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lunedì 10 dicembre 2018

L'onda lunga dell'ULP

Fine anno tempo di bilanci e di festeggiamenti. In questo 2018 si celebrano i settantanni di attività dell’importante ente di promozione sportiva UISP (Unione Italiana Sport per Tutti). Anche io, come tesserato, ho condiviso molte iniziative podistiche di questo ente.
Sicuramente l'esperienza più coinvolgente che ho vissuto con la UISP è stata quella del 2011, quando assieme a mio cugino Paolo ed alcuni volenterosi amici, abbiamo portato a termine il progetto Uniamo la Provincia (ULP). Questa  iniziativa faceva proprie le finalità di divulgazione dell’attività sportiva della UISP. Ed è in quest'ottica che la nostra manifestazione è stata ricordata nell'opuscolo celebrativo redatto dal presidente onorario Franco Gatti. Inoltre io e Paolo siamo stati premiati con un attestato di benemerenza per lo spirito con cui abbiamo progettato e portato a termine il giro di tutta la provincia di Alessandria.

Premiazione ULP alla UISP
Un riconoscimento davvero gradito e inaspettato, che ci gratifica molto. Anche perché questo ente è veramente molto attivo sia a livello nazionale che a livello locale, contando davvero moltissime società affiliate, ed un numero di tesserati e praticanti notevole. Una funzione importante per la società, per le svariate opportunità che sa offrire alle persone di tutte le età. Grazie quindi alla UISP per il suo lavoro e per il riconoscimento che ci ha voluto attribuire, facendoci entrare nella sua storia.

domenica 11 novembre 2018

Marcia della Pacee

Un pensiero dopo diversi mesi caratterizzati da una quasi totale assenza dall'attività podistica
Non si  è trattato di un evento sportivo vero e proprio ma di un iniziativa che da più di cinquanta anni richiama migliaia di persone lungo un percorso molto significativo e suggestivo. La marcia della pace Perugia-Assisi ideata nel 1961 da Aldo Capitini, filosofo,poeta, uomo politico che si ispirò al pensiero gandiano. Un evento che si ripete non a cadenza fissa ma ogni due tre anni.

Nei mesi scorsi ho ricevuto la proposta di partecipare alla marcia della pace da parte di Carla Nespolo che ha assunto la presidenza nazionale dell'ANPI lo scorso autunno. L'aiuto ed il sostegno di Carla nelle precedenti iniziative che abbiamo intrapreso è stato fondamentale e per questo io ed i miei compagni le siamo molto riconoscenti. Inoltre con Carla c'è un rapporto di amicizia legato alla mia frequentazione del circolo L'isola Ritrovata,  luogo a me caro, dove hanno preso forma le varie iniziative di questi ultimi anni. L'idea e le caratteristiche della manifestazione mi hanno subito coinvolto ed ho cercato di raccogliere qualche  adesione per formare un piccolo gruppo di amici con cui condividere questa nuova esperienza.

Molti i contatti che ho stabilito in questi ultimi anni dove l'attività podistica ha affiancato iniziative sociali. Quindi c'era la concreta possibilità di formare un buon numero di partecipanti, alla fine di questo giro di "consultazioni"sono riuscito a formare una piccola squadra di amici. Certo mi sarebbe piaciuto coinvolgere più persone, ma le diverse esigenze ed impegni a cui tutti quanti siamo chiamati ad assolvere hanno ristretto le adesioni. La "formazione" finale contava (me compreso) cinque persone, diciamo dei fedelissimi da sempre come Paolo e Francesco, compaesani ed amici da tutta la vita, a Franco Galliani e Marco Marchese compagni, sostenitori ed ispiratori di precedenti iniziative come ad es. Uniamo la provincia (ULP).

Il 7 ottobre è la data fissata per la marcia della pace, per la trasferta ci siamo aggregati agli amici di Libera Asti che hanno organizzato il viaggio in pullman e faranno sosta al casello di Alessandria Ovest. I tempi sono piuttosto compressi e prevedo una giornata molto impegnativa ma io ed i miei compagni siamo ben disposti verso questa pratica. Quindi per questa "toccata e fuga" il ritrovo è fissato sotto casa di Paolo per le 23 di sabato sera Da Voghera ci raggiunge Marco Marchese  sempre disponibile  verso queste iniziative, dopo l'esperienza di ULP con Marco abbiamo un sincero rapporto di amicizia, che si consolida attraverso queste nuove  situazioni. Anche Francesco è puntuale , ci siamo si parte con un piccolo zaino e con  grande entusiasmo. Al casello di Alessandria Ovest ci raggiunge Franco Galliani,la sua verve e la sua simpatia completano alla perfezione il piccolo gruppo. In perfetto orario il pullman degli astigiani ci raccoglie assieme ad un altro gruppo di amici ovadesi capitanati da Paola Sultana referente provinciale di Libera. Via si parte,il sonno e la stanchezza prendono il sopravvento e dopo pochi km mi addormento  serenamente, quando mi risveglio il pullman sta facendo sosta presso un autogrill, così ne approfittiamo per un anticipo di colazione, siamo sull'Appennino Tosco-Emiliano a metà strada circa. Riprendiamo il viaggio ed io riprendo il sonno ancora con grande facilità.

