, del ricordo, della memoria… W IL25 APRILE !
Attraverso la collaborazione con Libera abbiamo voluto anche unire i temi della resistenza al nazifascismo a quelli della “nuova resistenza” ad un sistema che trasforma i diritti in privilegi soffocando i principi democratici che fanno delle regole “il potere dei senza potere” come spesso spiega anche Giancarlo Caselli.
Raggiungo il primo ritrovo della giornata, fissato a Serravalle Scrivia, assieme a Paolo, Marco Marchese e Francesco (prezioso e disponibile amico, sempre pronto ad aiutare). Ad attenderci troviamo già Fabrizio e famiglia (Anna e Matteo). Quindi arriva una prima macchina di “marziani” – gruppo di podisti milanesi dal grande impegno civile – e a seguire Federico, l’anima di questo blog, che si è speso molto per questa iniziativa. Arriva anche il presidente territoriale della UISP, Franco Galliani, quindi altri “marziani” con il “capitano” Fabrizio Cosi che ha saputo creare attorno a sé un gruppo affiatato sempre pronto a partecipare ad iniziative di sport e solidarietà. Da Milano arriva ancora un’altra famiglia: Stefano, Monica (con il prossimo bimbo in arrivo) ed il piccolo Federico. Nonostante questa situazione “complicata” hanno voluto essere presenti anche solo per qualche km, un gesto di amicizia e riconoscimento verso di me e verso questa iniziativa – davvero significativi, grazie ragazzi!!! La carovana non è ancora completa, si aggiunge anche Maurizio che oggi si vuol dedicare esclusivamente al supporto logistico dell’iniziativa e alle foto. Infine si aggregano due amici da Alessandria, Roberto e Rossella, definiti “quelli del martedì”, vista la loro assidua assistenza ai martedì ULP.
Dopo alcuni chiarimenti sul percorso ci avviamo verso il luogo di partenza e a Bosio sostiamo per per “agganciare” altri partecipanti. Volti noti, cari amici che hanno condiviso con noi tante giornate ULP: Federico e Salvatore da Ovada, Maura e Gian Paolo da Capriata d’Orba. Una strada tortuosa, ma panoramica, ci conduce fino al Sacrario dei Martiri della Benedicta. Qui altri amici conosciuti nell’esperienza ULP ci attendono: Maurizio Levo con la moglie Piera, e l’amico Vincenzo.
Alla partenza sono presenti le autorità locali – il sindaco di Bosio Marco Ratti, il presidente della comunità montana, il presidente del parco naturale delle Capanne di Marcarolo – e il vice presidente dell’ISRAL (Istituto Storico per la Storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria). Carlo Piccini – coordinatore provinciale di Libera – legge il messaggio che questa iniziativa vuole portare attraverso l’unione di luoghi così importanti nella storia della resistenza, la continuità storica tra cultura antifascista e la legalità democratica per aiutare soprattutto i giovani a diventare “nuovi partigiani”, per i quali valgano l’importanza della memoria e dell’impegno sui fronti delle “nuove resistenze” come quella alle mafie e alle corruzioni. Il saluto del presidente territoriale della UISP Franco Galliani (che ha anche corso con noi!), quindi l’intervento del vice presidente dell’ISRAL che ha fatto una eloquente e chiara spiegazione dei fatti che hanno reso tristemente famoso questo luogo dopo il 7 aprile 1944. Infine il saluto delle autorità del territorio che cercano di tener vivo il ricordo e la memoria di questi luoghi attraverso il loro lavoro quotidiano. Grazie anche, e soprattutto, a loro per l’accoglienza. Scattiamo una bella serie di foto con le magliette e le bandiere di Libera, ed i fazzoletti dell’ANPI (un grazie a che ci ha offerto questo materiale).
Le lapidi a ricordo dei giovani fucilati e deportati ci fanno provare un profondo senso di rispetto e di riconoscimento alle vittime di quell’eccidio. Dopo il momento di commemorazione e commozione siamo pronti per la partenza. Ancora un amico ci raggiunge per condividere con noi un momento ed un luogo importante della nostra storia, è Angelo con la moglie. Grazie per averci raggiunti fin quassù.