All'alba arriviamo a Perugia e mi ridesto mentre il pullman è in prossimità delle mura della città. Ci siamo inizia la lunga giornata di cammino. C'e' già molto fermento in città un'atmosfera di festa,bandiere della pace e molte altre associazioni tutte in marcia per un unico obiettivo:la pace ed una civile convivenza tra i popoli. Franco distribuisce i cappellini ed i foulard dell'ANPI, ed io le bandiere di Libera, un binomio che ci unisce ancor di più in questa giornata. Mancano poco più di due ore alla partenza,e ne approfittiamo per fare un breve giro turistico nel centro della città. Varcata una delle antiche porte sembra quasi di entrare in un altra dimensione del tempo. Piazze, monumenti,palazzi che sanno di storia lontana nel tempo ma che mantengono intatto il loro fascino e la loro arte. Siamo rapiti dalla bellezza di questa città nel nostro breve giro turistico è un susseguirsi di piacevoli scoperte. Visto il poco tempo che ci è concesso prima della partenza possiamo solamente sfiorare queste vere e proprie opere d' arte,ma ci accontentiamo ugualmente di questa rapida visita nella città del Grifone. Rientriamo verso la zona di partenza mentre il cielo si fa sempre più grigio ed inizia a piovere. Noncuranti di tutto ciò siano sereni e ben disposti; c'è molto fermento per le vie della città, davvero tante persone. E' bello sentire tanti  accenti  diversi,le varie inflessioni dialettali  fanno  intuire quale sia la provenienza dei partecipanti. Mentre aumenta l'intensità della pioggia aumenta anche l'assembramento per l'imminente partenza,dal palco delle autorità diversi amministratori locali danno il benvenuto ai partecipanti e ribadiscono il valore di questa iniziativa.

Con qualche minuto di ritardo si parte, lentamente si muove il lungo corteo. Dopo poche centinaia di metri incontriamo Carla Nespolo, una foto ed un abbraccio con la presidente dell'ANPI, che ci  dà il suo personale augurio di buon cammino. Davvero un bel momento per tutti noi, siamo orgogliosi di dare il nostro piccolo contributo all'associazione di cui Carla é alla guida. Una lunga discesa ci porta fuori dalla città mentre costeggiamo uliveti secolari. Un connubio unico: camminare per la pace in mezzo agli ulivi,in più ha smesso anche di piovere! Variegato, colorato e festante il lunghissimo serpentone, musica che accompagna e allieta il nostro cammino. Paolo allunga il passo per risalire l'interminabile corteo; è una bella sensazione scorrere in questo fiume di persone, vedere l'entusiasmo di tanti giovani e non (come noi) assaporare la semplicità di un gesto naturale in un contesto così particolare. Un susseguirsi di saliscendi attraverso le stupende colline umbre. In lontananza vediamo Assisi,ed  io ritorno con la mente all'esperienza del 2016 da San Francesco a Francesco; un pensiero agli amici spazzorunners con cui ho condiviso l'iniziativa. Risaliamo, risaliamo e non sembra mai vedere la testa del corteo. Inizio ad accusare i primi (anche secondi o terzi) segni di stanchezza associati a qualche dolore articolare. Tutto previsto se non si soffre un po' non c'è neanche il gusto della meta finale... sarà? Sullo sfondo vediamo la basilica di Santa Maria degli Angeli, il punto di arrivo ci siamo quasi. Non siamo riusciti a raggiungere la testa della manifestazione,ma non ne siamo molto lontani. Ci siamo! abbiamo portato a termine la marcia della pace,una piccola ma intima soddisfazione.

La fine della manifestazione è sancita dagli interventi dei rappresentanti del mondo sindacale, e  di altre associazioni. Anche Carla Nespolo in qualità di presidente nazionale dell'ANPI prende la parola, sottolineando il valore di un bene così prezioso da mantenere seguendo sempre  la guida della nostra costituzione. Un applauso ed un abbraccio a Carla   che ringraziamo per le belle parole del suo discorso. Dopo una breve sosta rivestiamo i panni del turista e utilizziamo il tempo che ci è rimasto prima del ritorno per fare un rapido giro per Assisi. La basilica di Santa Maria degli Angeli dove all'interno è custodita la porziuncola piccola chiesa voluta da San Francesco,un momento di grande impatto emotivo. Risaliamo verso la parte alta della città per completare la breve escursione. Appena il tempo di giungere ai piedi della basilica di Santa Maria inferiore,e visti i tempi dobbiamo ritornare al parcheggio dei pullman. Durante la discesa osserviamo la lunga strada mattonata di tre km che unisce la basilica di Santa Maria degli Angeli alla basilica di Santa Maria Inferiore. Ogni mattone porta il nome del donatore che ha contribuito alla ricostruzione della città dopo il sisma del 1997. Mi viene da pensare alla pace come ad una lunga strada dove ognuno posa il proprio mattone,che unito a tutti gli altri costruisce una via per una civile convivenza tra gli uomini. Raggiungiamo il parcheggio dei pullman dopo  44000 passi, stanchi ma soddisfatti per aver contribuito alla riuscita della manifestazione.
Alle prossime Fiorenzo

lunedì 30 aprile 2018

Milano 8.4.2018

Una lunga assenza da queste pagine in un periodo di cambiamenti (negativi e positivi) della mia esistenza, che hanno spostato le mie abitudini modificando il mio stile di vita. Cosi cerchi di non perdere completamente il contatto con la passione per la corsa e ti ritrovi a gestire piccoli spazi di tempo in maniera innovativa. Allenamenti in natura alla rincorsa (vana) di un purosangue. Nuovi percorsi in zone collinari molto panoramiche e allo stesso tempo impegnative. Qualche corsa tra le mura domestiche su un provvidenziale tapis roulant. La frequenza delle uscite è piuttosto bassa ma lentamente questo nuovo stile di vita sta creando un piccolo equilibrio che mi consente di mantenere una minima condizione fisica. Rinnovati entusiasmi che hanno aperto nuovi capitoli di vita rendono ancor più gratificanti queste piccole “prestazioni atletiche”.

L’indimenticabile esperienza da San Francesco a Francesco (24-31 agosto 2016) ha prodotto dei risultati molto importanti dal punto di vista pratico come l’acquisto di apparecchiature mediche per l’ospedale infantile di Alessandria ed un elevatore per la carrozzina di una giovane ragazza (Giulia) che purtroppo ci ha già lasciati. Oltre a questi obiettivi raggiunti, io ed i miei compagni di cammino abbiamo instaurato un rapporto di amicizia frutto di quei sette giorni vissuti così intensamente molto profondo. In questi ultimi mesi ha così preso forma l’idea di condividere un evento sportivo legato sempre ad una finalità sociale. La possibilità ci si è presentata in occasione della maratona di Milano dello scorso 8 aprile.

Dopo una serie di contatti e ipotesi i miei compagni spazzorunners hanno trovato il modo migliore per dare un piccolo ma significativo sostegno ad una associazione che si occupa di tematiche ambientali. Ed eccoci quindi pronti a correre la Milano marathon a staffetta al fianco di Ecogreen. Ad occuparsi delle iscrizioni è l ing, al secolo Fabio Savio, di nome e di fatto ("....e quel savio gentil che tutto seppe....") con la collaborazione del dottore che non si tira mai indietro quando c'è bisogno. Ci siamo, riprende forma il quartetto che si è creato nel 2016 manca il capitano, anche se nei nostri discorsi e nella chat è sempre presente con battute ed interventi. Contatti telefonici, mail e anche un paio di incontri per definire le modalità della nuova iniziativa. Si ritorna a correre assieme in una delle manifestazioni più importanti che offre il panorama nazionale.

A Milano ho corso diverse volte sia in competizione, sia in alcune iniziative del compianto Fabrizio Cosi con i "Podisti da Marte". A Milano ho anche stabilito una rete di amicizie che rendono la partecipazione a questi eventi un momento di piacevole incontro con persone care. Tutto è pronto per il ritorno alle corse con gli amici “Spazzorunners”, domenica 8 aprile. L'appuntamento è fissato per le 7 al casello autostradale di Tortona,qui raggiungo i miei tre compagni di avventura. L’atmosfera è subito quella giusta,battute e aneddoti che ci caricano e preannunciano una giornata intensa e significativa. Il Gian come sempre è il vero motore del gruppo,estroverso e coinvolgente ma anche il dottore e l'ingegnere gli tengono il passo con battute intelligenti ed ironiche. Io anche se un po' defilato riesco ad attirare l’attenzione dei miei compagni narrando alcune situazioni in cui si dubita della mia presunta origine nord africana. Il viaggio verso Milano è veloce e sicuro.