Ragazzi… si parte! Alle 11 prende il via della corsa. Alcuni temerari – Paolo, Marco e Fabrizio Cosi – completeranno totalmente il percorso, gli altri a piacere si daranno il cambio: una corsa Libera (in tutti i sensi!). I primi km sono totalmente immersi nella natura selvaggia delle aspre rocce del torrente Gorzente. Il tempo perturbato e la sosta prima della partenza ci hanno infreddoliti parecchio ma la corsa ci scalda, oltre al cuore, il resto del corpo. Io parto per fare solamente il primo tratto di 8 km, ma già dopo poche centinaia di metri vengo coinvolto nell’atmosfera del gruppo, correre assieme a vecchi e nuovi amici in questa occasione mi da una carica particolare, e penso di farla tutta. Paolo, come al solito molto saggio, mi sconsiglia: “non rischiare”. Ha ragione, il mio allenamento è veramente esiguo e ho anche qualche problema ad un ginocchio; alla fine allungherò un po’ ma non arriverò a completare l’intero tragitto.
| Cambio in corsa |
| Sulle ali dell'entusiasmo |
| Il Forte di Gavi |
![]() |
| Aerea archeologica di Libarna |
Dopo Arquata Scrivia, ci apprestiamo a risalire la Val Borbera: incontriamo prima Vignole Borbera, poi Borghetto di Borbera, e la valle si restringe nelle famose “strette”. Ci siamo, riprendo la corsa, ma che fatica rimettersi in moto! Fatti due calcoli prevedo l’arrivo verso le 16.15, solo 15’ di ritardo rispetto all’orario prestabilito, quindi avverto il sindaco di Cantalupo Ligure che ci attende per l’inizio della manifestazione a Pertuso. Intanto si aggiungono a noi, raggiungendoci a ritroso, due amici podisti alessandrini: gli spazzorunners Roberto e Gianfranco, noti per il loro impegno podistico ambientale (anche loro fanno parte delle nuove conoscenze dell’esperienza ULP).
Pure quest’ultimo tratto presenta degli scorci veramente suggestivi, inoltre è una valle che amiamo e conosciamo in maniera particolare. Lo scorso anno siamo passati per “Uniamo la Provincia” proprio il 25 aprile e in passato abbiamo corso numerose edizioni della “StraBorbera”, gara podistica che da Novi Ligure raggiungeva Cabella Ligure. Ci sentiamo a casa in questa valle.
Di fronte alla lapide che ricorda i caduti nella battaglia di Petuso ci ricompattiamo e tutti assieme raggiungiamo stele di Pinan Cichero. Ad attenderci, le autorità ed una calorosa folla che ci accoglie con un bel applauso. Ce l’abbiamo fatta: abbiamo unito due luoghi della memoria. Grande soddisfazione! Ora è il momento ufficiale della commemorazione del 25 aprile: prima il sindaco di Cantalupo Ligure Gian Piero Daglio, poi i rappresentanti dell’ANPI e degli altri comuni, ricordano l’importanza di questo giorno, ci ringraziano perché anche la nostra iniziativa è un gesto che tiene alta l’attenzione e tiene vivo il ricordo delle radici della nostra libertà. Ancora Carlo Piccini di Libera a ribadire l’importanza della resistenza e la necessità di essere partigiani, cioè di prender parte e non essere indifferenti a quanto accade attorno noi. Anche io vengo chiamato sul palco per fare un saluto a nome della UISP, un ringraziamento a chi ci ha accolto, ed un collegamento all’impegno di questa associazione che attraverso lo sport unisce le persone in un momento di conoscenza e riconoscenza verso valori che sono propri del 25 aprile. L’orazione ufficiale spetta a Daniele Borioli che, attraverso un’attenta disamina della situazione attuale, fa una serie di riflessioni sull’importanza di tener vivo il ricordo del 25 aprile proprio per dare un futuro di speranza per le nuove generazioni e, soprattutto, un futuro di certezze di giustizia e libertà che hanno saputo darci gli eroi che ricordiamo nella festa della Liberazione.
Terminata la parte “ufficiale”, abbiamo concluso la giornata in maniera conviviale nella “Locanda Pertuso”. Volti soddisfatti e sereni che vanno oltre la stanchezza certamente presente (Paolo, Marco e Fabrizio Cosi hanno corso 48,5 km!). È stata una giornata all’insegna dello sport, dell’amicizia, della riscoperta del territorio, del ricordo, della memoria… W IL25 APRILE !
giovedì 26 aprile 2012
Festa del 25 aprile
Breve foto-racconto de SULLE STRADE DELLA MEMORIA
In attesa di post e commenti, a questo link trovate le fotografie.