L’ordine della staffetta è già stato deciso: per primo partirà Fabio per la frazione più lunga 13 km. L Ing. è il più in forma dopo la partecipazione al campionato mondiale di mezza maratona a Valencia. A seguire Roberto con 11 km quindi Il Gian con la frazione più corta (7 km per non affaticare troppo il nostro ideologo), a me tocca l'ultima frazione 11km e spiccioli. È prevista per l’occasione la possibilità di giungere al traguardo con la staffetta al completo; pregustiamo già l 'emozione che andremo a vivere.

L'aria fresca del mattino ci accoglie nella capitale meneghina. Il ritrovo e la partenza sono situati nei giardini Montanelli in zona Porta Venezia Già durante il trasferimento in metrò il flusso di partecipanti è notevole e si instaurano subito veloci e piacevoli conoscenze del variegato mondo podistico. All’uscita del metrò rimango colpito dal fascino della città; piazza San Babila, le ampie e vie ed i palazzi danno la misura della grandezza della “capitale finanziaria”, mi vien da pensare “Milan l'è semper un gran Milan!” Molto efficiente l'organizzazione gli ampi spazi del parco rendono più facili le operazioni di routine prima della partenza.

Rimaniamo in tenuta ufficiale spazzoruners e lasciamo il nostro primo staffettista alla partenza, con Gian e Roby ci spostiamo alla altezza del sesto km dove vogliamo vedere il passaggio della maratona individuale che partirà alle 9. È sempre emozionante questa attesa e quando scorgiamo il gruppetto dei battistrada rimaniamo assorti nel vedere la loro azione di corsa, leggera e silenziosa quasi sfiorassero il terreno con un gesto tanto naturale quanto elegante. E poi dietro atleti di valore minore ma con andature anch'esse di riguardo. Cerco con lo sguardo volti conosciuti e alzo un urlo di incitamento quando vedo un atleta di mia conoscenza, quasi di casa direi è il tortonese Enrico Ponta uno degli atleti più forti della provincia di Alessandria. Enrico risponde al mio saluto, mi sembra in buona spinta ad occhio viagga verso una proiezione finale sotto le 2h.40 forza Enrico! Scorre davanti a noi un fiume di maratoneti, come un torrente in piena più irruento nel suo tratto iniziale, si fa più calmo e lento man mano che scorre verso l'approdo finale. Tutti (quasi) arriveranno alla porta di maratona, ognuno di loro con la sua personale sfida ha la nostra ammirazione e stima per quello che sta portando avanti.

Dopo questa passerella che ci ha scaldato il cuore ci dirigiamo verso le rispettive posizioni di cambio, le indicazioni del dottore sono precise e non ho difficoltà nel raggiungere la mia zona di cambio situata all' altezza del 31esimo km. Anche qui molto ben gestita la situazione; un ampio viale dove sono state identificate le varie aree di cambio staffetta. Animazione musica servizi di deposito borse e ristoro una bella prova di efficienza della macchina organizzativa. Lentamente raggiungo la mia postazione di cambio, mentre lo speaker, altro volto conosciuto di fama (Davide Daccò ex atletica di buon livello) annuncia l'imminente passaggio del gruppetto di testa.Sono proprio all’altezza del km 31 dove i battistrada transitano in 1h33’06” praticamente 20 km orari!!! dico 20. È sempre molto interessante per me assistere al passaggio dei maratoneti sopratutto in questa fase dove si fanno i conti con la fatica e si giocano le possibilità di un buon risultato personale. Si perché la maratona fatto salvo alcuni atleti di vertice che si giocano la vittoria o piazzamenti di rilievo, è una sfida personale che può assumere aspettative diverse; dal buon atleta che punta comunque ad un risultato cronometrico di tutto rispetto, fino all'amatore che per motivi di allenamento e di età ambisce solo a tagliare il traguardo. Passa anche il primo gruppetto femminile, anche qui la lotta per la vittoria finale è una questione esclusiva che riguarda atlete keniane. Dietro questo gruppo anche alcune atlete italiane tra queste riconosco la figura esilissima di Rosaria Console, una delle più forti maratonete italiane più volte nazionale, mi colpiscono di Lei i due grandi occhi sgranati che sembrano vedere la sofferenza del momento. Al fianco corre  per un tratto con lei il marito altro ex maratoneta dal passato glorioso Daniele Caimmi, la incita le da consigli ma davvero sembra compromessa la sua gara, infatti dopo poco si ritirerà.

Si ma io sono qui per correre mi sono fatto trasportare dalla corrente dei maratoneti, e i miei soci? Nel frattempo hanno iniziato la loro  (nostra) maratona arriva il primo messaggio Fabio ha concluso la prima frazione come ha preannunciato tutta sotto i 5'al km. Bene penso che l'obiettivo di stare sotto le quattro ore sia ampiamente alla nostra portata. Il testimone passa ora in mano a Roberto, rimesso in sesto in extremis dal provvidenziale dottor Fulvio Massa, che da sempre è accanto agli amici spazzoruners. Intanto attendo il passaggio di Enrico Ponta al 31° km,consulto il cronometro e capisco che qualcosa non è andato nel modo giusto e quando lo vedo transitare davanti a me è eloquente il suo gesto con le mani:non c'è ne più!. Questa è la maratona,anche un atleta serio e ben preparato può incappare in giornate dove ci si deve arrendere. Forza Enrico sarà per la prossima. Intanto da radio corsa spazzoruners arriva la conferma dell'arrivo del dottore, siamo in media dai dai! ora tocca al Gian. La rifinitura della preparazione il geometra l’ha fatta con una serie di calici pregiati la sera precedente, ma si sa la classe non è acqua (in questo caso è vino) e siamo certi che la prestazione atletica non ne risentirà. Ormai è un continuo susseguirsi di passaggi, dagli atleti della maratona individuale alle staffette. Molti giovani sopratutto nella staffetta rendono vivace la manifestazione, vederli correre così gioiosi è un segnale di speranza per il futuro. Mentre sto trepidamente attendendo l'arrivo del Gian, mi raggiunge l'amico Federico, perno e motore dell'indimenticabile ULP. Pochi minuti per salutarci e lasciargli il mio fastidioso marsupio, e...c i siamo vedo all'orizzonte l'imponente figura del Gian ("ed El sergea col petto e con la fronte"). Ma si ferma nel settore prima del nostro allora gli corro incontro lo chiamo Gian! Gian! dammi il bracciale (che sarebbe il testimone da passare ad ogni frazione).


Parto a spron battuto (a spron battuto è veramente una battuta vista la mia velocità sigh!) ci provo almeno devo dosare le forze. Quando entri in gara è come se cambiassi dimensione senti la competizione e cerchi di dare il massimo. Il mio nuovo Garmin scandisce il passo istantaneo anche se io mi fido più delle mie sensazioni il primo km in 4’41” è comunque un po’ troppo veloce per le mie attuali condizioni. Cerco di stare un attimo più calmo anche se l’euforia della competizione mi da una spinta particolare, sento quasi la strada in discesa che mi fa correre più forte del dovuto. Le sensazioni sono davvero buone mi ricordano quelle di tanti anni fa sempre su queste strade ci sono venti anni in più ed un minuto in più al km, l'impegno e il piacere per la corsa sono gli stessi. All'altezza del 34° km sento un incitamento dai bordi della strada: vai Fiore! Riconosco subito Simone altro caro amico milanese che mi saluta, scatta una serie di foto, e mi segue per un breve tratto. Davvero una bella sorpresa questa, inaspettata e quindi ancor più gradita. Proseguo la mia corsa in questo mare di podisti, dai più lenti della maratona individuale, agli staffettisti come me. Continuo quindi a sorpassare ed essere sorpassato con sensazioni alterne: da una parte lo stimolo di raggiungere e superare diversi atleti che mi precedono, dall'altra la difficoltà a tenere il passo dei podisti più veloci che arrivano da dietro. Scorrono i km e ora la strada non mi sembra più in discesa, sento la fatica e non sono più sciolto come all'inizio. Soffro ma comunque non rallento più di tanto, l'idea di raggiungere a breve i miei compagni mi aiuta molto. Stringo i denti e passo i km 39-40-41 ci siamo poche centinaia di metri ed eccoli li vedo, Roberto mi grida forza Fiore! ("poscia ch'io ebbi il mio dottore udito").Rinfrancato da quest'ultimo incitamento provo a darmi un assetto di corsa più elegante. Raggiungo il terzetto e proseguiamo appaiati fino al traguardo che tagliamo uniti con le mani .Una bella emozione vissuta unitamente a degli splendidi compagni d'avventura.3h 39’36” il riscontro cronometrico abbiamo dato il massimo e anche se non sarà un granché nel nostro piccolo abbiamo contribuito ad una buona causa.