![]() |
| Al Sacrario della Benedicta |
![]() |
| Partiti! |
![]() |
| I tre ultramaratoneti |
![]() |
| All'arrivo di Cantalupo Ligure |
In attesa di post e commenti, a questo link trovate le fotografie.
domenica 22 aprile 2012
Resistere significa esistere!
Il 25 aprile si avvicina a grandi passi e il programma è ormai delineato (vedi qui sotto). Oggi ho anche fatto un sopralluogo, e le premesse sono delle migliori per una giornata di sport, amicizia e resistenza.
PROGRAMMA 25 APRILE 2012
Sarà una corsa che unisce la memoria di due luoghi simbolo della lotta contro il nazista invasore ed il suo servo fascista nella provincia di Alessandria: il Sacrario dei Martiri della Benedicta (Capanne di Marcarolo) e la Stele ai Caduti della Pinan Cichero (Pertuso). Sarà anche un cammino per trasmettere memoria ed essere al fianco dei giovani di questo tempo di pace, che lottano per un mondo più giusto, pulito e libero.
Ad un podista la parola “resistenza” richiama alla mente le corse di lunga distanza. Paolo, Marco e Federico si cimenteranno nell’intero percorso di quasi 49 km, un’ultra-maratona: avranno bisogno di tutta la loro resistenza! Io e molti altri amici copriremo la distanza a staffetta.
L’amico Carlo Piccini, referente provinciale di Libera Alessandria, ci suggerisce che esiste un ideale passaggio di testimone tra la cultura antifascista e la lotta per la legalità: “la ‘nuova Resistenza’ che il Paese sta affrontando attraverso enti, associazioni, cittadini che credono nella continuità storica e civile tra antifascismo e legalità democratica”. Quindi resistenza alle mafie ed alla corruzione: “Dobbiamo riscoprire cosa significa ‘resistere’ ad un sistema che trasforma i diritti in privilegi, soffocando i principi democratici che fanno delle regole il potere dei senza potere.” Queste parole le abbiamo prese, così come quelle di Luigi Ciotti che compongono il titolo del post, dalla lettera che Carlo ci ha inviato e che potete leggere qui.
PROGRAMMA 25 APRILE 2012
- Ore 9.00 - Ritrovo dei partecipanti all’esperienza autogestita in piazza Matteotti a Serravalle Scrivia per poi raggiungere in auto il Sacrario della Benedicta
- Ore 10.00 - Visita del Sacrario della Benedicta
- Ore 10.30 - Saluto del sindaco di Bosio e delle autorità presenti e partenza della corsa
- Ore 12.30 - Sosta presso il monumento ai martiri della Benedicta a Bosio
- Ore16.00 - Arrivo della corsa a Cantalupo Ligure e Cerimonia ufficiale presso la stele della battaglia di Pertuso con i saluti del sindaco di Cantalupo Ligure e del rappresentante ANPI della val Borbera e l’orazione ufficiale di Daniele Borioli (storico)
- A seguire - Merenda Senoira
Sarà una corsa che unisce la memoria di due luoghi simbolo della lotta contro il nazista invasore ed il suo servo fascista nella provincia di Alessandria: il Sacrario dei Martiri della Benedicta (Capanne di Marcarolo) e la Stele ai Caduti della Pinan Cichero (Pertuso). Sarà anche un cammino per trasmettere memoria ed essere al fianco dei giovani di questo tempo di pace, che lottano per un mondo più giusto, pulito e libero.
Ad un podista la parola “resistenza” richiama alla mente le corse di lunga distanza. Paolo, Marco e Federico si cimenteranno nell’intero percorso di quasi 49 km, un’ultra-maratona: avranno bisogno di tutta la loro resistenza! Io e molti altri amici copriremo la distanza a staffetta.L’amico Carlo Piccini, referente provinciale di Libera Alessandria, ci suggerisce che esiste un ideale passaggio di testimone tra la cultura antifascista e la lotta per la legalità: “la ‘nuova Resistenza’ che il Paese sta affrontando attraverso enti, associazioni, cittadini che credono nella continuità storica e civile tra antifascismo e legalità democratica”. Quindi resistenza alle mafie ed alla corruzione: “Dobbiamo riscoprire cosa significa ‘resistere’ ad un sistema che trasforma i diritti in privilegi, soffocando i principi democratici che fanno delle regole il potere dei senza potere.” Queste parole le abbiamo prese, così come quelle di Luigi Ciotti che compongono il titolo del post, dalla lettera che Carlo ci ha inviato e che potete leggere qui.
Iscriviti a:
Post (Atom)

