giovedì 31 agosto 2017

Un anno dopo

E’ passato un anno, dall’avventura da San Francesco a Francesco. Il ricordo va a quei giorni con una punta di nostalgia, anzi togliamo pure la punta, è nostalgia vera e propria. Si è trattato di una esperienza che  ha lasciato in me e nei miei compagni d’avventura un impronta indelebile. L’impronta di quei passi che hanno segnato i nostri cuori e le nostre menti in maniera veramente profonda. L’aver condiviso quei sette giorni molto impegnativi dal lato fisico, e altrettanto intensi dal punto di vista emotivo, ha reso il nostro legame di amicizia ancor più forte. Mesi di preparazione (sia fisica che logistica) davvero tanti gli aspetti organizzativi di cui tener conto. Grande impegno da parte di tutti noi e delle associazioni che ci hanno sostenuto. Tutto ha girato in modo perfetto, anche se proprio all’alba del  giorno della partenza la scossa di terremoto che ha devastato parte del territorio e lambito le zone dove siamo transitati, ci ha fatto pensare di desistere dai nostri intenti. Poi con un ragionamento a mente fredda abbiamo deciso di partire ugualmente, dopotutto anche la nostra era una missione di solidarietà.


A distanza di un anno il ricordo si confonde con lo scorrere del tempo, ma basta solo un piccolo accenno a quei giorni e gli occhi della mente ritornano sul sentiero che abbiamo percorso. L’arrivo a Piazza San Pietro, e l’emozionante incontro con Papa Francesco sono diventati il punto fondamentale, ma non finale dell’iniziativa.

Nei mesi successivi, grazie all’impegno dei miei compagni e alla collaborazione di associazioni e persone di grande sensibilità, la raccolta fondi è proseguita e a novembre si è materializzato il primo obiettivo del nostro progetto. È stato installato l’elevatore per la carrozzina di Giulia la sfortunata ragazza colpita da una malattia che l’ha costretta ad arrendersi definitivamente poco più di un mese fa.
Gli scritti di Giulia, il suo disegno che è stato il nostro portafortuna ,ed i suoi occhi vivaci, sono stati un insegnamento profondo di quello che può essere il senso della vita. Un pensiero commosso.
I mesi successivi  ci hanno  portato anche a vivere momenti molto tristi della nostra vita privata. Nelle difficoltà e nel dolore la vita va comunque avanti e può riservare nuove emozioni.

Emozione che si è rinnovata grazie al paziente e lungo lavoro  della compagnia teatrale ”Amori in corso”. Questi artisti hanno dato vita sulla scorta dei nostri diari di viaggio e alla relativa documentazione fotografica ad uno spettacolo teatrale: SPAZZORUNNERS 260 KM  DI SOLIDARIETA. Una rappresentazione ben orchestrata alternando alla narrazione del viaggio musiche , balletti e citazioni poetiche. Un grazie  sentito anche a loro per aver trasformato in spettacolo le nostre fatiche  di camminatori solidali.
Non finisce qui, c’è ancora un tassello da posizionare in questo intrigante mosaico. L’ultimo e più impegnativo obiettivo (dal punto di vista economico) aspetta solo di essere ufficializzato. L’apparecchio per la respirazione bronchiale da donare all’Ospedaletto Infantile di Alessandria è già stato acquistato con i fondi reperiti grazie alla nostra iniziativa.

Questo è un piccolo resoconto di quello che è successo in questo anno. In questi giorni abbiamo voluto riproporre giorno per giorno le cronache del viaggio sulla pagina Facebook, un modo per ritornare mentalmente  a quei luoghi, a quelle situazioni.
Certo le emozioni che viviamo io ed i miei compagni d’avventura nel rileggere quelle cronache sono intense e profonde, e così non può essere per gli eventuali lettori. Ma siamo certi che qualche riflesso di quelle sensazioni potrà colpire alcuni di voi.

Fiorenzo

martedì 25 luglio 2017

Ciao Giulia

Dopo diversi mesi torno a scrivere una riflessione sul blog. La morte di mio padre ha lasciato in me una ferita profonda ed ha cambiato l’impostazione della mia vita. Fino ad allora ho goduto di un “magico equilibrio”,  in cui riuscivo a gestire il lavoro, l’attività sportiva e la collaborazione con mio padre nel condurre la piccola azienda agricola di famiglia. Tradizione, amore per il territorio ed orgogliosa testimonianza di piccolissime eccellenze locali. Da mio padre ho avuto veramente tanto e solamente una tragica fatalità ha messo fine a quel magico equilibrio. Una “sospensione del tempo” in cui l’integrità psicofisica di mio padre si è mantenuta perfetta.

Ora sto cercando di riposizionarmi per non perdere il contatto con l’attività sportiva che è da sempre parte integrante della mia vita. Oggi però  il mio pensiero va ad una persona il cui percorso di vita è stato breve e sfortunato. Parlo di Giulia, la ragazza che lo scorso anno ci ha dato la possibilità di costruire un progetto solidale attorno al cammino da San Francesco a Francesco.

Grazie alla generosità di tante persone e all’impegno dei miei compagni di avventura abbiamo raccolto i fondi per l’acquisto di un elevatore per la carrozzina di Giulia bloccata da una malattia che lasciava poche speranze. Anche Giulia doveva seguire un percorso per una nuova terapia che aveva aperto qualche spiraglio di guarigione. C’era davvero tanta speranza in quel passaggio stretto ma che sembrava possibile.
Nonostante l’impegno dei medici che l’hanno seguita e delle cure amorevoli della famiglia, Giulia non ce l’ha fatta. C’è molta tristezza in me ed in chi ha conosciuto Giulia e la sua storia. Anche in questo caso un gioco del destino beffardo ha colpito in maniera devastante le speranze di una giovane vita.

Giulia era molto brava a disegnare e per il nostro cammino ci preparò un disegno che divenne il nostro portafortuna. Fu proprio così, il cammino andò benissimo, e al ritorno passammo a salutare Giulia. Un momento molto bello e toccante: poche ore prima avevamo stretto la mano al Papa e il suo messaggio “non lasciatevi rubare la speranza” l’ho letto negli occhi di Giulia. Rimasi veramente colpito dall’intelligenza della ragazza, dalla sua carica vitale, nonostante la disabilità.

Nei mesi successivi ci fu la consegna e l’installazione dell’elevatore per la carrozzina di Giulia sull’auto del padre , fu un momento d’ orgoglio per noi spazzorunners, sentivamo che c’era tanta solidarietà attorno a Giulia, a chi soffre. Fu una dimostrazione di come sia possibile sostenere le persone più bisognose attraverso la sensibilizzazione e l’informazione. La sensibilizzazione e l’informazione che ha voluto trasmettere Giulia attraverso gli ultimi suoi scritti pochi giorni prima di morire. Colpisce veramente il suo talento nel descrivere  la sua storia, per la lucidità, l’ironia, la determinazione con cui esorta il prossimo  a lottare per non lasciare nessuno indietro, per trovare sempre fino all’ultimo un motivo di speranza.

Ci hai lasciato un grande insegnamento, grazie Giulia. Non dimenticheremo i tuoi disegni, i tuoi scritti e i tuoi occhi che cercavano la vita.

FIORENZO

sabato 24 dicembre 2016

Un uomo solo è al comando

“Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo nome è Fausto Coppi” disse il telecronista Mario Ferretti aprendo la radiocronaca della storica impresa del grande Fausto Coppi nella terzultima tappa del giro d’Italia del 49, la Cuneo – Pinerolo dove il Campionissimo percorse in fuga solitaria 192 km e cinque colli alpini.
L’accostamento potrebbe sembrare blasfemo ma cresciuto in una famiglia di coppiani quella frase la sentivo sempre ripetere da mio padre e mi è rimasta in testa e forse la mia testa stava “partendo” per la fatica e il caldo durante la tappa Piediluco-Poggio Bustone, la più breve ma non per questo la meno insidiosa.
Stavamo salendo per una strada bianca molto ripida completamente al sole e stavamo per toccare il punto più alto di tutta la nostra camminata quindi la “cima Coppi” ecco che allora vedendo Fiorenzo che passo dopo passo ci staccava mi è venuto questo paragone.
Fiorenzo è di quelle parti, di Castellar Guidobono quindi in qualche modo il paragone sta in piedi e forse anche il fisico ricorda il Campionissimo.

Io e Gian lo abbiamo conosciuto il 21 giugno 2011.
Gli spazzorunners avevano iniziato a muovere i primi passi ma già avevamo degli estimatori, tra questi Massimo Brusasco, giornalista del Piccolo nonché conduttore del talk show “il salotto del mandrogno” ma soprattutto uno che predica bene e razzola bene e che ci vuole bene, ci esalta sempre al di la dei nostri “pochi” meriti.
Massimo ci chiama e ci invita a fare una tappa di Uniamo la Provincia un’impresa (si una vera e propria impresa) condotta da due cugini di Castellar Guidobono Paolo e Fiorenzo Piccinini.
L’impresa consisteva nel percorrere  la provincia toccando tutti i 190 comuni e la tappa del 21 giugno era Pecetto, Montecastello, Pietra Marazzi, Rivarone.
I due non erano dei professionisti sostenuti da sponsor che gli pagavano vitto alloggio o quant’altro, ma due amatori (poi conoscendoli meglio due atleti) che dopo aver lavorato tutto il giorno appena staccavano si facevano magari 100 km in macchina per andare in val cerrina a fare la tappa di corsa, magari da 30 km e poi tornare a casa……
A me e soprattutto al Gian, che come dice Massimo Brusasco “quando il gioco si fa duro Pasquinelli fa merenda” ci sembrava una sfacchinata incredibile  una cosa da pazzi e invece sostenuti da qualche amico e parente che li seguiva in macchina per porgere una borraccia e poi riportarli a casa giorno dopo giorno si sono fatti tutta la provincia.
Ci troviamo davanti al comune di Pecetto , una breve presentazione e via di corsa…..ma questi corrono veramente cavoli, non si scherza meno male che ci si ferma davanti al municipio di Montecastello dove i due cugini portano una lettera di Libera, l’associazione di Don Ciotti, eh si le cose che fanno Fiorenzo e Paolo non sono fini a se stesse ma c’è sempre un messaggio da far passare e li c’era un messaggio di legalità.
 due foto e si riparte per Pietramarazzi e poi Rivarone  e poi a cena all’Isola ritrovata locale alternativo di Alessandria dove ci conosciamo meglio e ci salutiamo sicuri che ci rivedremo
Infatti li aspettiamo all’arrivo dell’ultima tappa davanti al Comune di Alessandria dove li celebriamo  insieme a, secondo noi, poca gente.
Poi li rincontriamo l’anno dopo dai Martiri della Benedicta a Cantalupo Ligure sulle strade della memoria e della resistenza e poi l’anno dopo, l’anno della sentenza Eternit, da Volpedo a Casale e poi l’anno dopo ancora da Valenza ad Alessandria sempre sui cammini di libertà insomma il sudore e la fatica 
 per celebrare qualcosa di importante.

Così Fiorenzo diventa un interlocutore insostituibile per noi spazzorunners , per attuare quei progetti  che al Gian ciclicamente vengono in mente e io …….. non so dirgli di no.
Si parte da un progetto che non vi sveleremo (perché prima o poi lo attueremo) e siamo ripiegati, si fa per dire sul progetto “ da Francesco a San Francesco”.

Ma eravamo rimasti alla salita alla cima Coppi, io e Fabio arranchiamo e lo vediamo lassù,  maglietta bianca con zaino azzurro che si allontana sempre più e poi si ferma ci aspetta e ci incoraggia dicendo che “spiana” ma non spiana ancora  e allora penso alla tappa precedente, dove dopo la volata per arrivare in tempo alle cascate delle Marmore ci aspettava una salita durissima per raggiungere il lago di Piediluco e lui èl davantia tirare  e poi alla tappa ancora prima dove dopo la la birretta a Spoleto io mi rilasso anche davanti alla maestosità dell’acquedotto romano non sapendo che ci aspettavano ancora 3 km di tornanti nel bosco sacro di Monteluco e lui sempre li davanti a tirare.
Oppure quando con la sua consueta ferma gentilezza  mi ha “ammonito” dall’usare le scale mobili che a Spoleto portavano alla piazza del Duomo scattando su dalle scale e allontanandosi velocemente da chi da dietro lo seguiva
Ma chi tirava nella prima tappa sul monte Subasio sferzati dal vento??? sempre lui l’aquilotto bianco e azzurro.
E nelle ultime due durissime tappe laziali? ma che te lo dico a fa’!




No senza Fiorenzo non ce l’avremmo fatta.
Ma lui le cose le prende sul serio….tra l’altro ha un 2he47’ sulla maratona quindi quando si parla di atleti non è che diciamo un’eresia.
Lui si è allenato duramente nelle dieci settimane che hanno preceduto la camminata, lui ha studiato le tappe nei minimi particolari: chilometri , altimetria ecc. quando percorriamo i nostri sentieri ogni tanto tira fuori una cartellina arancione con tanti fogli con tutti i dettagli, magari cerca gli occhiali perché senza non legge nulla ……e poi li ha appoggiati in testa.

Fiorenzo …alla prossima!

Roberto